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Marotta riceve la laurea Honoris Causa dalla Bicocca: riconoscimento per il suo impatto nel calcio e nella formazione

L’Università di Milano-Bicocca premia il presidente dell’Inter per il suo contributo al management sportivo e ai progetti educativi dedicati ai giovani.

Marotta riceve la laurea Honoris Causa dalla Bicocca: riconoscimento per il suo impatto nel calcio e nella formazione

Giuseppe Marotta riceverà la laurea Honoris Causa dall’Università di Milano-Bicocca, un riconoscimento prestigioso che celebra oltre quarant’anni di carriera nel management sportivo. Il presidente e amministratore delegato dell’Inter sarà premiato per il suo ruolo centrale nel rinnovamento del calcio italiano e per l’impegno nella valorizzazione del capitale umano e sportivo, con particolare attenzione ai giovani.

La cerimonia ufficiale è fissata per il 26 settembre 2025 alle ore 14.30, presso l’Aula Magna dell’edificio Agorà U6. Il programma prevede i saluti istituzionali della rettrice Giovanna Iannantuoni, l’intervento del direttore del Dipartimento di Economia Leo Ferraris, la laudatio di Lucia Visconti Parisio e infine la Lectio Magistralis dello stesso Marotta, che condividerà la sua visione sul futuro del calcio e del marketing sportivo.

Il riconoscimento arriva in un momento di grande prestigio per Marotta, che ha guidato l’Inter verso una nuova era di successi e sostenibilità. La sua figura è considerata un punto di riferimento per il settore, non solo per i risultati sportivi, ma anche per la capacità di coniugare strategia aziendale e cultura organizzativa.

L’Università Bicocca ha scelto di premiare un leader capace di influenzare il sistema calcio con competenza e visione, sottolineando l’importanza del dialogo tra sport e formazione accademica. Il conferimento della laurea Honoris Causa rappresenta un ponte tra il mondo universitario e quello professionale, valorizzando l’esperienza come strumento educativo.

Marotta e il legame con i giovani: formazione, sport e leadership al centro della sua Lectio Magistralis

La Lectio Magistralis di Giuseppe Marotta sarà il momento centrale della cerimonia, in cui il dirigente condividerà la sua visione sul ruolo del management sportivo nella formazione dei giovani. Da sempre attento alla crescita dei talenti, Marotta ha promosso progetti formativi che uniscono sport, educazione e valori etici.

Il suo intervento sarà dedicato al rapporto tra leadership e capitale umano, con un focus sulle strategie di comunicazione e marketing applicate al calcio. L’esperienza maturata in club come Sampdoria, Juventus e Inter sarà al centro del racconto, offrendo spunti concreti per studenti, docenti e professionisti del settore.

Marotta ha sempre creduto nella formazione come leva per il cambiamento, investendo in programmi che favoriscono l’inserimento dei giovani nel mondo dello sport professionistico. Il riconoscimento della Bicocca premia anche questa dimensione del suo lavoro, che va oltre i risultati sul campo.

La sua gestione all’Inter è stata caratterizzata da scelte coraggiose e sostenibili, con un modello che ha saputo coniugare competitività e equilibrio finanziario. La laurea Honoris Causa rappresenta un tributo a una carriera costruita con rigore, passione e visione strategica, e un esempio per le nuove generazioni.

L’evento del 26 settembre sarà un’occasione per riflettere sul futuro del calcio, sulla sua evoluzione come industria globale e sul ruolo che le università possono giocare nella formazione dei dirigenti sportivi. Marotta, con il suo intervento, offrirà una testimonianza unica di come sport e cultura possano dialogare per costruire un sistema più moderno e inclusivo.

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Le regole FIFA sui trasferimenti violano il diritto UE: migliaia di calciatori pronti a portare la federazione in tribunale

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Serie A, svolta storica: gli arbitri spiegheranno le decisioni VAR in diretta allo stadio e in TV

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Le regole FIFA sui trasferimenti violano il diritto UE: migliaia di calciatori pronti a portare la federazione in tribunale

La class action contro la FIFA potrebbe diventare la più grande causa legale nella storia del calcio: migliaia di giocatori europei si mobilitano dopo la sentenza Diarra.

Le regole FIFA sui trasferimenti violano il diritto UE: migliaia di calciatori pronti a portare la federazione in tribunale

La FIFA è nel mirino di oltre 100mila calciatori europei, che hanno deciso di avviare una class action per ottenere risarcimenti multimiliardari. Il caso nasce dalla storica sentenza Diarra, che ha stabilito come le norme FIFA sullo status e trasferimento dei giocatori violino il diritto dell’Unione Europea, in particolare in materia di concorrenza e libera circolazione dei lavoratori.

