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Milan e Barcellona firmano con il Congo per il logo “RDC, il cuore dell’Africa” sulle maglie: quanto incasseranno all’anno le società per il nuovo sponsor

Milan e Barcellona firmano con il Congo per il logo “RDC, il cuore dell’Africa” sulle maglie: quanto incasseranno all’anno le società per il nuovo sponsor

Il Barcellona ha ufficializzato una sponsorizzazione da 10 milioni di euro a stagione con il Ministero dello Sport e del Turismo della Repubblica Democratica del Congo, che garantirà la presenza del logo “RDC, il cuore dell’Africa” sulla manica delle maglie blaugrana per le prossime tre stagioni. La partnership si inserisce nella strategia del club per rafforzare le entrate e rientrare nei parametri della regola 1:1 del Fair Play Finanziario spagnolo, che impone una stretta proporzione tra ricavi e spese. Un sostegno economico decisivo per aumentare il margine salariale e tornare operativo sul mercato, specialmente in una fase di grande attenzione ai bilanci societari.

Il ministro Didier Budumbu si è recato personalmente a Barcellona per siglare l’accordo, che include non solo la sponsorizzazione diretta ma anche progetti umanitari e collaborazioni sportive con scuole calcistiche congolesi, gestite attraverso la Fondazione Barça. L’intesa segue le partnership già attive con Milan e Monaco, anche se nel caso rossonero non è previsto il logo sulle maglie, rendendo quella con il Barça la più remunerativa tra le operazioni in corso. Il debutto ufficiale del logo è previsto per il Trofeo Gamper contro il Como, e la stampa su tutte le divise è già in fase avanzata, con l’obiettivo di massimizzare visibilità e ricavi.

L’accordo con il Congo rilancia il progetto Camp Nou e rafforza l’identità globale del Barça

Oltre all’aspetto economico, la sponsorizzazione con il Congo permette al Barcellona di consolidare la propria immagine internazionale, seguendo l’esempio di altri club come l’Arsenal, che promuove il Ruanda tramite le maglie. La scelta di valorizzare il turismo africano rispecchia una tendenza in crescita nel calcio europeo, dove i rapporti tra club e Paesi emergenti si legano a strategie di marketing e responsabilità sociale. Il Barcellona intende sfruttare l’accordo anche per spingere la riapertura del Camp Nou, già programmata per settembre con un evento inaugurale legato al Trofeo Gamper.

Il ritorno allo stadio garantirà ricavi da biglietti, abbonamenti VIP e contratti con i fornitori, in una fase cruciale per la stabilità economica del club. In parallelo, la sponsorizzazione con il Congo rappresenta un passo importante per sbloccare nuove operazioni di mercato, valorizzando gli asset a disposizione e rispettando i criteri imposti dalla Liga. La collaborazione con il Ministero africano rafforza inoltre il ruolo della Fondazione Barça, pronta ad attivare programmi sociali e sportivi direttamente sul territorio congolese, nella stessa logica che ha guidato la partnership milanese.

In attesa della riapertura del Camp Nou, il club catalano può ora guardare con ottimismo al bilancio e alle prossime mosse estive, contando su una sponsorizzazione che coniuga risorse concrete e valore reputazionale.

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Juventus nel mirino: Ziliani denuncia 17 milioni di utile da far sparire nel silenzio dei media

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Juventus nel mirino: Ziliani denuncia 17 milioni di utile da far sparire nel silenzio dei media

Juventus nel mirino: Ziliani denuncia 17 milioni di utile da far sparire nel silenzio dei media

Paolo Ziliani accusa la Juventus di aver inserito nel bilancio semestrale un utile fittizio da 16,9 milioni di euro, generato interamente dalla plusvalenza dell’operazione Douglas Luiz, che la UEFA ha già considerato irregolare. Il giornalista del Fatto Quotidiano, da sempre critico verso la gestione bianconera, ha pubblicato un post dettagliato su X, in cui sostiene che il club debba “far sparire” quei 17 milioni prima dell’approvazione ufficiale del bilancio prevista per il 19 settembre.

