0 Commenta
0

Lookman è sparito e nessuno sa dove sia: ha lasciato Bergamo ed è irreperibile

L’attaccante nigeriano è sparito dopo aver disertato gli allenamenti: nessun certificato medico, nessuna comunicazione al club. La Dea valuta la multa, Marotta aspetta segnali.

Lookman è sparito e nessuno sa dove sia: ha lasciato Bergamo ed è irreperibile

Ademola Lookman ha lasciato Bergamo senza avvisare il club, e secondo quanto riportato da Sky Sport potrebbe aver abbandonato anche l’Italia. L’attaccante nigeriano, che considera chiusa la sua esperienza all’Atalanta, ha disertato gli allenamenti senza giustificazioni mediche, entrando in rotta di collisione con la dirigenza orobica.

La sua condotta ha sorpreso e allarmato il club, che non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale né dal calciatore né dal suo entourage. Il giocatore è diventato irreperibile, e non si conosce la sua attuale destinazione, mentre l’Atalanta valuta come procedere sul piano disciplinare.

Marotta e Ausilio restano alla finestra, pronti a rilanciare l’offerta per Lookman da 45 a 50 milioni, con bonus e la possibile inclusione di un giovane nella trattativa. Tuttavia, la posizione dell’amministratore delegato Luca Percassi resta ferma: l’Atalanta non vuole cedere l’attaccante a un altro club italiano, a causa di un patto morale stipulato nella scorsa stagione.

La sparizione del giocatore ha portato la tensione al massimo livello, e un provvedimento disciplinare appare inevitabile. Tra le opzioni, una multa consistente e l’esclusione dal gruppo squadra, mentre l’Inter attende di capire se il comportamento di Lookman finirà per incrinare il muro bergamasco.

Il patto con Percassi e il rischio rottura definitiva: il futuro di Lookman si decide tra campo e tribunale

Il comportamento di Lookman potrebbe avere ripercussioni legali e disciplinari, dato che non è stato prodotto alcun certificato medico per giustificare l’assenza. Il club bergamasco si riserva di intervenire, sia a livello economico sia attraverso una segnalazione agli organi competenti.

Il patto con Percassi prevedeva la possibilità di una cessione solo all’estero, ed è stato ora violato dal giocatore, che spinge apertamente per andare all’Inter. Questo “tradimento morale” ha esasperato i rapporti, che si sono deteriorati fino al punto di rottura. L’Atalanta potrebbe decidere di agire anche legalmente, specie se il calciatore dovesse continuare a rendersi irreperibile.

La situazione ha paralizzato il mercato dell’Inter, che ha già l’accordo con Lookman ma non può procedere senza l’ok della Dea. Il club nerazzurro valuta l’inserimento di un giovane per addolcire l’offerta, ma ogni passo è legato alle scelte di Bergamo.

Il comportamento del nigeriano rischia di diventare un precedente clamoroso, in un mercato italiano spesso bloccato da contratti rigidi e tensioni tra club e giocatori. La vicenda potrebbe finire per alimentare anche il dibattito sulla governance dei contratti in Serie A.

L’Inter resta prudente, consapevole che ogni forzatura potrebbe generare uno scontro giuridico. L’Atalanta, dal canto suo, non vuole perdere la faccia e cerca di mantenere il controllo. Tutto si deciderà nei prossimi giorni, quando Lookman sarà chiamato a giustificare il suo comportamento o pagare le conseguenze.

Prev Post

L’Atalanta può fare causa all’Inter se Lookman interrompe il contratto: la motivazione

Next Post

Scott McTominay Pallone d’oro 2025: perché il calciatore del Napoli è stato inserito nella lista dei 30 candidati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’Atalanta può fare causa all’Inter se Lookman interrompe il contratto: la motivazione

Il caso tra la Dea e il nigeriano apre a scenari legali inediti: la violazione del patto con Percassi, il mancato rispetto contrattuale e i possibili risarcimenti richiesti anche al club acquirente.

