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Nico Paz ha deciso il suo futuro: ecco dove giocherà la prossima stagione

Nico Paz ha deciso il suo futuro: ecco dove giocherà la prossima stagione

Il Como trattiene Nico Paz almeno per un’altra stagione, respingendo l’assalto dell’Inter e la possibile recompra da parte del Real Madrid, che ha deciso di non esercitare l’opzione entro la scadenza fissata. Il talento spagnolo, uno dei protagonisti della rivelazione lariana in Serie A, sarà ancora al centro del progetto tecnico guidato da Cesc Fabregas. La conferma arriva direttamente da Sky Sport, che sottolinea come il Real abbia rinunciato per quest’anno al diritto di riacquisto, nonostante le pressioni dovute alla sua crescita.

Il motivo della rinuncia da parte dei Blancos è legato all’arrivo di Franco Mastantuono, ritenuto il profilo ideale per il futuro delle Merengues. Una scelta che permette al Como di blindare Nico Paz fino al 2026, come da accordi contrattuali. L’Inter aveva tentato con forza il colpo, ma la solidità economica della proprietà lariana ha fatto la differenza, garantendo stabilità e continuità in un progetto ambizioso.

Il diritto di recompra rimane valido fino al 2027, ma il prezzo salirà progressivamente: da 9 milioni l’anno prossimo a 10 nel 2027. In questo scenario, Fabregas potrà contare ancora su uno dei migliori giovani della Serie A, elemento chiave per un Como che vuole consolidarsi nella parte sinistra della classifica. Il club brianzolo manda così un segnale forte al mercato: non svenderà i propri gioielli.

Il Como punta in alto: Fabregas riparte dalle sue certezze

La conferma di Nico Paz rappresenta il primo tassello per rilanciare l’ambizioso progetto tecnico del Como, che vuole migliorare l’ottimo rendimento della scorsa stagione. Il tecnico spagnolo potrà contare su un gruppo collaudato e su una dirigenza solida, che ha saputo respingere le offerte delle big senza sacrificare il talento. La scelta di puntare su continuità e valorizzazione interna si contrappone a quella di molti club italiani, spesso costretti a cedere per necessità economiche.

Nico Paz non è solo il simbolo di questa filosofia, ma anche un elemento tattico imprescindibile, capace di muoversi tra le linee, con qualità tecniche che lo rendono determinante sia in fase di rifinitura che in zona gol. L’obiettivo di Fabregas è costruire un’identità forte, basata su possesso palla e verticalità rapida, e per farlo serve continuità di interpreti e idee.

Il rifiuto del Real Madrid e il no all’Inter rafforzano il ruolo del Como in Serie A, evidenziando come anche i club medio-piccoli possano trattenere talenti se supportati da una visione manageriale chiara. Il messaggio è chiaro: il Como non vuole essere una meteora, ma una realtà in crescita con ambizioni concrete. E con Nico Paz ancora al centro del progetto, la strada sembra tracciata.

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Quanto risparmia la Juventus con la fine dei prestiti e la situazione degli svincolati: la cifra esatta

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Tensione Juve, Vlahovic continua a bloccare il mercato bianconero: ha detto no ad un’offerta milionaria dall’Arabia

Quanto risparmia la Juventus con la fine dei prestiti e la situazione degli svincolati: la cifra esatta

Quanto risparmia la Juventus con la fine dei prestiti e la situazione degli svincolati: la cifra esatta

La Juventus taglia parte del costo rosa liberandosi di due contratti onerosi al 30 giugno, risparmiando circa 5,9 milioni di euro tra stipendi e ammortamenti. Si tratta di Renato Veiga, rientrato al Chelsea dopo la fine del prestito, e di Mattia De Sciglio, il cui contratto termina a fine mese. Entrambe le operazioni consentono un alleggerimento immediato del bilancio 2025/26, fattore strategico nella gestione delle risorse in ottica Fair Play Finanziario.

