Matteo Materazzi sta affrontando una forma rara e aggressiva di SLA, diagnosticata lo scorso anno. In pochi mesi, la malattia ha compromesso gravemente le sue condizioni: non cammina più, non muove le braccia e riesce appena a muovere le mani. La moglie Maura Soldati ha raccontato con lucidità la drammatica evoluzione della patologia, che ha colpito il 49enne ex calciatore e procuratore sportivo.
L’unica speranza è una terapia ASO personalizzata, sviluppata dalla Columbia University per contrastare la mutazione TDP-43. Si tratta di una cura genetica altamente complessa, che richiede un investimento di 1,5 milioni di dollari e tempi strettissimi. La raccolta fondi lanciata su GoFundMe ha già superato i 200mila euro, ma la strada è ancora lunga.
Marco Materazzi, fratello maggiore di Matteo, è tornato a essere presente nella sua vita, dopo anni di rapporti freddi. “Si sentono ogni giorno, Marco sta facendo il possibile, anche se ha una famiglia”, ha spiegato Maura, rispondendo alle critiche social. Il sostegno del campione del mondo 2006 è concreto, anche se discreto, e Matteo è felice di averlo accanto in questo momento difficile.
🧬 La terapia ASO e la corsa contro il tempo: una sfida scientifica e umana per salvare Matteo
La terapia ASO (Antisense Oligonucleotide) è l’unica opzione disponibile per rallentare la SLA che ha colpito Matteo Materazzi, ma la sua applicazione è estremamente delicata. La mutazione TDP-43 è particolarmente insidiosa, perché la proteina coinvolta è tossica quando alterata, ma anche funzionale nelle cellule sane.
Il trattamento deve essere progettato con precisione millimetrica, per evitare di danneggiare ulteriormente il sistema nervoso. La Columbia University, con il dottor Shneider, è in contatto con la famiglia Materazzi per avviare il protocollo, ma servono fondi e tempo, due risorse che scarseggiano.
Maura ha spiegato che la speranza è di iniziare entro un anno, ma non è certo che Matteo possa aspettare così a lungo. “Vorrebbe vedere crescere i suoi figli, ma è realista”, ha detto, sottolineando che il 50% dei malati di SLA muore entro tre anni dalla diagnosi.
La mobilitazione attorno a Matteo è cresciuta giorno dopo giorno, con centinaia di donazioni e messaggi di affetto. La famiglia, unita e determinata, sta facendo tutto il possibile per dare a Matteo una possibilità concreta. La ricerca scientifica e la solidarietà pubblica sono le sue uniche armi, in una battaglia che va oltre il calcio e tocca il cuore di tutti.
Il fratello milionario è crea fondi?
Raccolta fondi? Ma scusa suo fratello non puo pagare tutto lui?
Sempre stato ipocrita outreach Che scarparo
È una vergogna con tutti i soldi che ha
Con Tutti i soldi che hanno fanno pure una raccolta fondi. E voi che glieli date. Così spendono i vostri per le cure e i loro per i cazzo propri……che popolo di rincoglioniti…..per questo in Italia andremo sempre peggio.
Francesco Brio ma che ne sapete delle dinamiche familiari, i 2 fratelli non avevano buoni rapporti e può darsi che la famiglia del fratello malato non voglia avere nulla a che fare con Marco Materazzi…
Mariarosaria d’Amato Iafelice perche tu sei loro parente che lo sai,
Luca Petroselli dal momento che stanno facendo giudizio e stanno mettono alla gogna le persone senza sapere nulla, io ho solo espresso un mio parere, dal momento che una situazione quasi analoga l’ho vissuta con determinati parenti..
Raccolta fondi? Ma va cagare cacciali tu i soldi !!
Dovrebbe fare una raccolta fondi per le vittime di suo fratello,
Cinciaroni 😨😨😨
hanno necessita di raccolta fondi?