L’Atalanta può fare causa all’Inter se Lookman interrompe il contratto: la motivazione

Ademola Lookman è pronto a interrompere il contratto con l’Atalanta, spingendo per il trasferimento all’Inter dopo settimane di tensione. Disertare gli allenamenti e rendersi irreperibile sono segnali evidenti della sua strategia di rottura, ma la società bergamasca non è disposta a subire passivamente. Come spiega l’avvocato Felice Raimondo, l’Atalanta ha facoltà di chiedere risarcimento sia al giocatore che al club che lo ingaggia, nel caso in cui il contratto venga interrotto senza giusta causa.

La sentenza Diarra non autorizza la libera circolazione dei cartellini senza conseguenze, ma stabilisce che un giocatore può liberarsi pagando una penale. Tuttavia, il club cedente ha diritto di rivolgersi al Tribunale FIFA e al TAS, chiedendo danni anche alla nuova società. Questo significa che, in caso di rottura unilaterale da parte di Lookman, l’Inter potrebbe trovarsi coinvolta in una controversia legale, pur avendo raggiunto l’accordo economico con l’entourage.

La situazione è complessa perché le regole FIFA e le clausole contrattuali tutelano poco le società, mentre i calciatori, in caso di rottura, rischiano solo una svalutazione. L’Atalanta potrebbe agire per tutelare il proprio patrimonio, appellandosi all’accordo morale infranto da Lookman e alla mancata osservanza degli impegni siglati nella scorsa stagione.

Il rischio per l’Inter è duplice: dover pagare una penale elevata e affrontare il peso di una battaglia giudiziaria, che potrebbe rallentare i tempi del trasferimento e aumentare i costi complessivi dell’operazione.

La Dea valuta l’azione legale e si prepara a difendersi: il caso Lookman mette alla prova la tenuta dei contratti sportivi

L’Atalanta non è disposta a rinunciare al proprio valore contrattuale, e nel caso di rottura unilaterale da parte di Lookman sta valutando l’azione legale, coinvolgendo FIFA e CAS. Come evidenziato da Fanpage, le norme FIFA autorizzano il trasferimento anche dopo una rescissione senza giusta causa, ma il club può ottenere risarcimenti per la perdita del cartellino.

La dirigenza bergamasca non vuole cedere sotto pressione, nonostante la fuga del calciatore e l’accordo con l’Inter. Il patto morale stipulato nella scorsa stagione, che prevedeva una cessione solo all’estero e verso un top club europeo, è stato disatteso, e Percassi lo considera una violazione della fiducia reciproca. Questa condizione potrebbe rafforzare la posizione dell’Atalanta in sede legale.

Secondo Raimondo, il vero problema è che i contratti nel calcio tutelano più i giocatori che i club, e questo squilibrio porta spesso le società a dover accettare compromessi economici inferiori al reale valore del cartellino. In questo caso, l’Atalanta punta a far valere anche i danni morali e d’immagine.

La Serie A osserva con attenzione il caso Lookman, che potrebbe aprire la strada a nuovi modelli contrattuali e a riforme in materia di trasferimenti. L’Atalanta potrebbe spingere per clausole più vincolanti e meccanismi di tutela più forti, soprattutto dopo casi simili avvenuti in altri campionati.

La questione non è solo tecnica, ma anche simbolica, perché il braccio di ferro mette in discussione la tenuta delle regole e l’equilibrio tra società e calciatori. Se il trasferimento dovesse concludersi con una causa, l’esito potrebbe segnare un precedente storico per il mercato italiano.