La transazione con l’Aston Villa ha coinvolto Iling Jr. e Barrenechea in uno scambio che secondo la UEFA non permette di generare plusvalenze, in base al principio contabile IAS 38. Proprio questa irregolarità avrebbe falsato il bilancio semestrale comunicato a febbraio dalla Juventus, generando un attivo giudicato “illegittimo” da Ziliani. Il rischio è concreto: se il CdA approvasse il bilancio includendo quella voce, la società potrebbe tornare sotto processo come recidiva, esponendosi a nuove sanzioni più gravi.

Nel 2023 la Juventus ha già pagato duramente per plusvalenze ritenute fittizie, con 10 punti di penalizzazione in campionato, l’esclusione dalle coppe europee e la squalifica di 8 anni per quattro dirigenti apicali. Secondo Ziliani, questa vicenda rappresenta una nuova puntata della “strategia contabile” che ha danneggiato la credibilità del club e che — se non corretta — rischia di avere ripercussioni pesanti anche nella stagione 2025/26.

L’inchiesta “Douglas Luiz” e il silenzio dei media: Ziliani solleva il caso

La presunta irregolarità della plusvalenza inserita a bilancio è stata confermata dalla UEFA, che ha già sanzionato l’Aston Villa per lo stesso motivo, riconoscendo l’operazione come un unico scambio di calciatori, non idoneo a generare profitti contabili. Ziliani sottolinea che l’intero utile semestrale della Juventus proviene da quell’operazione, e si dice curioso di capire come il CdA gestirà quella voce nei documenti ufficiali. Secondo il giornalista, non esistono margini di dubbio sulla natura “farlocca” della plusvalenza, e il rischio di una nuova penalizzazione è tutt’altro che remoto.

L’aspetto più inquietante, secondo Ziliani, è l’assoluto silenzio dei media italiani su questa vicenda, che sarebbe stata ignorata tanto il 28 febbraio — giorno della pubblicazione del bilancio semestrale — quanto oggi, dopo il pronunciamento ufficiale della UEFA. “Sarò l’unico a parlarne ora come allora,” ha concluso il giornalista, denunciando la mancanza di copertura mediatica su un tema che potrebbe avere conseguenze dirette sul futuro sportivo e finanziario della Juventus.

La scadenza del 19 settembre è cruciale, e il bilancio 2024/25 rischia di diventare un nuovo fronte giudiziario per i bianconeri se non verrà corretto prima dell’approvazione ufficiale.

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Il profilo del nuovo direttore tecnico della Juventus: esperienza internazionale e visione analitica

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Milan e Barcellona firmano con il Congo per il logo “RDC, il cuore dell’Africa” sulle maglie: quanto incasseranno all’anno le società per il nuovo sponsor

Il profilo del nuovo direttore tecnico della Juventus: esperienza internazionale e visione analitica

Il profilo del nuovo direttore tecnico della Juventus: esperienza internazionale e visione analitica

La Juventus ufficializza l’ingresso di François Modesto come nuovo direttore tecnico, una figura strategica scelta da Damien Comolli per guidare il progetto sportivo insieme a Igor Tudor. Il francese, classe 1978, ha maturato una carriera da dirigente iniziata nel 2016 e arricchita da esperienze in Grecia, Inghilterra e Italia. Comolli ha preferito Modesto rispetto ad altri candidati come Javier Ribalta e Marco Ottolini, puntando su un profilo con competenze trasversali e padronanza del data analysis. La nomina anticipa una profonda ristrutturazione dell’area tecnica, che vedrà presto anche la definizione del nuovo direttore sportivo.