I giocatori coinvolti appartengono alle federazioni di Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Danimarca, e sostengono di aver perso ingenti entrate a causa di regolamenti ritenuti illegittimi. La fondazione Justice for Players, guidata da figure di spicco come Franco Baldini, ex vice CT dell’Inghilterra, è alla guida dell’iniziativa legale.

La FIFA ha tempo fino a settembre per rispondere alla richiesta di risarcimento, ma il rischio di un danno economico colossale è concreto. La causa potrebbe ridefinire il sistema dei trasferimenti internazionali, con impatti profondi sull’intero ecosistema calcistico.

Il caso Diarra ha aperto una breccia nel sistema FIFA, mostrando come le sanzioni e le restrizioni imposte ai giocatori possano essere contrarie ai principi europei. La sospensione di 15 mesi e la multa da 10,5 milioni di euro inflitta al calciatore francese nel 2014 sono diventate il simbolo di una battaglia più ampia per i diritti dei professionisti del pallone.

Justice for Players guida la rivolta legale: la FIFA rischia la più grande causa della sua storia

La mobilitazione dei calciatori contro la FIFA è senza precedenti, e potrebbe sfociare nella più grande causa legale mai vista nel mondo dello sport. La fondazione Justice for Players ha raccolto le testimonianze e le richieste di risarcimento di circa 100mila atleti, colpiti dalle regole FIFA in vigore dal 2002.

Secondo i promotori della class action, le norme hanno causato perdite economiche ingenti, impedendo ai giocatori di esercitare liberamente il proprio diritto al lavoro. La sentenza della Corte di giustizia dell’UE ha confermato che le regole FIFA sono incompatibili con il diritto europeo, aprendo la strada a una richiesta di risarcimento che potrebbe superare i miliardi di euro.

Franco Baldini e il consiglio di amministrazione della fondazione stanno coordinando l’azione legale, con l’obiettivo di ottenere giustizia per tutti i calciatori penalizzati. La FIFA, dal canto suo, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma dovrà rispondere entro settembre alle accuse formali.

Il caso ha già scosso le fondamenta del sistema calcistico internazionale, mettendo in discussione l’autorità della FIFA e la legittimità delle sue regole. Se la causa dovesse andare avanti, potrebbe portare a una revisione radicale delle normative sui trasferimenti, con effetti duraturi su club, federazioni e giocatori.

La battaglia legale è appena iniziata, ma il suo esito potrebbe ridefinire il rapporto tra istituzioni sportive e diritti individuali, segnando un punto di svolta nella storia del calcio moderno.

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La Consob multa Deloitte per il bilancio Juventus: violato il principio ISA 700, sanzione da 30mila euro

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La Consob multa Deloitte per il bilancio Juventus: violato il principio ISA 700, sanzione da 30mila euro

La revisione del bilancio al 30 giugno 2022 finisce sotto accusa: la Consob sanziona Deloitte per violazione dei principi ISA, ma la società contesta e si affida ai giudici.

La Consob multa Deloitte per il bilancio Juventus: violato il principio ISA 700, sanzione da 30mila euro

La Consob ha inflitto una multa da 30mila euro a Deloitte per irregolarità nella revisione del bilancio della Juventus, chiuso al 30 giugno 2022. Secondo la Commissione nazionale per le società e la borsa, la società di revisione avrebbe violato il Principio ISA Italia n. 700, che regola la formazione del giudizio e la relazione sul bilancio. A questa sanzione si è aggiunta una multa da 10mila euro al revisore incaricato, per responsabilità diretta.

La violazione è stata ritenuta grave, poiché ha compromesso l’affidabilità e la veridicità del bilancio d’esercizio e consolidato della Juventus. Sebbene non si tratti di dolo, la Consob ha sottolineato che l’irregolarità ha una potenziale pericolosità per gli interessi pubblici, rendendola significativa e non trascurabile.

Il principio ISA 700 impone al revisore di garantire che il bilancio rifletta correttamente la realtà aziendale, utilizzando i criteri contabili appropriati. Secondo la Consob, Deloitte non ha rispettato questi standard, e non ha adottato misure correttive per evitare il ripetersi dell’errore. Tuttavia, non sono emerse conseguenze sistemiche né danni estesi al sistema finanziario.