Prev Post

Italia-Israele, deciso lo stadio dove si giocherà il match: Gattuso punta sulla spinta del pubblico

Next Post

Lookman è sparito e nessuno sa dove sia: ha lasciato Bergamo ed è irreperibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Italia-Israele, deciso lo stadio dove si giocherà il match: Gattuso punta sulla spinta del pubblico

La FIGC ufficializza la sede della sfida di qualificazione: il 14 ottobre gli Azzurri affronteranno Israele nello stadio dove un anno fa vinsero 4-1. Atmosfera caldissima e biglietti già disponibili.

Italia-Israele, deciso lo stadio dove si giocherà il match: Gattuso punta sulla spinta del pubblico

La Nazionale italiana giocherà contro Israele il 14 ottobre allo stadio Friuli di Udine, in una partita fondamentale per la qualificazione ai Mondiali 2026. La FIGC ha ufficializzato la sede, scegliendo un impianto che evoca ottimi ricordi per gli Azzurri, reduci da una netta vittoria per 4-1 contro lo stesso avversario nella Nations League dello scorso anno.

Gennaro Gattuso, nuovo commissario tecnico della Nazionale, tornerà in uno stadio dove ha già vissuto emozioni forti, e punta a sfruttare l’entusiasmo del pubblico friulano per consolidare il primo posto nel girone. La sfida contro Israele sarà la terza gara casalinga del percorso di qualificazione, e potrebbe rivelarsi decisiva per il cammino verso il torneo in Nord America.

Il precedente del 2024 è ancora vivo nella memoria dei tifosi, con la doppietta di Di Lorenzo e le reti di Retegui e Frattesi che regalarono una serata indimenticabile. Gattuso vuole ripetere quella prestazione, puntando su intensità, aggressività e spirito di gruppo, elementi che ha già iniziato a trasmettere alla squadra.

I biglietti per la partita sono già in vendita, e la risposta del pubblico è stata immediata. Udine si prepara ad accogliere gli Azzurri con una cornice di tifo caldissima, pronta a spingere la squadra verso un’altra vittoria. La scelta del Friuli non è casuale: lo stadio è considerato uno dei più accoglienti e moderni d’Italia, e ha già ospitato con successo diverse gare della Nazionale.

Gattuso e l’Italia cercano conferme: Israele avversario ostico, ma il gruppo azzurro è in crescita

La sfida contro Israele rappresenta un test importante per Gattuso, che ha ereditato una Nazionale in fase di rinnovamento. Dopo il successo nella Nations League, l’obiettivo è confermare la crescita del gruppo e ottenere punti fondamentali per la qualificazione ai Mondiali 2026. Il tecnico calabrese ha già mostrato idee chiare e una forte personalità, elementi che stanno dando nuova energia agli Azzurri.

Donnarumma sarà ancora una volta il punto di riferimento tra i pali, mentre in attacco si attende la conferma di Retegui, autore di una rete nel precedente scontro con Israele. Il centrocampo, guidato da Frattesi e Barella, offre dinamismo e qualità, mentre la difesa dovrà contenere le ripartenze veloci degli avversari.

Israele arriva a Udine con l’obiettivo di riscattare la sconfitta dell’anno scorso, e ha mostrato segnali di crescita nelle ultime uscite. Gattuso non sottovaluta l’impegno, e ha chiesto alla squadra massima concentrazione e spirito di sacrificio. “Serve fame, serve voglia di vincere,” ha dichiarato in vista del match.

La partita del 14 ottobre sarà anche un’occasione per testare la tenuta mentale del gruppo, in uno stadio che promette un’atmosfera incandescente. Udine è pronta a diventare il dodicesimo uomo in campo, e la Nazionale vuole regalare ai tifosi un’altra notte da ricordare.

Con il ricordo del 4-1 ancora vivo, l’Italia punta a ripetersi, ma sa che ogni partita è diversa e che Israele arriverà con motivazioni altissime. Gattuso prepara la sfida con attenzione, consapevole che una vittoria potrebbe avvicinare sensibilmente il traguardo mondiale.

