Marotta spiega l’addio alla Juve: lite con Agnelli per una questione in particolare

Foto: sito ufficiale Inter

All’indomani della vittoria dell’Inter sulla Juventus, che ha permesso ai nerazzurri di allungare in classifica sui bianconeri ora distanti quattro punti nonostante una partita da recuperare, l’amministratore delegato Giuseppe Marotta ha concesso una lunga intervista a DAZN. Tanti i temi affrontati. Dal rinnovo di Lautaro al suo futuro all’Inter, fino al ricordo dell’operazione Cristiano Ronaldo ai tempi della Juve.

«A oggi l’Inter è tornata ad essere quella del Triplete. Siamo cercati e ricercati dai giocatori. Ho parlato con De Laurentiis, stiamo sondando il terreno per Zielinski, Ausilio si sta occupando di questo e se andrà in porto lo tessereremo. Fa parte delle intuizioni che un’area sportiva deve considerare – ha esordito l’ad nerazzurro -. Non abbiamo ansie, non abbiamo giocatori che si svincolano. Vogliamo consolidare i rapporti con chi manifesta attaccamento alla maglia. Oltre a Lautaro, si è scritto di Barella. Analizziamo posizione per posizione, abbiamo garanzie con i contratti per tutti, e ci sono professionisti che stimano il brand rappresentato dall’Inter».

Sulla sua esperienza alla Juve: «Tutte le mie esperienze sono state importanti nella mia crescita personale. Altrettanto importante quella della Juventus e la cultura della vittoria, perseguire ogni particolare come essenziale per la sopravvivenza e ogni cosa subito da risolvere. L’Inter oggi è una società che ha un percorso di crescita. A Istanbul i giocatori si sono allenati a capire cosa significa vincere e nella sconfitta abbiamo allenato la mente a vincere. Alla Juve da ogni professionista ho tratto spunto per migliorare la mia competenza. Allegri? L’ironia sua fa parte del gioco e serve sempre sdrammatizzare. Poi noi facciamo la nostra strada e la Juve fa la sua».

Foto: profilo Twitter Juventus

Marotta operazione Ronaldo Juve – Il motivo dietro l’addio ai bianconeri. Non poteva mancare una battuta sull’affare Ronaldo che avrebbe incrinato i rapporti con Andrea Agnelli: «Sono passati tanti anni e torno per simpatia su questa cosa, non voglio più trattare questo argomento. Riconosco solo i 10 anni belli alla Juve. Se la proprietà ha una linea diversa e una strategia diversa il manager fa un passo indietro. L’ho fatto col sorriso sulle labbra perché ho dato alla Juve quanto ricevuto. La Juve voleva ringiovanire il management ed era giusto così. L’operazione Ronaldo non mi trovava in parte d’accordo. Non discuto il calciatore, era impegnativo a livello economico. Ma non è stato quello l’elemento che ha portato alla rottura. È stato un cambiamento fisiologico o un ciclo chiuso».

Il suo futuro all’Inter e come cambierebbero le strategie con un budget più importante in sede di mercato: «Devo dire una cosa: è molto più difficile avere i soldi a disposizione che non averli. Quando non ce li hai devi essere creativo e lavorare sulle opportunità. Un giocatore che prenderei? Bellingham per esempio mi fa divertire. Futuro? Ho allungato il contratto e abbiamo prolungato io e tutto il management. Il mio contratto scade nel 2027 e avrò 70 anni. Essendo innamorato del calcio e dello sport voglio creare una nuova vita e mi piacerebbe occuparmi dal punto di vista politico di calcio».

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