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Nuovo CT per l’Italia U21: addio di Nunziata imminente, la scelta della FIGC

Nuovo CT per l’Italia U21: addio di Nunziata imminente, la scelta della FIGC

Silvio Baldini è tra i nomi più caldi per diventare il nuovo commissario tecnico dell’Italia Under 21, nel caso in cui la Federazione decidesse di non confermare Carmine Nunziata. Dopo l’impresa con il Pescara, culminata con la promozione in Serie B ai rigori contro la Ternana, il tecnico toscano è tornato sotto i riflettori come profilo ideale per guidare gli Azzurrini, grazie alla sua esperienza e alla capacità di lavorare con i giovani.

La FIGC sta valutando attentamente il futuro della panchina dell’Under 21, e Baldini rappresenta una figura di rottura rispetto al passato recente. Nonostante la promozione ottenuta, il Pescara non lo ha confermato per la Serie B, lasciando il tecnico libero di accettare nuove sfide. La Nazionale giovanile potrebbe essere la destinazione perfetta per un allenatore che ha già dimostrato di saper costruire gruppi solidi e competitivi, anche in contesti difficili.

Non è esclusa la permanenza di Nunziata, ma la sensazione è che la Federazione voglia imprimere una svolta al progetto tecnico, anche in vista della necessità di rilanciare il movimento giovanile italiano, dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali della Nazionale maggiore. Baldini, con il suo stile diretto e la sua passione, potrebbe essere la figura giusta per dare nuova linfa al gruppo.

Un tecnico di esperienza e carisma: Baldini pronto a raccogliere la sfida azzurra

Silvio Baldini ha alle spalle una carriera lunga e variegata, con esperienze in Serie A e B su panchine prestigiose come Empoli, Palermo, Catania, Parma e Lecce, ma è negli ultimi anni che ha riscoperto la sua vocazione più autentica: lavorare con i giovani e costruire squadre identitarie. Dopo un lungo stop, è tornato nel 2017 alla guida della Carrarese, per poi passare da Palermo, Perugia, Crotone e infine Pescara.

La sua capacità di motivare e responsabilizzare i calciatori più giovani è uno dei motivi principali per cui la FIGC lo sta prendendo in considerazione, in un momento storico in cui la Nazionale Under 21 è chiamata a diventare il serbatoio principale della selezione maggiore. Baldini potrebbe incontrare nei prossimi giorni Rino Gattuso e Gigi Buffon a Coverciano, per discutere della linea tecnica da seguire e allinearsi con il progetto federale.

Il suo profilo rappresenta una scelta di rottura ma anche di coerenza con l’obiettivo di rilanciare il calcio italiano partendo dalle fondamenta, puntando su un allenatore che ha dimostrato di saper ottenere risultati con risorse limitate e grande spirito di gruppo. La decisione definitiva potrebbe arrivare a breve, ma l’ipotesi Baldini prende sempre più quota.

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Pavard gioca a padel da infortunato con Theo Hernandez: scoppia la bufera, l’Inter valuta provvedimenti

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Pavard gioca a padel da infortunato con Theo Hernandez: scoppia la bufera, l’Inter valuta provvedimenti

Pavard gioca a padel da infortunato con Theo Hernandez: scoppia la bufera, l’Inter valuta provvedimenti

Benjamin Pavard è finito al centro di una nuova polemica in casa Inter dopo la diffusione di una foto che lo ritrae mentre gioca a padel in Sardegna, nonostante fosse ufficialmente infortunato. Il difensore francese, reduce da un problema alla caviglia che lo aveva costretto a lasciare il Mondiale per Club dopo la prima partita contro il Monterrey, era stato rispedito a Milano per sottoporsi alle cure mediche, ma è stato immortalato in vacanza insieme a Theo Hernandez, scatenando la rabbia dei tifosi e l’irritazione della società.

Lo scatto, circolato rapidamente sui social, mostra Pavard a torso nudo dopo una partita di padel, in apparente buona forma fisica. Un’immagine che stride con la sua indisponibilità dichiarata e che ha sollevato dubbi sulla reale entità dell’infortunio. La società nerazzurra starebbe valutando la possibilità di convocare il giocatore per un chiarimento formale, mentre il malumore tra i sostenitori cresce, alimentato anche dalle recenti tensioni interne allo spogliatoio.

Il caso Pavard arriva in un momento delicato per l’Inter, già scossa dallo sfogo pubblico di Lautaro Martinez e dalle frizioni con Calhanoglu. La gestione dell’infortunio del difensore francese, unita alla sua esposizione mediatica, rischia di compromettere ulteriormente il clima in vista della nuova stagione.

