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Perché Conceicao ha sostituito Leao all’intervallo col Torino: è accaduto negli spogliatoi

Perché Conceicao ha sostituito Leao all’intervallo col Torino: è accaduto negli spogliatoi

Milan, la solita questione Leao: cosa è successo nell’intervallo a Torino

Senza fare giri immensi, è tornata puntuale per l’ennesima volta in questa stagione la questione Leao. Sicuramente non sarà secolare come la questione omerica, ma anche nel caso del 10 portoghese di dialoghi, tensioni, diatribe, episodi particolari ce ne sono a bizzeffe. La storia dice che, nel bene e nel male, c’è sempre qualcosa da raccontare, di cui discutere, da analizzare, su cui riflettere per trarre le giuste valutazioni. L’ultima in ordine di tempo arriva dritta dalla trasferta di Torino. Il Milan è sotto 1-0 per un autogol più unico che raro, ha sbagliato un rigore e va negli spogliatoi; al rientro in campo, non c’è Leao, sostituito da un centrocampista centrale, Youssouf Fofana.

Milan, la sostituzione di Leao fa discutere

Al di là dell’opportunità del cambio tra un attaccante e un mediano con la squadra in svantaggio, la sostituzione del portoghese ha fatto rumore, anche perché Leao, diversamente dal solito, non ha seguito il secondo tempo assieme ai compagni da bordo campo. Conceiçao, nel post partita, è stato chiaro: il suo numero 10 non può certo contare su una forma atletica smagliante, ma il cambio è stata una mera scelta tecnica, rivelazione che non dà adito ad altre speculazioni, ma che, allo stesso tempo, conferma la linea dura del tecnico anche nei confronti dei calciatori più di valore della rosa.

Conceiçao-Leao, cosa è successo all’intervallo

Perché, allora, togliere Leao con la squadra in svantaggio per inserire un centrocampista? Il portoghese, tra l’altro, non stava neanche disputando una partita così negativa; basti citare, per esempio, il rigore conquistato grazie ad un suo colpo di testa in area e ad un paio di situazioni potenzialmente interessanti create muovendosi da sinistra verso il centro del campo. La motivazione è più che altro caratteriale: Leao è sembrato un po’ svuotato, soprattutto dopo l’errore di Pulisic; e non ha dato le risposte giuste a Conceiçao negli spogliatoi durante l’intervallo nel confronto dialettico che c’è stato fra i due.

L’allenatore rossonero voleva in campo gente con più fuoco addosso; un po’ simile a quello mostrato da Riccardo Sottil al momento del suo ingresso. Non è bastato per recuperare e vincere la partita, ma l’indicazione è stata data: Conceiçao vuole calciatori che, anche quando vadano a dormire, pensino agli allenamenti e alle partite del giorno successivo. Leao dovrà per forza di cose allinearsi.

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Inter, Marotta sincero: “Senza le proprietà straniere non so dove saremmo andati a finire”

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Inter, Marotta sincero: “Senza le proprietà straniere non so dove saremmo andati a finire”

Inter, Marotta sincero: “Senza le proprietà straniere non so dove saremmo andati a finire”

Foto: sito ufficiale Inter

Inter, Marotta: “Senza le proprietà straniere non so dove saremmo andati a finire…”

Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, ha recentemente parlato dell’importanza delle proprietà straniere nel calcio italiano. Durante l’evento ‘Costituzione e Sport’ tenutosi al Palazzo Lombardia il 24 febbraio, Marotta ha sottolineato il valore sociale del club nerazzurro e ha affrontato il tema delle proprietà straniere nel massimo campionato italiano.

Marotta ha evidenziato come l’Inter rappresenti una squadra con milioni di supporter in tutto il mondo. “Non tutti riconoscono la valenza sociale che l’Inter rappresenta, abbiamo una filiera di squadra di donne e uomini, tutto questo per avere 700 tesserati. Abbiamo una responsabilità sociale nei loro confronti,” ha dichiarato il dirigente nerazzurro.

Il ruolo delle proprietà straniere in Serie A

Marotta ha poi parlato dell’evoluzione del modello gestionale nel calcio italiano, spiegando che prima c’era il modello del mecenatismo, caratterizzato dalla figura del grande imprenditore. Tuttavia, oggi 12 società su 20 di Serie A sono di proprietà straniera, una situazione che Marotta considera positiva. “Se non fosse così, non so dove saremmo andati a finire,” ha affermato.

Il presidente ha inoltre spiegato che questa evoluzione riguarda tutte le categorie giovanili, evidenziando la difficoltà delle società periferiche nel garantire l’accesso gratuito al calcio. Il cambiamento delle proprietà ha permesso di superare alcune di queste difficoltà, contribuendo a migliorare il settore giovanile.

Le parole di Marotta riflettono l’importanza delle proprietà straniere nel mantenere il livello competitivo e finanziario della Serie A, oltre a sottolineare il valore sociale e l’impatto delle squadre nel contesto italiano.

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La Russa: “Napoli-Inter? Meglio che non vado al Maradona. Voglio vincere anche la Coppa Italia”

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La Russa: “Napoli-Inter? Meglio che non vado al Maradona. Voglio vincere anche la Coppa Italia”

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La Russa: “Napoli-Inter? Forse è meglio che non vada al Maradona. Il mio parere su Inzaghi e Conte”

Napoli-Inter sarà il big match della 27esima giornata del campionato di Serie A, con le due squadre che si affrontano allo stadio Diego Armando Maradona. Ignazio La Russa, capo del senato e grande tifoso dell’Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni a TM in vista della prossima gara di campionato.

