Verso Belgio-Italia, parla il papà di Witsel
Axel Witsel guiderà il centrocampo del Belgio nella gara contro l’Italia di venerdì. Suo papà Thierry, ex calciatore ed ora deputato del parlamento della Vallonia con il Partito Socialista belga, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, parlando di calcio e non solo. Ecco alcuni estratti.
Thierry Witsel:”Bello che l’Italia si inginocchi”
Ovviamente non si poteva iniziare dalla sfida con l’Italia e la questione del Black Lives Matter:«Anche se l’Italia si inginocchierà per la prima volta per solidarietà con noi e non di sua spontaneamente, mi fa comunque molto piacere: eravate un paese di emigranti, state diventando un paese multietnico ed è normale che ci siano aggiustamenti, esitazione, qualche imbarazzo nel prendere decisioni. Serve un po’ di tempo», ha detto il papà di Alex.
“Qui conosciamo il valore dell’integrazione ma anche la discriminazione”
Thierry Witsel ha poi proseguito sul tema dicendo che:«È naturale che il Belgio si inginocchi, perché qui conosciamo bene sia il valore dell’integrazione sia il dolore della discriminazione: di gente che invita me e mio figlio a tornare a raccogliere banane ce n’è stata, c’è e ci sarà sempre. Ma guardando le cose da una prospettiva più ampia rispetto a Romelu e Alex, per esperienza, so che le cose stanno cambiando. I ragazzi si identificano con loro e vedendo la loro integrazione e i loro successi, si considerano cittadini alla pari. Axel di questo suo ruolo è orgogliosissimo, abbiamo fondato assieme un’associazione che avvia al calcio i ragazzi più disagiati e lui, dopo il grave infortunio patito a gennaio, ha lavorato come un pazzo per essere agli Europei».
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