Infortunio, polemiche e caos Inter: il caso Pavard si inserisce in un’estate turbolenta

Il problema alla caviglia di Pavard si trascina dalla finale di Champions League persa contro il PSG, quando fu costretto a uscire al 53° minuto. Dopo un recupero parziale, era tornato in campo al Mondiale per Club, ma si è fermato nuovamente al 58° minuto della gara contro il Monterrey, venendo poi escluso dalle successive tre partite e rimandato in Italia per le cure.

La foto in Sardegna ha riacceso le polemiche sulla gestione degli infortuni e sulla disciplina interna, in un contesto già segnato da numerose assenze: oltre a Pavard, anche Calhanoglu, Frattesi e Bisseck erano stati costretti a lasciare il torneo. La società ha tenuto una riunione con Chivu e la squadra per fare chiarezza, ma il clima resta teso e frammentato, con la necessità di ricompattare il gruppo prima del raduno ufficiale.

Pavard, che ha saltato gran parte della fase finale del Mondiale per Club, potrebbe ora dover affrontare conseguenze disciplinari, se la società riterrà il suo comportamento non conforme alle indicazioni mediche. Il caso rappresenta l’ennesimo grattacapo per l’Inter, che dovrà gestire con attenzione comunicazione, spogliatoio e immagine pubblica in un’estate già ricca di tensioni.

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Il fisioterapista di Diogo Jota vuole la verità: “Non ci sto, ho letto cose spiacevoli”

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Il fisioterapista di Diogo Jota vuole la verità: “Non ci sto, ho letto cose spiacevoli”

Il fisioterapista di Diogo Jota vuole la verità: “Non ci sto, ho letto cose spiacevoli”

Miguel Goncalves, fisioterapista respiratorio che ha seguito Diogo Jota dopo l’intervento ai polmoni, ha voluto chiarire pubblicamente le ultime ore di vita del calciatore, smentendo con forza le voci circolate online su presunti eccessi notturni. “Ho letto cose spiacevoli – ha dichiarato – ma Diogo e André non stavano facendo festa. Non c’era nulla da nascondere, nulla da sistemare.” Goncalves è stato una delle ultime persone a vedere vivo l’attaccante del Liverpool, morto insieme al fratello André in un tragico incidente stradale in Spagna.

Jota aveva rimandato l’intervento per giocare la Nations League con il Portogallo, e solo dopo la vittoria contro la Spagna si era sottoposto alla procedura. I medici gli avevano sconsigliato di volare a causa della pressione in cabina, motivo per cui aveva deciso di affrontare un lungo viaggio in auto fino a Santander, dove avrebbe preso un traghetto per Plymouth, per poi raggiungere Liverpool in macchina. “Era un viaggio faticoso ma necessario – ha spiegato Goncalves – e Diogo lo affrontava con responsabilità e professionalità.”

Un viaggio pianificato con cura: la testimonianza che smentisce ogni speculazione

Il fisioterapista ha raccontato di aver salutato Diogo e André alle 20:30 di mercoledì sera, poche ore prima dell’incidente. “Mi disse che si sarebbero fermati a dormire nella zona di Burgos, non volevano guidare tutta la notte. Avevano scelto di partire tardi solo perché faceva più fresco.” Goncalves ha seguito Jota ogni giorno fino a quel momento, e ha confermato che la sua ripresa era eccellente: nessun dolore, entusiasmo per il futuro e grande attenzione alla riabilitazione.

“Mi aveva detto che non avrebbe partecipato alla tournée in Giappone per concentrarsi sul recupero,” ha aggiunto. “Era convinto di poter fare una grande stagione.” Il racconto smentisce categoricamente ogni insinuazione su comportamenti irresponsabili, restituendo l’immagine di un atleta serio, determinato e legato alla famiglia.

Il tragico incidente è avvenuto lungo un tratto isolato dell’autostrada A52, a ovest di Zamora, quando la Lamborghini noleggiata è uscita di strada per lo scoppio di uno pneumatico. I due fratelli sono morti sul colpo, lasciando un vuoto profondo nel mondo del calcio. Goncalves ha voluto che la verità venisse a galla, per onorare la memoria di un uomo che, fino all’ultimo, ha vissuto con disciplina, amore e rispetto.

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Scelto il giorno, orario e luogo del funerale per l’ultimo saluto a Diogo Jota e suo fratello

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Scelto il giorno, orario e luogo del funerale per l’ultimo saluto a Diogo Jota e suo fratello

Scelto il giorno, orario e luogo del funerale per l’ultimo saluto a Diogo Jota e suo fratello

Diogo Jota e suo fratello André Silva saranno salutati per l’ultima volta sabato alle 10:00 nella chiesa Matrice di Gondomar, città natale dei due calciatori deceduti in un tragico incidente stradale a Zamora. La notizia, confermata da fonti portoghesi, ha scosso profondamente l’intero mondo del calcio, che si prepara a rendere omaggio a due vite spezzate troppo presto. La veglia funebre si terrà già domani pomeriggio, intorno alle 16, presso la cappella della Resurrezione, in una cerimonia aperta ad amici, compagni e tifosi.