Modesto sarà operativo dal raduno del 24 luglio e collaborerà direttamente con Tudor per costruire una Juventus competitiva e moderna, allineata con l’approccio analitico voluto da Comolli. Dopo l’esperienza dirigenziale al Monza, dove ha puntato su giovani talenti come Warren Bondo e Daniel Maldini, il dirigente corso arriva a Torino con l’obiettivo di portare efficienza, innovazione e un network internazionale di scouting. La sua conoscenza del calcio italiano — maturata anche da giocatore con il Cagliari — rappresenta un vantaggio per integrarsi rapidamente nel contesto bianconero.

Dal Bastia al Monza: il percorso dirigenziale di Modesto convince la Juventus

François Modesto ha iniziato la carriera da dirigente all’Olympiacos nel 2016, dopo aver chiuso la carriera da calciatore al Bastia, il club della sua città natale. In Grecia ha operato come direttore sportivo sotto la proprietà di Evangelos Marinakis, con cui ha poi collaborato anche al Nottingham Forest. Durante la sua permanenza in Inghilterra ha contribuito al ritorno del club in Premier League, rafforzando la sua reputazione internazionale.

Nel 2022 è stato chiamato da Adriano Galliani per ricoprire il ruolo di direttore sportivo al Monza, dove ha contribuito alla costruzione di una rosa ambiziosa e alla valorizzazione del settore giovanile. La sua conoscenza di cinque lingue e la capacità di operare in ambienti multiculturali lo rendono una figura ideale per un club come la Juventus, che punta ad accrescere la propria influenza sui mercati esteri.

Negli ultimi mesi era stato accostato a Roma e Milan, ma il progetto proposto da Comolli ha avuto la meglio, offrendo a Modesto un ruolo centrale nella riorganizzazione bianconera. Con l’ingresso del dirigente francese, la Juventus lancia un messaggio chiaro: volontà di cambiamento, fiducia nell’approccio scientifico al calcio e desiderio di tornare ai vertici del panorama europeo.

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Pugno duro di Inter e Milan sugli ultras: abbonamenti bloccati ed introduzione del riconoscimento facciale

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Pugno duro di Inter e Milan sugli ultras: abbonamenti bloccati ed introduzione del riconoscimento facciale

Pugno duro di Inter e Milan sugli ultras: abbonamenti bloccati ed introduzione del riconoscimento facciale

Inter e Milan hanno avviato una rivoluzione nella gestione del tifo organizzato, bloccando centinaia di abbonamenti nei settori popolari e introducendo nuove regole anti-cessione per le curve, in risposta all’inchiesta “Doppia Curva” condotta dalla DDA di Milano. Le richieste di rinnovo per il secondo anello verde e il secondo anello blu sono state respinte, escludendo numerosi tifosi considerati “non graditi” e già coinvolti in episodi violenti o sottoposti a Daspo. Una selezione effettuata sulla base dei codici etici societari e in stretta collaborazione con Procura e Questura.

Il provvedimento rappresenta una svolta decisa dopo le condanne inflitte ai leader delle frange ultras per fatti gravissimi, come l’omicidio di Vittorio Boiocchi e il delitto Bellocco, con l’obiettivo di impedire qualsiasi rigenerazione del sistema. Tra le misure più rilevanti, l’introduzione del divieto assoluto di cessione degli abbonamenti per i settori curva: chi possiede un posto nel secondo anello non potrà più trasferirlo a terzi, cancellando definitivamente la pratica della “doppietta” e l’utilizzo di tessere intestate a prestanome. Inter, inoltre, ha introdotto un sovrapprezzo per la cessione occasionale del biglietto in altri settori, variabile secondo la categoria.

Dalla sicurezza alla tecnologia: San Siro modello nazionale con il riconoscimento facciale

Oltre alle restrizioni sugli abbonamenti, i club milanesi si preparano all’attivazione del sistema di riconoscimento facciale ai tornelli di San Siro, in attesa delle ultime autorizzazioni dal Garante della Privacy. Il piano rientra in un progetto più ampio promosso con il Ministero dell’Interno per trasformare lo stadio Meazza in un modello replicabile a livello nazionale, aumentando i controlli e la prevenzione contro infiltrazioni criminali.

Le nuove telecamere renderanno impossibile l’ingresso multiplo con lo stesso titolo e consentiranno il tracciamento diretto di ogni spettatore, riducendo gli spazi per il racket dei biglietti. Anche l’abolizione dei marchi “Curva Nord” e “Curva Sud”, insieme allo stop agli striscioni di gruppo, rappresenta un punto di rottura con il passato e con una narrazione che per anni ha coperto abusi sistemici.

Il collaboratore di giustizia Andrea Beretta ha confermato l’esistenza di un circuito criminale ben radicato, con steward compiacenti e sistemi di monetizzazione interna. Con l’obiettivo di prevenire nuove degenerazioni, Inter e Milan puntano ora a una gestione più trasparente e legalmente monitorata del pubblico, anche sacrificando parte della propria identità storica in nome della sicurezza collettiva.

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La Juventus ha ufficializzato il nuovo direttore tecnico: scelta strategica di Comolli

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La Juventus ha ufficializzato il nuovo direttore tecnico: scelta strategica di Comolli

La Juventus ha ufficializzato il nuovo direttore tecnico: scelta strategica di Comolli

La Juventus ha ufficializzato la nomina di François Modesto come nuovo direttore tecnico, una decisione fortemente voluta da Damien Comolli per dare forma al nuovo progetto bianconero con Igor Tudor in panchina. Dopo aver valutato anche Javier Ribalta e Marco Ottolini, Comolli ha scelto Modesto per la sua visione moderna del calcio e la profonda conoscenza del data analysis, metodologia su cui si fonda l’intero impianto tecnico del club. Il dirigente corso sarà operativo a partire dal raduno del 24 luglio, diventando punto di riferimento per Tudor e la squadra in fase di preparazione.

Modesto porta con sé una discreta esperienza dirigenziale, maturata tra Olympiacos, Nottingham Forest e Monza, dove ha operato fino alla rescissione del contratto nel dicembre 2024. Figura stimata nel panorama calcistico, è noto per la sua capacità di gestire trattative di mercato complesse e per le connessioni internazionali. La Juventus lo ha preferito ad altri candidati proprio per la coerenza tra le sue competenze e l’approccio manageriale di Comolli, già attivo da settimane su più fronti, compreso il settore giovanile.

Un profilo in sintonia con il nuovo corso: i punti di forza e le prospettive future

Modesto è cresciuto calcisticamente a Bastia e conosce bene il calcio italiano grazie alla sua esperienza da giocatore nel Cagliari, elemento che ha favorito la sua rapida integrazione nel contesto juventino. Dopo il ritiro, ha iniziato il percorso dirigenziale nel 2016 e ha scalato ruoli chiave in club di alto profilo. Il suo arrivo alla Juventus segna una svolta verso un’organizzazione più snella e focalizzata sull’efficienza tecnica, con un ruolo centrale nel coordinamento tra area mercato e staff tecnico.

La scelta di Modesto riflette anche la necessità di rendere più solido l’organigramma, dopo settimane di gestione diretta da parte di Comolli, che ha operato senza direttore sportivo. In attesa di un prossimo annuncio per quel ruolo, Modesto sarà il fulcro delle attività tecniche, con deleghe operative ampie e responsabilità sul fronte strategico. Milan e Roma avevano mostrato interesse per il dirigente francese, ma è stata la Juventus a convincerlo con un progetto ambizioso e un ruolo da protagonista nel rilancio bianconero.

Comolli punta a una sinergia tra professionalità, sostenibilità e innovazione, e l’ingresso di Modesto rappresenta il primo tassello ufficiale di una nuova era che mira a valorizzare i dati e la competenza manageriale per tornare ai vertici del calcio europeo.

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