Il Milan si trova a gestire una fase delicata dopo la recente rivoluzione societaria che ha portato all’uscita immediata di diversi dirigenti e figure chiave. Una scelta che, oltre all’impatto tecnico e organizzativo, comporta anche un peso economico significativo per le casse rossonere.
Il club dovrà infatti registrare a bilancio 13 milioni di euro legati alle buonuscite dei quattro protagonisti coinvolti. La separazione da Massimiliano Allegri, dopo un solo anno, avrebbe comportato un costo lordo di 9 milioni, cifra legata allo stipendio residuo non coperto da rinnovi automatici.
A incidere ulteriormente è il licenziamento dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, che peserà per circa 10 milioni lordi, tra stipendio e bonus maturati. Più contenuti, ma comunque rilevanti, i costi per il direttore sportivo Igli Tare e per il direttore tecnico Geoffrey Moncada, il cui contratto sarebbe scaduto a fine giugno.
In totale, il Milan dovrà quindi far fronte a un esborso complessivo di 13 milioni di euro, una cifra che arriva in un momento cruciale per la definizione del nuovo assetto dirigenziale. Nel frattempo, Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimović proseguono i colloqui per individuare il nuovo CEO e dare continuità al progetto tecnico e societario.