Nel dettaglio, il prestito di Veiga – che comprendeva anche il pagamento del suo ingaggio – è costato 3,8 milioni in totale. De Sciglio, invece, pesava circa 2,1 milioni tra quota ammortamento e stipendio, nonostante fosse in prestito all’Empoli, con parte dell’ingaggio ancora a carico della Juve. Con la chiusura ufficiale della stagione, questi costi spariscono dai registri, offrendo al club bianconero un piccolo ma prezioso margine operativo in più sul mercato estivo.

Oltre agli addii già definiti, altri scenari rimangono in fase di valutazione. In particolare, tutto dipenderà dalle scelte post Mondiale per Club in merito ai prestiti di Francisco Conceição e Randal Kolo Muani. Le loro situazioni contrattuali, se risolte con il mancato riscatto o rientro ai rispettivi club, comporterebbero un ulteriore risparmio di 12,6 milioni nella prossima stagione.

Juve al lavoro sul monte ingaggi: ora via agli incastri di mercato

Con oltre 18,5 milioni potenzialmente liberati tra scadenze e mancati riscatti, la Juventus potrà affrontare il mercato con maggiore flessibilità, muovendosi alla ricerca di rinforzi senza dover sacrificare top player. Tuttavia, il risparmio netto sarà influenzato anche dai rientri in rosa da altri prestiti, che potrebbero generare costi inattesi.

Lo staff bianconero dovrà valutare nei prossimi giorni le proposte in arrivo per i giocatori rientranti e lavorare su prestiti o cessioni mirate per evitare appesantimenti di bilancio. La priorità resta quella di costruire una rosa sostenibile, ma competitiva, che possa garantire rendimento sul campo e compatibilità con i parametri UEFA.

La dirigenza spera ora di finalizzare altre operazioni in uscita, sfruttando il risparmio ottenuto per accelerare su profili seguiti da tempo. In questo scenario, ogni scelta diventa decisiva per mantenere equilibrio tra sostenibilità economica e ambizione sportiva.

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Quanti milioni di euro risparmia l’Inter con gli addii di Arnautovic e Correa: la cifra

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Nico Paz ha deciso il suo futuro: ecco dove giocherà la prossima stagione

Quanti milioni di euro risparmia l’Inter con gli addii di Arnautovic e Correa: la cifra

Quanti milioni di euro risparmia l’Inter con gli addii di Arnautovic e Correa: la cifra

La data del 30 giugno segna la fine ufficiale dell’avventura in nerazzurro di Marko Arnautovic e Joaquin Correa, due operazioni che si chiudono senza aver soddisfatto le aspettative ma con impatto positivo sul bilancio. Con l’uscita dei due attaccanti, la dirigenza dell’Inter libera quasi 25 milioni di euro a bilancio per la stagione 2025/26, tra stipendi lordi non più dovuti e ammortamenti residui azzerati.

Nel dettaglio, l’uscita di Correa genera un alleggerimento di oltre 14,9 milioni, mentre quella di Arnautovic vale altri 9,7 milioni. Due cifre rilevanti in un’estate cruciale per il club anche in ottica Fair Play Finanziario e sostenibilità futura. Entrambi i giocatori, arrivati tra entusiasmo e aspettative di rinforzo offensivo, lasciano il club senza aver inciso nei momenti chiave e con rendimenti ben al di sotto delle attese.

Con queste operazioni, l’Inter può affrontare il mercato con maggiore margine d’azione, concentrandosi su profili giovani e funzionali. È il caso di Ange-Yoan Bonny, centravanti in arrivo dal Parma, destinato a prendere il posto di Arnautovic, e del promettente Francesco Pio Esposito, che potrebbe occupare lo spazio lasciato da Correa nel reparto avanzato.

A incidere sui numeri anche il contratto in scadenza del terzo portiere Raffaele Di Gennaro, ma l’impatto in termini economici è minimo (meno di 300mila euro), e il club valuta un possibile rinnovo. Svalutato in anticipo, Eddie Salcedo non è stato inserito nel conto, avendo già pesato nel bilancio 2023/24.

Nuove cessioni all’orizzonte: l’Inter studia come consolidare i risparmi

La dirigenza nerazzurra avrà tutta la sessione estiva per ottimizzare ulteriormente i costi, considerando anche i rientri da prestiti che potrebbero generare nuove plusvalenze o evitare spese accessorie. Se non saranno trovate nuove destinazioni, alcuni di questi calciatori torneranno ad appesantire il bilancio con stipendi elevati o ruoli marginali.

A tal proposito, è probabile che l’Inter cercherà di piazzare altri esuberi, favorendo formule flessibili come i prestiti con diritto di riscatto o la risoluzione consensuale dei contratti. Ogni operazione potrà essere decisiva per mantenere l’equilibrio economico, ora fondamentale dopo i grandi investimenti effettuati in vista del Mondiale per Club.

Le uscite già concluse rappresentano però una base solida da cui ripartire, soprattutto in un contesto internazionale in cui la sostenibilità finanziaria è sempre più sotto osservazione. L’alleggerimento da 25 milioni in un colpo solo dà ossigeno immediato ai conti del club, permettendo allo stesso tempo di preservare la competitività del gruppo squadra grazie a sostituzioni mirate e a basso impatto economico.

Con una strategia ponderata, l’Inter punta così a consolidare la propria posizione tra le big d’Europa, rispettando al contempo i parametri finanziari imposti dalle normative UEFA. Una sfida complessa ma necessaria per garantire continuità sportiva e stabilità gestionale nel lungo periodo.

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Multiproprietà nel calcio europeo: la UEFA esclude un altro club dalle coppe, in bilico il Lione

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Multiproprietà nel calcio europeo: la UEFA esclude un altro club dalle coppe, in bilico il Lione

Multiproprietà nel calcio europeo: la UEFA esclude un altro club dalle coppe, in bilico il Lione

La UEFA ha sanzionato diversi club per violazione del regolamento sulle multiproprietà, con impatti diretti sulla partecipazione alle coppe europee 2025/26. Dopo le verifiche della Prima Camera del CFCB (Club Financial Control Body), sono emerse situazioni di conflitto con l’Articolo 5 del regolamento delle competizioni UEFA, che vieta a più società controllate dallo stesso proprietario di partecipare contemporaneamente ai tornei continentali.

La decisione più eclatante riguarda il caso tra Gyori ETO FC e FC DAC 1904 Dunajska Streda, entrambe riconducibili a un’unica proprietà. La UEFA ha accettato l’ammissione del Gyori alla Conference League ma ha escluso il DAC 1904, certificando così la violazione al primo marzo 2025. Situazione analoga per Drogheda United e Silkeborg IF: l’organismo ha concesso l’accesso solo al club danese.

Al centro dell’attenzione resta il caso Olympique Lione–Crystal Palace, entrambi parte della holding Eagle Football Group. La UEFA ha rinviato la valutazione definitiva, in attesa di chiarimenti sul rispetto da parte del Lione del settlement agreement legato ai criteri di sostenibilità finanziaria. In base a tale intesa, il club francese accetterebbe automaticamente l’esclusione dalle coppe 2025/26 in caso di retrocessione in Ligue 2, ipotesi tuttora possibile a causa del controllo della DNCG, organo di vigilanza finanziaria del calcio francese.

UEFA, stretta sulla governance: multiproprietà nel mirino della riforma

Il giro di vite sulle multiproprietà è parte di una più ampia strategia di governance UEFA, volta a rafforzare la trasparenza e l’indipendenza tra le società calcistiche europee. Il rischio di conflitti d’interesse è considerato crescente, soprattutto alla luce della crescente concentrazione di club sotto gruppi internazionali.

Nel caso Lione–Crystal Palace, il rinvio rappresenta una sospensione cautelare in attesa degli esiti della DNCG, ma sottolinea anche la necessità di armonizzare i regolamenti nazionali e continentali. Il dossier, ancora aperto, potrebbe trasformarsi in un precedente per altre realtà imprenditoriali attive nel panorama europeo.

