Euro 2020, la guida al Gruppo E: focus su Spagna, Polonia, Svezia e Slovacchia

Fonte foto: Screenshot Gironi Euro 2020
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Il Gruppo E di Euro 2020 presenta ai nastri di partenza l’unica squadra, a pari merito con la Germania, ad aver sollevato per ben 3 volte il trofeo. Ancora negli occhi dei tifosi iberici e non solo, vi è il doppio successo consecutivo della Spagna di Luis Aragones prima e Vicente del Bosque poi, nelle edizioni del 2008 e del 2012. Ad insidiare le Furie Rosse, favorite sulla carta, tre nazionali verosimilmente in lotta per la seconda e terza piazza del raggruppamento: Polonia, Svezia e Slovacchia. Fari puntati sulla Nazionale di Robert Lewandowski, autore di una nuova stagione da urlo da 48 reti in appena 40 presenze, supportato da molti rappresentanti della Serie A e da un coach preparatissimo come Paulo Sousa. Da non sottovalutare comunque la Svezia, pur priva della stella di Zlatan Ibrahimovic, e la Slovacchia, forse la più indietro delle contendenti, con la bandiera Marek Hamsik a sventolare con fierezza.

Fonte foto: Profilo Twitter Nazionale spagnola

La Spagna di Luis Enrique: percorso, modulo e convocazioni

Il percorso di qualificazione della Spagna è stato pressoché perfetto. Inserita nel girone con Svezia, trovata nuovamente agli Europei, Far Oer, Malta, Norvegia e Romania, le Furie Rosse hanno ottenuto 8 successi, fermandosi sul pari solo con Norvegia e Svezia in trasferta, chiudendo in testa da imbattuti. Difesa granitica, seppur a confronto con attacchi non certo tra i più temibili, con solo 5 reti subite ed una potenza di fuoco da 31 reti, per una media di 3 reti a partite. Numeri che confermano, nonostante la fase di ricambio generazionale, l’elevata qualità della nazionale spagnola in ogni zona del campo.

Ad aver movimentato i giorni antecedenti all’Europeo, è stata sicuramente la lista dei convocati diramata da Luis Enrique. Per la prima volta nella storia, nessun calciatore del Real Madrid è presente tra le convocazioni per una delle due massime competizioni per nazionali. Non c’è Sergio Ramos, ritenuto in non perfette condizioni, così come Carvajal, mentre resta a casa Nacho Fernandez nonostante una seconda parte di stagione in grande crescita. La Spagna si presenterà difatti ad Euro 2020 senza un terzino destro di ruolo, con il solo Cesar Azplicueta, ormai a tutti gli effetti braccetto destro di una difesa a 3, e Marcos Llorente, centrocampista impiegato in questo ruolo anche nell’ultima amichevole contro il Portogallo, a poter interpretare la posizione. Difficile comunque ipotizzare una retroguardia che non si schieri a 4, verosimilmente per proporre il classico 4-3-3 visto durante quasi tutta la gestione Luis Enrique, ed alternabile ad un 4-2-3-1. Negli anni le caratteristiche della Spagna non sono però cambiate, restando la squadra in tutta Europa più a suo agio con il pallone tra i piedi. Il possesso palla è l’arma preferita dagli spagnoli per attaccare e difendersi, con le difficoltà che aumentato quando è richiesto di trincerarsi a protezione della propria porta. In assenza del possesso, la Spagna preferisce aggredire alto l’avversario cercando di recuperare palla il più velocemente possibile in riaggressione. La tecnica e la velocità dalla cintola in su permettono una vasta gamma di scelte per l’ex tecnico di Barcellona e Roma, con forse l’unico dubbio riguardante la conversione delle tante occasioni sempre create.

In porta David De Gea potrebbe partire titolare, ma occhio ad Unai Simon, reduce da una grande stagione all’Athletic. A sinistra si giocano il posto Gayà e Jordi Alba, Pau Torres e Aymeric Laporte, recentemente naturalizzato spagnolo, potrebbero partire come coppia centrale, mentre la fascia destra potrebbe essere occupata da Marcos Llorente, impiegato da Simeone all’Atletico Madrid come falso esterno di centrocampo da quel lato. Rodri e Busquets si alterneranno come vertice basso equilibratore del centrocampo, completato dai vari Koke, Thiago Alcantara o Fabian Ruiz del Napoli. Tanta scelta sulla trequarti dove spicca il talento scintillante di Pedri, classe 2002 del Barcellona, e di Ferran Torres, classe 2000 del Manchester City. La sorpresa si chiama Adama Traoré, convocato nonostante una stagione in chiaroscuro. La posizione di centravanti sarà spartita da Alvaro Morata e Gerard Moreno, utilizzabili anche assieme. L’attaccante della Juventus parte leggermente avanti nelle gerarchie ma la stella del Villarreal di Unai Emery, trionfatore dell’Europa League da protagonista, potrebbe scalzarlo al fotofinish.

Questi i convocati della Spagna di Luis Enrique:

Portieri: Unai Simón (Athletic), David de Gea (Manchester United), Robert Sánchez (Brighton).
Difensori: José Gaya (Valencia), Jordi Alba (Barcellona), Pau Torres (Villarreal), Aymeric Laporte (Manchester City), Eric García (Manchester City), Diego Llorente (Leeds), César Azpilicueta (Chelsea).
Centrocampisti: Rodri (Manchester City), Pedri (Barcellona), Thiago Alcantara (Liverpool), Koke (Atletico Madrid), Fabián Ruíz (Napoli), Marcos Llorente (Atletico Madrid), Dani Olmo (RB Lipsia), Sarabia (Paris Saint-Germain).
Attaccanti: Oyarzabal (Real Sociedad), Alvaro Morata (Juventus), Gerard Moreno (Villarreal), Ferran Torres (Valencia), Adama Traoré (Wolverhampton).

Fonte foto: Profilo Twitter FIFA

La Polonia di Paulo Sousa: percorso, modulo e convocazioni

Anche la Polonia, come la Spagna, ha dominato il proprio girone di qualificazione, subendo una sola sconfitta sul campo della Slovenia, vincendo 8 incontri e pareggiandone uno, mettendo in fila Austria, Macedonia del Nord, Slovenia, Israele e Lettonia. Solo 5 i gol subiti, come gli spagnoli, ma appena 18 le reti realizzate di cui un terzo siglate dal più forte centravanti del mondo al momento, Robert Lewandowski. L’ultima edizione, nel 2016, regalò alla Polonia il miglior risultato della storia con l’accesso ai quarti di finale dell’Europeo. Obiettivo conferma per gli uomini di Paulo Sousa, quantomeno in grado di giocarsi con ottime chance il passaggio alla fase a eliminazione diretta.

Il tecnico portoghese giungerà ad Euro 2020 con appena 3 partite ufficiali alle redini della Nazionale polacca. Subentrato al CT Brzeczek dopo una deludente Nations League, Sousa ha avuto poche occasioni per testare sul campo le proprie idee. Il suo passato in Italia alla guida della Fiorentina e le sue ultime scelte con la Polonia, esaltano subito la grande versatilità nelle scelte degli uomini e del modulo: difesa a 4 o difesa 3, centrocampo a 4 o 5, attacco a 2 e trequartista o punta solitaria. Al fianco di Lewandowski non ci sarà Arek Milik, nuovamente fermato da un problema al ginocchio, ed al suo posto potremmo vedere un’altra conoscenza della Serie A come Dawid Kownacki, ex Sampdoria oggi all’Eintracht Francoforte. La qualità della squadra, comunque di buon livello, non permetterà un possesso palla esasperato e più verosimilmente vedremo una squadra molto verticale e diretta alla ricerca del numero 9 del Bayern Monaco. Gli interpreti di maggior livello si trovano a centrocampo e in attacco, con la difesa sulla carta il reparto meno attrezzato. Grande rilevanza avranno le occasioni create, il centravanti c’è ed è il migliore, ma andrà servito in maniera precisa e continuativa. In questo senso, occhio ad uno dei migliori centrocampisti della Serie A appena conclusa, Piotr Zielinski.

