Il nuovo accordo collettivo tra Lega Serie A e Associazione Italiana Calciatori estende il taglio degli stipendi al 25% anche in caso di retrocessione in Serie C, non solo per chi scende in B. La norma, valida per i contratti firmati dal 2 settembre 2025, nasce come clausola automatica a meno di accordi differenti tra le parti. Lo stipendio non potrà mai scendere sotto il minimo sindacale, tutelando i calciatori più vulnerabili.
Il taglio è reversibile: in caso di promozione in Serie A, la retribuzione tornerà al livello originario, garantendo trasparenza e flessibilità. La Lega considera questo passaggio fondamentale per evitare squilibri finanziari e rafforzare la sostenibilità del sistema, soprattutto nei momenti di crisi economica o risultati sportivi negativi.
La norma non è retroattiva, e può essere modificata nei singoli contratti individuali. Tuttavia, rappresenta un punto di svolta epocale per il calcio professionistico, che abbandona l’idea di rinnovi provvisori e adotta una visione sistemica valida fino al 2030.
La Lega Serie B e la Lega Pro stanno per uniformarsi alla stessa regola, dimostrando che il modello è destinato a diventare lo standard per tutti i livelli del calcio italiano. In questo quadro, i presidenti di club potranno negoziare contratti più equilibrati, riducendo il rischio di default in caso di retrocessione.
Un accordo quinquennale e nuove misure: fondo fine carriera, abolizione assicurativa e niente riposo dopo i turni infrasettimanali
Il contratto collettivo appena firmato durerà cinque anni, fino alla stagione 2029/2030, e prevede molte novità oltre al taglio stipendi. Tra le più significative, l’abolizione dell’obbligo di riposo settimanale dopo turni infrasettimanali, misura che agevola i grandi club impegnati su più fronti.
Per i giocatori con stipendi superiori ai 500.000 euro lordi, viene inoltre abolito l’obbligo di assicurazione contro gli infortuni, offrendo ai club un nuovo margine di trattativa. Questo passaggio lascia spazio alla negoziazione individuale, riducendo i costi obbligatori per le società più esposte.
Nasce anche un fondo di fine carriera, riservato ai calciatori di Serie A, che verrà regolato nei prossimi mesi con un codice condiviso delle sanzioni. L’accordo prevede infatti un impegno reciproco tra Lega e AIC a definire entro 120 giorni un sistema disciplinare completo, rafforzando la governance del settore.
Il clima tra le componenti federali è più disteso, e ha favorito il dialogo che ha portato all’intesa. L’obiettivo condiviso è quello di costruire un calcio più moderno, sostenibile e competitivo, in grado di affrontare le sfide economiche senza sacrificare la qualità e i diritti degli atleti.
Le nuove regole segnalano una svolta nel rapporto tra club e giocatori, ponendo le basi per una riforma strutturale destinata a incidere su bilanci, contrattualistica e mercato.