La revisione contestata è distinta dall’inchiesta Prisma, che aveva portato a sanzioni sportive per la Juventus. In questo caso, l’indagine è stata condotta dalla Procura di Roma e riguarda esclusivamente la correttezza formale del bilancio.

Deloitte presenta ricorso contro la sanzione: la Corte d’Appello chiamata a valutare la legittimità del provvedimento

Deloitte ha deciso di impugnare la sanzione ricevuta dalla Consob, presentando ricorso alla Corte d’Appello entro i termini previsti. La decisione è arrivata il 30 luglio, a seguito della notifica ufficiale del provvedimento, pubblicato il 2 luglio. La multinazionale britannica contesta la valutazione della Commissione, ritenendo di aver operato nel rispetto delle regole e dei principi contabili.

Il ricorso punta a dimostrare che non vi è stata alcuna violazione sostanziale, e che l’interpretazione della Consob è eccessivamente restrittiva. Deloitte sostiene che la relazione sul bilancio della Juventus sia stata redatta in modo conforme, e che eventuali difformità siano da considerarsi marginali e prive di impatto sistemico.

La Corte d’Appello sarà ora chiamata a esprimersi sulla legittimità della sanzione, valutando se la condotta di Deloitte possa essere considerata una colpa lieve, come indicato dalla stessa Consob, oppure se vi siano elementi per annullare il provvedimento. La decisione potrebbe avere ripercussioni anche sul futuro delle revisioni contabili nel settore sportivo.

Il caso ha acceso i riflettori sulla governance finanziaria dei club di Serie A, e in particolare sulla trasparenza dei bilanci. La Juventus, già coinvolta in altre indagini, si trova nuovamente al centro dell’attenzione, anche se in questo caso non è destinataria diretta della sanzione.

La vicenda sarà seguita con attenzione da tutto il mondo finanziario e sportivo, in attesa del verdetto della Corte d’Appello, che potrebbe stabilire un precedente importante per le revisioni contabili nel calcio italiano.

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Lookman non si presenta neanche oggi a Zingonia: la situazione

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Lookman non si presenta neanche oggi a Zingonia: la situazione

Secondo giorno di assenza per l’attaccante nigeriano: social svuotati, lettera di protesta e rottura totale con il club. Il trasferimento all’Inter è l’unica via d’uscita.

Lookman non si presenta neanche oggi a Zingonia: la situazione

Ademola Lookman ha saltato per il secondo giorno consecutivo la convocazione ufficiale dell’Atalanta, confermando una rottura ormai insanabile con il club bergamasco. Nonostante l’appello formale della società, l’attaccante nigeriano ha scelto di non presentarsi a Zingonia, lasciando intendere chiaramente la sua volontà di cambiare aria.

La situazione è esplosa dopo la lettera pubblicata su Instagram, in cui Lookman ha denunciato il “mancato rispetto degli accordi” da parte dell’Atalanta. Il riferimento è a una presunta promessa di cessione, che il club non avrebbe rispettato. A rafforzare il messaggio, il giocatore ha rimosso ogni riferimento alla squadra dai suoi profili social, un gesto che ha fatto il giro del web e ha alimentato le speculazioni sul suo futuro.

La squadra prosegue gli allenamenti in doppia sessione, ma l’assenza di Lookman sta creando tensioni nello spogliatoio. Il suo comportamento ha spiazzato compagni e staff tecnico, e la sensazione è che la frattura sia ormai irreversibile. L’Atalanta non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma il silenzio sembra confermare la gravità della situazione.

Il club è ora chiamato a prendere una decisione, tra il rischio di trattenere un giocatore demotivato e la necessità di monetizzare una cessione. Lookman ha scelto la via della protesta, e l’Inter resta alla finestra, pronta a intervenire se le condizioni lo permetteranno.

L’Inter resta la destinazione preferita: accordo vicino, ma l’Atalanta non ha ancora ceduto

La volontà di Lookman è chiara: trasferirsi all’Inter il prima possibile, ma l’Atalanta non ha ancora dato il via libera. Il club bergamasco continua a fare muro, nonostante la rottura evidente e la pressione crescente da parte del giocatore. L’Inter ha già avviato i contatti e raggiunto un’intesa di massima con l’entourage, ma manca l’accordo tra le società.

La questione economica è il vero ostacolo: l’Atalanta chiede almeno 50 milioni di euro, mentre l’ultima offerta nerazzurra si è fermata a 45 milioni bonus inclusi. La distanza non è enorme, ma la tensione tra le parti rende difficile trovare un punto d’incontro. Il club bergamasco teme di perdere credibilità cedendo a una squadra italiana, soprattutto dopo aver rifiutato proposte estere.