Il calciatore del Napoli è solo uno dei tanti “italiani” chiamati da Paulo Sousa, a conferma di un trait d’union definito con il nostro paese. In porta troviamo Szczesny della Juventus e Skorupski del Bologna, in difesa Glik del Benevento, Bereszynski della Sampdoria e Dawidowicz del Verona. Oltre a Zielinski, in mediana presente anche Linetty del Torino, con Krychowiak della Lokomotiv Mosca ad orchestrare la manovra. Occhio anche alla possibile sorpresa Klich, autore di una buonissima stagione con il Leeds di Marcelo Bielsa. Il peso dell’attacco sarà sulle spalle della stella Lewandowski, con Kownacki possibile spalla dall’inizio o a partita in corso. Degna di nota la convocazione del trequartista Kacper Kozlowski del Pogon Szczecin. Nato il 16 ottobre del 2003, è il più giovane di tutta la rassegna continentale, a pochi mesi di distanza da Jude Bellingham, inglese del Borussia Dortmund.

Questa la lista dei convocati della Polonia di Paulo Sousa:

Portieri: Lukasz Fabianski (West Ham), Lukasz Skorupski (Bologna) , Wojciech Szczesny (Juventus).
Difensori: Jan Bednarek (Southampton), Bartosz Bereszynski (Sampdoria), Pawel Dawidowicz (Verona), Kamil Glik (Benevento), Michal Helik (Barnsley), Tomasz Kedziora (Dinamo Kiev), Kamil Piatkowski (Raków Częstochowa), Tymoteusz Puchacz (Lech Poznań), Maciej Rybus (Lokomotiv Mosca).
Centrocampisti: Przemyslaw Frankowski (Chicago Fire), Kamil Jozwiak (Derby County), Mateusz Klich (Leeds), Kacper Kozlowski (Pogon Szczecin), Grzegorz Krychowiak (Lokomotiv Mosca), Karol Linetty (Torino), Jakub Moder (Brighton), Przemyslaw Placheta (Norwich), Piotr Zielinski (Napoli).
Attaccanti: Dawid Kownacki (Fortuna Düsseldorf), Robert Lewandowski (Bayern Monaco), Karol Swiderski (PAOK), Jakub Swierczok (Ludogorets).

Fonte foto: Profilo Twitter ufficiale Svezia

La Svezia di Andersson: percorso, modulo e convocazioni

Con la speranza di strappare il pass per la fase successiva, anche la Svezia del CT Andersson, il quale dopo un colloquio riconciliatore con Zlatan Ibrahimovic, lo ha perso per infortunio. Un’assenza pesante ma che lascia invariata la squadra autrice del percorso di qualificazione chiuso alle spalle della Spagna, di nuovo di fronte ne Gruppo E. Sono 6 le vittorie conquistate in 10 gare, 3 i pareggi e una sola sconfitta proprio contro le Furie Rosse. La Svezia si è confermata squadra ostica e piuttosto solida in quasi ogni occasione, subendo 9 reti e segnandone 23. Il miglior risultato nella storia della competizione risale al 1992, quando gli svedesi giunsero in semifinale. Un risultato del genere in questa edizione sarebbe a dir poco clamoroso, mentre appare più realistico un passaggio alla seconda fase, con la possibilità di riuscirci anche come una delle migliori quattro terze.