La UEFA ha chiarito che l’ammissione alle competizioni non è automatica, anche in presenza di una qualifica sportiva, se emergono violazioni al principio d’integrità competitiva. I club coinvolti dovranno presentare documentazione puntuale sui legami proprietari entro scadenze rigorose, pena l’esclusione.

In questo scenario, i fondi e le holding attivi in più campionati devono ridefinire le proprie strategie di controllo, per evitare sanzioni o blocchi d’accesso ai tornei UEFA. La sentenza del CFCB punta a preservare la correttezza delle competizioni europee, assicurando che ogni club agisca in autonomia e senza influenze esterne.

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Sky perde due canali importanti, stop alle trasmissioni da domani sulla pay-tv: come verranno rimpiazzati

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Quanti milioni di euro risparmia l’Inter con gli addii di Arnautovic e Correa: la cifra

Sky perde due canali importanti, stop alle trasmissioni da domani sulla pay-tv: come verranno rimpiazzati

Sky perde due canali importanti, stop alle trasmissioni da domani sulla pay-tv: come verranno rimpiazzati

Dal 1° luglio 2025, Eurosport 1 ed Eurosport 2 non saranno più disponibili su Sky Italia, segnando la fine della collaborazione tra la pay-TV e Warner Bros. Discovery. La scadenza dell’accordo ha posto termine a settimane di trattative senza esito, comportando anche l’uscita di Discovery Channel e della app discovery+ dalle piattaforme Sky Q, Stream e Glass.

Secondo fonti interne, Sky ha deciso di non proseguire l’intesa a causa della crescente trasmissione in chiaro dei contenuti chiave di Eurosport, come Olimpiadi, ciclismo e sport invernali, riducendone l’esclusività. A pagare lo scotto maggiore saranno gli appassionati di tennis: il network sportivo statunitense detiene i diritti in esclusiva per Australian Open e Roland Garros, due tornei che non saranno più trasmessi all’interno dell’offerta Sky Sport. Una perdita significativa, considerato che il torneo di Parigi – appena rinnovato fino al 2030 – si disputa in orari favorevoli per l’audience italiana.

La mancanza di visibilità rappresenta un punto critico per Warner Bros. Discovery: il 60-70% dell’audience di Eurosport in Italia proveniva da Sky, e l’uscita dalla piattaforma comporterà l’assenza dai rilevamenti Auditel. In questo contesto, Sky si prepara a rafforzare la propria offerta sportiva interna, puntando su nuovi diritti esclusivi e sulla continuità nei contenuti di maggiore richiamo per i propri abbonati.

Sky rilancia: nuovi diritti e piani per compensare l’addio di Eurosport

Nonostante la perdita dei canali Discovery, Sky rafforzerà la sua offerta sportiva, puntando sul rinnovo dei principali diritti in scadenza come Bundesliga e Wimbledon. L’azienda ha inoltre confermato tramite il responsabile sport, Marzio Perrelli, di essere in trattativa per l’acquisizione dei diritti della MotoGP, mentre l’interesse verso il basket professionistico resta concreto.

I contenuti lasciati da Eurosport – Vuelta, Giro delle Fiandre, eventi del WEC, 24 Ore di Le Mans, PGA Tour, Grand Slam Track, maratone e sport da combattimento come UFC e WWE – rappresentano un’offerta ancora importante ma con un peso mediatico e commerciale ormai in parte assorbito da offerte accessibili in chiaro o su piattaforme digitali indipendenti.

Sky punterà dunque a valorizzare i propri canali proprietari, concentrando investimenti su eventi esclusivi e produzioni editoriali interne. Il disimpegno da Discovery apre anche nuove opportunità di collaborazione con altri partner, italiani e internazionali, che potrebbero arricchire la programmazione multisport. Con le Nazionali di calcio già in esclusiva per le qualificazioni ai Mondiali 2026 e la Nations League, Sky mira a colmare il vuoto con contenuti di alto profilo e fidelizzare ulteriormente la propria utenza in un panorama mediatico sempre più competitivo.

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Messi inchiodato da un video durante PSG-Inter Miami: tira un pugno a Vitinha

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