La classifica delle 10 migliori maglie della nazionale azzurra 2000-2020

Fonte foto: %author%

SEGUICI SU

Il campionato di Serie A sta per ricominciare. Sarà un’estate strana per gli amanti del calcio, soprattutto perché continueranno a mancare le amate nazionali, a causa del rinvio di Euro 2020. L’Italia si era qualificata dopo un girone perfetto, con solo vittorie. E’ ormai dal lontano 2016 che non vediamo giocare gli azzurri in competizioni ufficiali, e ovviamente speriamo tutti che il prossimo anno ci possa riservare emozioni forti. Negli ultimi 20 anni abbiamo visto la nostra nazionale vincere un mondiale, perdere una finale, mancare la qualificazione ai mondiali, fare a pezzi altre grandi squadre… E ciascuna di queste avventure si distingue sia per i giocatori scesi in campo, ma anche per la divisa indossata dai nostri ragazzi. Oggi faremo perciò una classifica delle 10 migliori maglie della nazionale azzurra degli ultimi 20 anni. Incominciamo

 

Al decimo posto troviamo una maglia che non abbiamo amato molto, più che altro per le circostanze in cui è stata indossata. Siamo nel 2010, e l’Italia di Lippi approda ai Mondiali in Sudafrica da Campione del Mondo uscente. Girone sulla carta facilissimo per gli azzurri, che purtroppo escono dalla competizione arrivando ultimi. La divisa è abbastanza semplice esteticamente, con alcuni motivi, come le strisce bianche sulle maniche, che abbiamo poi rivisto anche nelle maglie degli anni successivi.

 

Torniamo indietro di 1 anno, e al nono posto abbiamo l’azzurro chiaro del 2009. E’ forse una delle maglie più particolari, per il colore molto diverso dalle altre. Per quanto l’abbinamento con il marrone dei pantaloncini lasci a desiderare, questa divisa merita la top 10. Anche in questo caso non ci vengono in mente ricordi bellissimi. Dopo la cavalcata del 2006, l’Italia andò a disputare nel 2009 la Confederations Cup in Sudafrica, uscendo ai gironi. Decisiva fu la clamorosa sconfitta nella seconda giornata contro l’Egitto, che permise poi agli USA di superare il turno con il Brasile. Queste due nazionali si incontreranno poi in finale, con il successo dei sudamericani.

 

Ottavo posto per la prima uniforme del nuovo millennio. Il blu intenso di questa maglia fu un’ottima cornice per il percorso positivo dell’Italia ad Euro 2000. In foto abbiamo l’esultanza di Totti dopo il celebre pallonetto ai calci di rigore contro l’Olanda, i padroni di casa. Gli azzurri perderanno poi in finale contro la Francia, dopo il golden-gol di David Trezeguet. Una particolarità di questa divisa è sicuramente il collo alto, che dona eleganza, ma anche le linee scure laterali.

 

Con la settima posizione balziamo all’anno più amato dagli italiani. Siamo ovviamente nel 2006, precisamente nella dolce estate dei Mondiali in Germania. Gli azzurri portano a casa la quarta stella, dopo aver battuto la Francia ai rigori in finale, vendicando l’insuccesso del 2000. Per quanto riguarda la maglia, il dettaglio più importante sono le sfumature sui fianchi. I numeri in oro non sono una novità, dato che in quegli anni le divise degli azzurri avevano avuto spesso questo particolare. Nell’insieme i colori sono piacevoli, e ci fanno riprovare le sensazioni di quella cavalcata indimenticabile.

 

L’esultanza di Eder e Chiellini per il sesto posto. E’ il 2016, e l’Italia arriva agli europei francesi con una delle rose ,sulla carta, meno entusiasmanti degli ultimi anni. Nonostante le critiche, la squadra di Antonio Conte supera il girone da prima classificata e sconfigge la Spagna agli ottavi. Il sogno azzurro si conclude ai quarti contro la Germania, con i tedeschi che riescono a batterci per la prima volta in una competizione ufficiale. La maglia del 2016 si presenta molto bene con un aspetto alquanto moderno. Le righe sottili e verticali provocano un ottimo contrasto con il blu scuro della divisa.

 

Al quinto posto troviamo un’edizione speciale della divisa della nazionale. E’ molto recente, come possiamo evincere dai protagonisti della foto. In particolare, la divisa verde è stata indossata nella partita contro la Grecia a Ottobre 2019, finita 2-0 per l’Italia, con la qualificazione ad Euro 2020. La grafica è ispirata ai motivi Rinascimentali, per celebrare il futuro dei giovani talenti della nazionale. Un ritorno al passato, dato che una divisa simile era stata utilizzata nel 1954, in una partita contro l’Argentina, finita sempre 2 a 0 per l’Italia.

 

Quarto posto per la divisa dell’incubo italiano. E’ un peccato che una maglia splendida come questa sia odiata e ripudiata. E’ il primo anno con il nuovo stemma della nazionale, che però non sembra portare molta fortuna. Nel 2017, infatti, gli azzurri non riescono a conquistare il pass per i Mondiali di Russia 2018, dopo il doppio scontro con la Svezia. Era dal lontano 1958 che non accadeva e la sensazione di fallimento del sistema ammutolì tutto lo stadio San Siro. Unica nota positiva di quell’anno fu la divisa, con il colore blu intenso che si sposava molto bene con il colletto nero.

 

Saliamo sul podio, e facciamo anche un salto nel passato. Dall’immagine celebre di “Soldatino” Di Livio infuriato contro l’arbitro Byron Moreno, capiamo subito che l’anno in questione è il 2002. Quel dannato 2002, che ci reca rammarico, più che altro perché quella nazionale è forse la migliore di sempre. Solo uno scandalo e la poca concretezza fermarono quell’Italia, agli ottavi di finale contro la Corea del Sud.  Sulla maglia possiamo dire ben poco: favolosa. Non è l’azzurro chiaro del 2009, ma un azzurro chiaro profondo e accattivante. La semplicità dell’uniforme dei Mondiali di Corea/Giappone merita il terzo posto.

 

Seconda posizione per l’elegante maglia del 2014. Con questa divisa l’Italia partecipò ai Mondiali in Brasile, uscendo ai gironi, nonostante l’ottimo esordio contro l’Inghilterra. Ritornano le strisce bianche laterali del 2010 e anche le tonalità di oro, in particolare sul logo della Puma. Ma il dettaglio più interessante è sicuramente il colletto stile polo, con i bottoni sul petto. Un’uniforme da Italia!

 

Medaglia d’oro per questa meraviglia, risalente al 2004. E’ quasi tutto perfetto, con il numero di maglia, lo stemma e il logo della Puma precisamente allineati. Ma è il blu della divisa il motivo per cui merita il primo posto. Brilla questo azzurro intenso, esaltato dal colore oro. E’ un peccato che l’anno 2004 ricordi ,spesso, solamente la parola “biscottone”, dopo l’eliminazione ai gironi degli Europei di quell’estate. Semplicemente unica

LEGGI ANCHE:

Scania Cup: un trofeo nella bacheca della Nazionale Italiana…

15 maggio 1910: la prima partita della Nazionale di calcio italiana

COMMENTA L'ARTICOLO