La Russa ha espresso la sua indecisione sull’andare a vedere Napoli-Inter: “Non ero mai andato allo Juventus Stadium, ci sono stato per la prima volta nell’ultima sfida e abbiamo perso. Per questo sono indeciso, magari è meglio se la guardo in televisione. Non firmerei per lasciare lo scudetto al Napoli e vincere la Champions, voglio anche la Coppa Italia“.

Il parere su Inzaghi e Conte

La Russa ha inoltre condiviso le sue preferenze tra Inzaghi e Conte: “Inzaghi e Conte sono due grandi allenatori, molto diversi l’uno dall’altro. Entrambi però sono nel cuore dei tifosi nerazzurri. Martinez sarà decisivo per la corsa scudetto, ma non Lautaro, il portiere. Avrà un compito difficilissimo, se ci riuscirà e se sarà all’altezza sarà la novità che ci potrà dare una mano”.

L’incontro tra Napoli e Inter sarà cruciale per la lotta scudetto, e l’atmosfera al Maradona si preannuncia elettrizzante. I tifosi di entrambe le squadre sono pronti a sostenere i loro beniamini in questa sfida decisiva.

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Dove potrebbe allenare Gasperini dopo l’addio all’Atalanta: le possibili opzioni

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Dove può andare ad allenare Gasperini: tre possibili destinazioni

Dopo l’eliminazione dell’Atalanta dalla Champions League per mano del Club Bruges, Gian Piero Gasperini ha espresso chiaramente il suo possibile addio al club al termine della stagione. “C’è un inizio e una fine, vedremo se andare a scadenza o se interrompere prima. Non ci saranno altri rinnovi,” ha detto Gasperini. Il suo attuale contratto scade a giugno 2026, ma le recenti dichiarazioni fanno presagire un cambiamento imminente.

Ricostruire il Milan

Con l’eliminazione dalla Champions League, la stagione del Milan sembra ormai compromessa. L’obiettivo principale ora è raggiungere il quarto posto, ma ciò potrebbe non salvare l’annata. La dirigenza del Milan potrebbe decidere di affidare la ricostruzione a Gasperini, puntando sul suo sistema di gioco e sulla valorizzazione dei giovani talenti. Il suo approccio difensivo si adatterebbe bene alle caratteristiche dell’attuale rosa rossonera, rendendo questa una scelta affascinante per entrambi le parti.

Il sogno Juventus

Gasperini ha un legame speciale con la Juventus, essendo cresciuto nel vivaio bianconero e avendo allenato le giovanili per dieci anni. La Juventus, dopo aver scelto Thiago Motta per un cambio radicale di stile di gioco, potrebbe decidere di cambiare nuovamente. L’ex Bologna sta riscontrando difficoltà e l’obiettivo del quarto posto potrebbe non bastare per confermare la sua posizione. Gasperini potrebbe tornare alla Juventus per ricostruire e riportare il club ai vertici.

In coppia con Ranieri alla Roma

La Roma rappresenta un’altra opzione interessante per Gasperini. La stagione giallorossa è stata un totale disastro, con cambi di allenatore e prestazioni deludenti. Sir Claudio Ranieri ha già un accordo con la proprietà per diventare direttore tecnico dalla prossima stagione, e potrebbe affiancare Gasperini nella ricostruzione del club. Un progetto di grande livello con giovani talenti e una visione a lungo termine potrebbe attrarre Gasperini.

In ogni caso, Gasperini avrà sicuramente diverse opzioni tra cui scegliere, sia in Italia che all’estero, grazie ai suoi successi con l’Atalanta e alla sua capacità di valorizzare i giocatori.

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Thiago Motta furioso dopo Cagliari: “La prossima volta gli dico di tuffarsi”

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Rabbia Juve, Motta non ci sta e sbotta: “Forse devo dirgli di tuffarsi”

La Juventus è riuscita a conquistare 3 punti preziosi contro il Cagliari, ma la conduzione arbitrale ha sollevato non poche polemiche. L’episodio più discusso riguarda un rigore non fischiato su Dusan Vlahovic, ma non è l’unico motivo di rabbia per Thiago Motta. L’allenatore della Juve ha espresso il suo disappunto anche per un altro episodio, arrivando a fare un’affermazione plateale.

Cagliari-Juve e la rabbia di Thiago Motta

Durante la partita, tutta la panchina bianconera ha protestato veementemente per la spinta a due braccia di Luperto sulla schiena di Vlahovic in area di rigore. Secondo i componenti della panchina, si trattava di un rigore evidente, con Luperto chiaramente reo di aver sbilanciato il centravanti serbo. Prima di questo episodio, Motta si era già arrabbiato molto perché Kolo Muani era rimasto in piedi nonostante una trattenuta.

Il tecnico juventino ha dichiarato: “Io non glielo dico ai miei giocatori di buttarsi per terra, ma forse glielo devo dire”. Il riferimento era all’episodio del 74′ minuto, quando Kolo Muani, lanciato in profondità, è stato trattenuto per la maglia da Yerry Mina, ma non ha ricevuto il fallo dall’arbitro, che ha lasciato proseguire.

La moviola di Calvarese su Cagliari-Juve

Andrea Colombo rientrava in Serie A dopo più di un mese e la sua direzione di gara ha avuto un’unica sbavatura: il rigore non concesso nel finale alla Juventus per la spinta di Luperto su Vlahovic. Colombo ha scelto una soglia del fallo alta, con 24 fischi totali, di cui 9 contro i padroni di casa e 15 contro gli ospiti. L’episodio più contestato riguarda Vlahovic, sbilanciato da Luperto che gli ha messo due braccia sulla schiena, causando il tiro sbagliato del serbo. Secondo Calvarese, il contatto era da calcio di rigore.

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I possibili sostituti di Gasperini all’Atalanta in caso di addio: spunta un nome clamoroso

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