Lookman ha già espresso la sua preferenza per l’Inter, ritenendo il progetto tecnico di Inzaghi ideale per le sue caratteristiche. La sua determinazione è tale da aver disertato gli allenamenti e svuotato i social, segnali inequivocabili di una rottura totale. La situazione è ormai insostenibile, e l’Atalanta rischia di compromettere anche la serenità del gruppo.

L’Inter resta in attesa, pronta a rilanciare se il club bergamasco dovesse aprire uno spiraglio. I prossimi giorni saranno decisivi, e la trattativa potrebbe sbloccarsi da un momento all’altro. Lookman ha fatto la sua scelta, ora tocca all’Atalanta decidere se assecondarla o resistere fino all’ultimo.

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L’Inter ha un piano per Lookman: accordo con il giocatore e strategia per superare il muro dell’Atalanta

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L’Inter ha un piano per Lookman: accordo con il giocatore e strategia per superare il muro dell’Atalanta

Marotta prepara l’offerta decisiva per l’attaccante nigeriano: accordo già raggiunto con il giocatore, ma il club bergamasco resta fermo sul patto con Percassi.

L’Inter ha un piano per Lookman: accordo con il giocatore e strategia per superare il muro dell’Atalanta

L’Inter non molla la presa su Ademola Lookman, nonostante il muro alzato dall’Atalanta e le condizioni imposte da Luca Percassi. Il club nerazzurro ha già raggiunto un’intesa con il giocatore, che ha chiesto ufficialmente la cessione e ha accettato uno stipendio da 4,5 milioni netti fino al 2030, segno di una volontà chiara di trasferirsi a Milano.

La strategia di Marotta è precisa: attendere dieci giorni per osservare l’evoluzione della situazione, con un’offerta pronta che si avvicina ai 50 milioni di euro richiesti dall’Atalanta. L’ultima proposta si era fermata a 45 milioni bonus inclusi, ma l’Inter è pronta a ritoccarla verso l’alto per chiudere il colpo dell’estate.

Il nodo resta il patto verbale tra Lookman e Percassi, secondo cui il giocatore può partire solo per un top club europeo fuori dall’Italia. L’Atalanta, infatti, non intende cederlo a un’altra squadra di Serie A, e questo complica la trattativa. Tuttavia, la rottura tra Lookman e l’ambiente bergamasco è ormai evidente, e potrebbe spingere la società a rivedere la propria posizione.

Il giocatore vive da separato in casa, e la sua volontà di trasferirsi all’Inter è il motore dell’intera operazione. Marotta ha dato alla dirigenza un margine di dieci giorni per chiudere l’affare, evitando di perdere tempo prezioso e lasciando aperta una finestra per un eventuale piano B.

L’Atalanta resiste, ma la pressione aumenta: Lookman vuole l’Inter e la trattativa entra nel vivo

L’Atalanta continua a opporsi alla cessione di Lookman all’Inter, appellandosi al patto morale stretto con il giocatore nella scorsa stagione. Percassi ha ribadito che la partenza è possibile solo verso un club estero, e non intende fare eccezioni, nemmeno davanti a un’offerta da 50 milioni.

La posizione del club è chiara, ma la pressione mediatica e interna aumenta, soprattutto dopo la richiesta ufficiale di cessione da parte di Lookman. Il giocatore ha creato uno strappo con l’ambiente, e la sua determinazione potrebbe spingere l’Atalanta a riconsiderare le proprie scelte.

L’Inter ha già tutto pronto per accogliere Lookman, e l’accordo economico è stato definito da tempo. Il problema resta convincere l’Atalanta a tornare sui propri passi, superando il vincolo morale e accettando l’offerta nerazzurra. Marotta punta sulla volontà del giocatore e su una proposta economica difficile da rifiutare.

La trattativa è entrata nella sua fase decisiva, e i prossimi giorni saranno fondamentali per capire se l’operazione potrà andare in porto. L’Inter non ha l’intenzione di forzare i tempi, ma ha fissato una scadenza interna: dieci giorni per chiudere, altrimenti si passerà al piano alternativo.

Lookman è il nome più desiderato del mercato estivo, e la sua situazione potrebbe sbloccarsi da un momento all’altro. L’Atalanta è chiamata a una scelta: mantenere il punto o aprire alla cessione, accettando l’offerta più alta ricevuta finora.

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Vessicchio svela: “Mega offerta della Juventus per Lookman. Il grande colpo è vicino”

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