I corpi di Jota e André sono stati rilasciati dall’Istituto di Medicina Legale di Zamora e rientreranno in Portogallo nella notte tra giovedì e venerdì, accompagnati dalla moglie di Diogo, Rute Cardoso, e dai familiari stretti. Il dolore per la loro scomparsa si è esteso in tutta Europa, dai messaggi di cordoglio del Liverpool alla partecipazione emotiva della Nazionale portoghese. Il funerale sarà trasmesso in diretta dalle emittenti locali, per permettere a tutti di unirsi al lutto e ricordare il talento e l’umanità di Jota.

Messaggi da tutto il mondo: il calcio si stringe attorno alla famiglia Jota

Le parole di Federico Chiesa hanno commosso tifosi e compagni di squadra. L’attaccante italiano del Liverpool ha scritto: “Diogo, è difficile trovare le parole giuste in un momento come questo. Ti voglio bene e mi mancherai tanto”. Un tributo sincero che si unisce a quelli di Robertson, Slot, Cristiano Ronaldo e del presidente Marcelo Rebelo de Sousa, tutti profondamente colpiti da una tragedia che ha superato i confini dello sport.

La Guardia Civil ha confermato che la causa dell’incidente è legata allo scoppio di uno pneumatico durante un sorpasso, che ha fatto sbandare l’auto contro il guardrail, trasformandola in una trappola di fuoco. Le indagini si sono concluse con il rilascio dei corpi, e ora l’attenzione si sposta sulla commemorazione.

Il club del Liverpool ha annunciato che nei prossimi giorni celebrerà Diogo ritirando la maglia numero 20, come gesto simbolico e commemorativo. Anche il Penafiel, squadra di André Silva, parteciperà al lutto nazionale decretato dal governo portoghese. Una serie di gesti che testimonia quanto i due fratelli fossero amati dentro e fuori dal campo, e come la loro perdita abbia lasciato un vuoto incolmabile.

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Sputo di Huijsen a Conceicao, giocatore del Real Madrid nella bufera: arriva il chiarimento

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Sputo di Huijsen a Conceicao, giocatore del Real Madrid nella bufera: arriva il chiarimento

Sputo di Huijsen a Conceicao, giocatore del Real Madrid nella bufera: arriva il chiarimento

Dean Huijsen è finito al centro di un’infuocata polemica dopo il match tra Real Madrid e Juventus al Mondiale per Club, accusato di aver sputato verso Francisco Conceicao. Le immagini diventate virali hanno scatenato commenti indignati e ipotesi di comportamento antisportivo, alimentando una tempesta mediatica attorno al giovane difensore.

L’accusa è nata da un video che, da una certa angolazione, sembrava mostrare Huijsen dirigere il gesto verso l’attaccante avversario, alimentando lo sdegno soprattutto per il contesto della gara — vinta dai blancos con un gol d’oro agli ottavi. Tuttavia, una seconda ripresa chiarisce che il difensore aveva sputato semplicemente a terra, distante da Conceicao. La ricostruzione ha completamente ribaltato l’interpretazione iniziale, ridimensionando un episodio diventato virale nel giro di poche ore.

Huijsen ha scelto di rompere il silenzio e chiarire direttamente attraverso i suoi social, scrivendo: “Per favore, non cercate cose dove non c’è niente: chi mi conosce sa che non farei mai una cosa così e non lo farò mai. Ho semplicemente sputato per terra”. Un messaggio netto che ha contribuito a raffreddare gli animi, ma che mostra quanto sia delicato il confine tra percezione mediatica e verità.

Immagini, angolazioni e reputazioni: quando un gesto frainteso diventa un caso internazionale

L’equivoco si è originato da una questione di prospettiva visiva, che ha trasformato un gesto comune nel calcio in un’accusa di antisportività, capace di danneggiare la reputazione di un atleta appena ventenne. La seconda immagine, ripresa da un diverso punto, ha mostrato chiaramente la distanza tra Huijsen e Conceicao al momento dello sputo, smontando ogni ipotesi di volontarietà o gesto offensivo.

Il caso ha evidenziato quanto sia rischioso affidarsi alle impressioni visive senza una verifica approfondita, soprattutto in un’epoca dominata dalla rapidità della diffusione social. Le polemiche che ne sono nate hanno toccato anche la Juventus, ex squadra del difensore, che ha preferito non commentare per non alimentare ulteriormente il clamore.

Il gesto di Huijsen, sebbene chiarito, resta un monito sull’importanza della comunicazione e dell’immagine per i giovani calciatori, costantemente sotto la lente d’ingrandimento di tifosi, media e opinionisti. L’episodio, fortunatamente rientrato, dimostra come nel calcio moderno basti un frame fuori contesto per accendere un caso internazionale, che può mettere in discussione la credibilità e la serenità di un atleta.

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