Prev Post

Milinkovic-Savic svela il suo idolo: “Era un portiere sottovalutato, ma per me è stato un esempio di solidità”

Next Post

L’Atalanta può fare causa all’Inter se Lookman interrompe il contratto: la motivazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Milinkovic-Savic svela il suo idolo: “Era un portiere sottovalutato, ma per me è stato un esempio di solidità”

Il nuovo portiere del Napoli svela il suo idolo: un modello silenzioso che ha ispirato la sua carriera, tra scelte personali e numeri simbolici.

Milinkovic-Savic svela il suo idolo: “Era un portiere sottovalutato, ma per me è stato un esempio di solidità”

Vanja Milinkovic-Savic è ufficialmente un calciatore del Napoli, e nella conferenza stampa di presentazione ha lasciato tutti sorpresi rivelando il nome del suo idolo: Christian Abbiati, ex portiere del Milan. “Guardavo i suoi video da ragazzino, era un portiere di alto livello, ma secondo me molto sottovalutato,” ha dichiarato il serbo, spiegando anche la scelta del numero 32: “L’ho preso per lui.”

Il Napoli ha acquistato Milinkovic-Savic dal Torino, dove ha dimostrato grande personalità e affidabilità. Ora si giocherà il posto con Meret, ma l’ex granata non sembra temere la concorrenza. “Con Conte mi sento bene. Sapevo dell’interesse del Napoli già da marzo e ho voluto fortemente venire qui,” ha detto, mostrando entusiasmo e determinazione.

Il riferimento ad Abbiati ha colpito anche per la sua originalità, in un’epoca in cui i giovani portieri si ispirano spesso a nomi più recenti. Abbiati, che ha vinto tre Scudetti e una Champions League con il Milan, è stato per Milinkovic-Savic un esempio di solidità e discrezione. “Era affidabile, trasmetteva sicurezza. Per questo lo seguivo,” ha aggiunto.

Il numero 32 torna così protagonista anche in altri contesti, come nel caso di Matej Kovar, portiere ceco del PSV, che ha scelto lo stesso numero proprio in onore di Abbiati. Un segnale che il portiere rossonero, pur lontano dai riflettori, ha lasciato un’impronta profonda in chi lo ha osservato con attenzione.

“Giocare con il Napoli sarà diverso”: Milinkovic-Savic pronto alla sfida con Meret e alla pressione da titolare

Milinkovic-Savic ha parlato anche del suo adattamento al Napoli, sottolineando come il contesto sia completamente diverso rispetto a Torino. “Qui non subisci tanti tiri, devi essere concentrato e pronto a parare l’unico tiro che arriva. Serve attenzione massima,” ha spiegato, evidenziando la differenza tra una squadra che lotta per la salvezza e una che punta allo scudetto.

Il portiere ha già legato con i compagni, descrivendoli come “ragazzi di buon cuore” e mostrando grande voglia di integrarsi. Il suo obiettivo è chiaro: guadagnarsi la maglia da titolare, anche se Meret parte in vantaggio. “Mi farò trovare pronto,” ha detto, con la determinazione di chi sa che ogni occasione può essere decisiva.

L’arrivo di Milinkovic-Savic rientra in una campagna acquisti ambiziosa del Napoli, che ha già piazzato sei colpi di mercato. Il club campione d’Italia vuole consolidare la propria posizione e affrontare al meglio la nuova stagione, anche in Champions League. Conte ha già espresso fiducia nel portiere serbo, che potrebbe diventare una pedina fondamentale.

Il legame con Abbiati non è solo simbolico, ma rappresenta un modo di intendere il ruolo del portiere: discreto, solido, affidabile. Milinkovic-Savic sembra voler incarnare proprio questi valori, portando al Napoli un mix di esperienza e voglia di emergere. Il numero 32, scelto con cura, è il segno di una storia che continua.

