Il Mondiale per Club 2025 ha evidenziato un’inversione di tendenza sorprendente: le squadre sudamericane stanno dominando la scena, mentre le big europee faticano a imporsi. Finora, i club europei hanno vinto solo la metà delle partite contro avversarie non europee, un dato che conferma il momento di difficoltà del Vecchio Continente.
Il caso più emblematico è la sconfitta del PSG contro il Botafogo, ma anche il pareggio del Real Madrid contro l’Al Hilal di Simone Inzaghi ha fatto rumore. Le squadre sudamericane, in particolare le sei rappresentanti della Conmebol, sono ancora imbattute dopo la prima giornata, con Palmeiras e Botafogo in testa ai rispettivi gironi.
Il segreto del loro successo risiede in due fattori chiave: condizione fisica e approccio mentale. Mentre i club europei arrivano al torneo dopo una stagione estenuante da oltre 60 partite, le sudamericane sono nel pieno della forma, con gambe fresche e grande intensità.
Per le squadre sudamericane, il Mondiale per Club è un’occasione irripetibile per mettersi in mostra, mentre per molte europee sembra essere poco più di una tournée estiva. Questo atteggiamento si riflette in campo, dove le sudamericane appaiono più affamate, organizzate e determinate.
Il nuovo format a 32 squadre ha amplificato le differenze di motivazione, trasformando il torneo in una vetrina globale per chi ha fame di visibilità e riscatto.
Approccio mentale e freschezza fisica: così le sudamericane mettono in crisi le big europee
L’approccio mentale è il vero spartiacque tra le squadre europee e quelle sudamericane. Per i club sudamericani, affrontare Real Madrid, PSG o Manchester City è un sogno che si realizza, un’occasione per dimostrare il proprio valore e magari lanciare i propri talenti verso il calcio europeo.
Le squadre europee, invece, spesso sottovalutano l’importanza del torneo, utilizzandolo per testare nuovi moduli o dare spazio a seconde linee. Molti allenatori sono appena arrivati e sfruttano il Mondiale per Club per fare esperimenti, mentre le rose sono incomplete o stanche.
Il divario tecnico tra le due realtà esiste, ma viene colmato dalla maggiore intensità e concentrazione delle sudamericane, che giocano ogni partita come fosse una finale. Il Boca Juniors, ad esempio, ha disputato solo 21 partite da gennaio, contro le 62 del Real Madrid: un dato che spiega la differenza di brillantezza atletica.
Anche le squadre brasiliane, pur con un calendario fitto, arrivano al torneo con una preparazione mirata, che consente loro di esprimere il massimo potenziale. La FIFA ha aperto una finestra di mercato dedicata al torneo, ma molte squadre europee non l’hanno sfruttata appieno, presentandosi con organici incompleti.
Il Mondiale per Club 2025 si sta rivelando una competizione imprevedibile, dove la fame e la preparazione contano più del blasone. E le sudamericane, finora, stanno dando una lezione di calcio e mentalità.