La Svezia, come detto, è squadra solida e punterà molto sulla propria difesa per progredire nel torneo, guidata da Victor Lindelof del Manchester United. Rispetto alle avversarie sopracitate vanta qualcosa in meno da un punto di vista tecnico qualitativo, mettendo in campo piuttosto forza fisica e resistenza. La squadra di Andersson non farà grosso utilizzo del possesso palla, lasciando l’iniziativa all’avversario per poi creare azioni con i calciatori offensivi di maggior fantasia: Emil Forsberg del Lipsia e Dejan Kulusevski della Juventus. Incaricato di convertire le occasioni create sarà Alexander Isak, autore di una splendida annata alla Real Sociedad da 17 reti in campionato. Il modulo utilizzato è il 4-4-2, dedito alla chiusura di linee di passaggio e un rapido scivolamento in fascia per contenere le avanzate avversarie. Pur partendo senza il favore del pronostico, la Svezia non sarà squadra facile da battere così che il passaggio del turno, senz’altro complicato, non è da escludere.

A difesa dei pali l’ex Roma, oggi all’Everton, Robin Olsen; davanti a lui Lindelof è sicuro di un posto, con Danielson provato al suo fianco nell’ultima amichevole contro l’Armenia, con Helander e Jansson possibili titolari. Presente in squadra anche il veterano Granqvist, visto in Italia al Genoa. La linea a 4 potrebbe essere completata con Lustig a destra, o in alternativa l’ex Bologna Krafth, e Bengtsson a sinistra. Centrocampo “italiano” di sostanza con Ekdal della Sampdoria e Svanberg del Bologna. Quest’ultimo, colpito dal Covid-19, potrebbe lasciare il posto ad Olsson o Larsson. Sulle fasce è certa la presenza di Emil Forsberg, l’uomo con più responsabilità da trascinatore della squadra, e Claesson dalla parte opposta. Kulusevski, mai provato insieme a Forsberg, è alle prese con il virus ma in caso di recupero difficilmente potrebbe rimanere fuori. In attacco, come detto, occhi puntati su Isak, il quale potrebbe far coppia con Berg. Da non escludere un utilizzo di Robin Quaison, ex Palermo, protagonista in Bundesliga da diverse stagioni con il Mainz.

Questa la lista dei convocati della Svezia di Andersson:

Portieri: Karl-Johan Johnsson (København), Kristoffer Nordfeldt (Gençlerbirliği), Robin Olsen (Everton).
Difensori: Emil Krafth (Newcastle United), Victor Lindelöf (Manchester United), Marcus Danielson (Dalian Yifang), Pierre Bengtsson (Vejle), Ludwig Augustinsson (Werder Bremen), Pontus Jansson (Brentford), Filip Helander (Rangers), Mikael Lustig (AIK), Andreas Granqvist (Helsingborg).
Centrocampisti: Emil Forsberg (Leipzig), Ken Sema (Watford), Viktor Claesson (Krasnodar), Dejan Kulusevski (Juventus), Sebastian Larsson (AIK), Albin Ekdal (Sampdoria), Kristoffer Olsson (Krasnodar), Jens-Lys Cajuste (Midtjylland), Mattias Svanberg (Bologna), Gustav Svensson (Guangzhou).
Attaccanti: Marcus Berg (Krasnodar), Alexander Isak (Real Sociedad), Robin Quaison (Mainz), Jordan Larsson (Spartak Moskva).

Fonte foto: Screenshot video YouTube

La Slovacchia di Tarkovic: percorso, modulo e convocazioni

La Slovacchia giunge all’appuntamento continentale dopo aver chiuso il girone di qualificazione al terzo posto dietro a Croazia e Galles e davanti ad Ungheria e Azerbaigian. Un percorso tortuoso fatto di 4 successi, un pareggio e 3 sconfitte, concluso con la doppia vittoria nella seconda fase di qualificazione contro Irlanda prima e Irlanda del Nord poi, valevole per il pass ad Euro 2020. Un cammino altalenante in cui al netto successo con l’Azerbaigian per 1-5 si contrappongono le due scoppole subite dalla Croazia e la doppia sconfitta di misura con il Galles. Tra le squadre del Gruppo E, la Slovacchia all’apparenza parte dietro le contendenti ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Il miglior piazzamento ad un Europeo risale alla scorsa edizione, quando Hamsik e compagni ottennero il passaggio agli ottavi di finale di Euro 2016.

La Slovacchia pensata dal CT Tarkovic si schiererà con una difesa a 4 come certezza, modificando il restante assetto a seconda di uomini e avversari. La squadra si è disposta sia con un 4-2-3-1 che con un 4-3-1-2 o 4-1-4-1, dove i trequartisti e gli esterni hanno un’importanza notevole. In questo reparto troviamo i calciatori di maggior spessore e talento come Robert Mak del Ferencvavros e Ondrej Duda del Colonia, ma anche Vladimir Weiss, visto in Italia a Pescara, e Haraslin del Sassuolo. La stella della Nazionale è pero senza dubbio Milan Skriniar, perno difensivo dell’Inter Campione d’Italia. Menzione d’onore anche per la leggenda slovacca Marek Hamsik, ex Napoli passato al Trabzonspor dopo l’esperienza al Goteborg. La Slovacchia è chiamata a grandi prestazioni per riuscire ad avere la meglio della avversarie, maggiormente attrezzate qualitativamente. Gran parte della qualificazione passerà dalla concentrazione in fase difensiva e dalla capacità di creare occasioni nelle poche volte in cui gli slovacchi riusciranno a tenere il pallino del gioco. Doversi difendere prolungatamente dagli attacchi avversari è un rischio da dover evitare.

Tra i pali il titolare è Dubravka del Newcastle, Pekarik dell’Hertha Berlino sulla destra, Skriniar la certezza in mezzo probabilmente affiancato da Vavro, visto (poco) la scorsa stagione con la Lazio e reduce dal prestito all’Huesca. A sinistra dovrebbe agire Hubocan dell’Omonia Nicosia. In mezzo al campo tanta “Italia” con Juraj Kucka del Parme, Stanislav Lobotka del Napoli, e l’ex azzurro Marek Hamsik sempre pronto a dare il suo apporto. In avanti si giocano una maglia Duris dell’Omonia Nicosia, autore del pesantissimo gol qualificazione, e il giovane Bozenik del Feyenoord. Dietro all’unica punta una discreta scelta con Duda e Mak avanti nelle gerarchie rispetto a Weiss, Haraslin e il giovane Suslov del Groningen.

Questi i convocati della Slovacchia di Tarkovic:

Portieri: Martin Dúbravka (Newcastle), Marek Rodák (Fulham), Dušan Kuciak (Lechia Gdańsk);
Difensori: Peter Pekarík (Hertha Berlin), Ľubomír Šatka (Lech Poznań), Denis Vavro (Huesca), Milan Škriniar (Inter Milan), Tomáš Hubočan (Omonoia), Dávid Hancko (Sparta Praha), Martin Koscelník (Liberec), Martin Valjent (Mallorca);
Centrocampisti: Marek Hamšík (IFK Göteborg), Stanislav Lobotka (Napoli), Patrik Hrošovský (Genk), Juraj Kucka (Parma), Ondrej Duda (Köln), Róbert Mak (Ferencváros), Vladimír Weiss (Slovan Bratislava), László Bénes (Augsburg), Lukáš Haraslín (Sassuolo), Jakub Hromada (Slavia Praha), Tomáš Suslov (Groningen), Ján Greguš (Minnesota);
Attaccanti: Michal Ďuriš (Omonoia), Róbert Boženík (Feyenoord), Ivan Schranz (Jablonec).Euro 2020, la guida al Gruppo E: Spagna, Polonia, Svezia e Slovacchia

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