Prev Post

Mourinho scoppia in lacrime per Jorge Costa: “Era la mia forza silenziosa, ora è parte della mia storia che se ne va”

Next Post

Italia-Israele, deciso lo stadio dove si giocherà il match: Gattuso punta sulla spinta del pubblico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Mourinho scoppia in lacrime per Jorge Costa: “Era la mia forza silenziosa, ora è parte della mia storia che se ne va”

Il tecnico del Fenerbahce si commuove in conferenza stampa ricordando il suo ex capitano al Porto: parole toccanti, dolore profondo e un’eredità che non si cancella.

Mourinho scoppia in lacrime per Jorge Costa: “Era la mia forza silenziosa, ora è parte della mia storia che se ne va”

José Mourinho non ha trattenuto le lacrime durante la conferenza stampa pre-Feyenoord, valida per i preliminari di Champions League. Alla domanda su Jorge Costa, il tecnico del Fenerbahce si è commosso profondamente, ricordando il suo ex capitano ai tempi del Porto. “È parte della mia storia che se ne va,” ha detto, visibilmente provato.

Jorge Costa è morto a 53 anni a seguito di un malore improvviso, mentre si trovava al centro sportivo del Porto, dove ricopriva il ruolo di direttore sportivo. Mourinho ha voluto rendere omaggio a un uomo che ha segnato la sua carriera: “Ci sono capitani e leader, non è una questione di fasce. Jorge era quello che ripuliva il caos e mi lasciava fare il mio lavoro di allenatore. Questa è la perfezione per un tecnico.”

Il legame tra Mourinho e Costa è profondo e autentico, nato durante gli anni d’oro del Porto, culminati con la vittoria della Coppa UEFA nel 2003 e della Champions League nel 2004. “Dimentichiamo il calciatore e pensiamo all’uomo, ai suoi figli che ho conosciuto,” ha aggiunto Mourinho, prima di concludere con una frase che ha commosso tutti: “Se potesse parlarmi ora, mi direbbe di giocare e vincere. Quello era Jorge.”

Il messaggio di Mourinho su Instagram: “Riposa in pace, Bicho. La tua eredità resta con noi”

Nel pomeriggio, Mourinho ha pubblicato un post su Instagram per ricordare Jorge Costa, condividendo una foto che li ritrae insieme ai tempi del Porto. Il messaggio è stato condiviso da migliaia di tifosi e ha toccato il cuore del popolo portoghese: “So cosa diresti ora se potessi: ‘Signore, smettila di piangere, domani hai una partita e i tuoi ragazzi hanno bisogno che tu sia pronto e forte’. Ti prometto, Bicho, che lo farò.”

Il soprannome “Bicho” era il modo affettuoso con cui Mourinho chiamava Costa, un segno di confidenza e rispetto. Il tecnico ha voluto ricordare non solo il calciatore, ma l’uomo che ha saputo guidare il gruppo con silenziosa autorità. “Riposa in pace, perché la tua eredità resta con noi,” ha scritto, chiudendo un tributo che ha fatto il giro del mondo.

Il calcio portoghese è sotto shock, e gli omaggi a Jorge Costa si moltiplicano. Ex compagni, dirigenti e tifosi hanno condiviso pensieri e ricordi, celebrando una figura che ha incarnato lo spirito del Porto per oltre vent’anni. La sua morte improvvisa ha lasciato un vuoto profondo, ma la sua memoria resterà viva nei cuori di chi lo ha conosciuto e amato.

Mourinho ha promesso di onorare Costa sul campo, guidando il Fenerbahce con la stessa determinazione che il suo capitano gli ha insegnato. Un gesto di gratitudine e rispetto che conferma quanto Jorge Costa fosse più di un semplice giocatore: era un pilastro, un fratello, un leader vero.

Prev Post

E’ morto Jorge Costa, storico capitano e direttore sportivo del Porto: vinse la Champions con Mourinho

Next Post

Milinkovic-Savic svela il suo idolo: “Era un portiere sottovalutato, ma per me è stato un esempio di solidità”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *