L’Inter con Spalletti: cosa è cambiato (in attesa della Lazio)

16 Maggio 2018 - 18:03 di

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Quattro giorni e qualche ora. L’orologio muove veloce le sue lancette e in casa Inter ogni secondo viene vissuto con un atteggiamento misto di passione e tensione, paure di dejà-vu e voglia di superare l’ostacolo. Quella di domenica 20 Maggio sarà la partita più attesa dalla tifoseria nerazzurra (così come da quella biancoceleste) e stavolta il triplice fischio arbitrale sancirà il primo canto di festa per il ritorno fra i grandi, alias Champions League, o il primo attacco della marcia funebre della speranza interista. Eppure, scrutando più a fondo nella stagione dell’Inter 2017/2018, si ritroverebbero numeri e curiosità positive che dalle parti della Milano nerazzurra non si vedevano da almeno 8 anni. Vero è che il raggiungimento del quarto posto, e quindi della partecipazione diretta alla Champions League 2018/2019, permetterebbe di leggere con molto più piacere e con un sorriso sicuramente più largo questi numeri, ma è altrettanto vero che in una stagione, dietro l’obiettivo “grosso”, ci sono micro obiettivi più nascosti ma che in discorso magari più futuribile possono far ben sperare o quantomeno danno la netta sensazione che non è tutto da buttare.

Guardando a ritroso nelle stagioni nerazzurre si può ad esempio osservare che, a livello di punti ottenuti, l’Inter targata Luciano Spalletti, con i suoi 69 punti in 37 partite, è la migliore Inter degli ultimi 7 campionati, cioè dopo i 76 punti conquistati da Benitez-Leonardo nella stagione 2010/2011 . Dei 69 punti, 57 sono stati ottenuti grazie alle 19 vittorie conquistate quest’anno che pongono questa Inter a pari merito con quella dello scorso anno e -1 vittoria dall’Inter di Mancini 2015-2016. Da questo punto di vista, una vittoria a Roma vorrebbe dire issare Icardi e compagnia a 20 vittorie stagionali, miglior risultato, insieme a quello di due anni fa, degli ultimi 7 anni.

Importantissimo è il dato riguardante invece le sconfitte stagionali. Quest’anno, ad una partita dal termine, l’Inter è rimasta all’asciutto di punti in 6 partite su 37, terza squadra con meno sconfitte dietro Juventus e Napoli ma soprattutto il miglior risultato, a livello di sconfitte subite, degli ultimi 8 anni (stagione 2009/2010). Dando un’occhiata invece ai gol, quelli realizzati dall’Inter di Spalletti e soprattutto da Mauro Icardi sono finora 63, 9 in meno dello scorso anno ma molti di più rispetto a quelli realizzati dal 2012 al 2016. Ciò che stupisce maggiormente è però il dato fornitoci dai gol subiti. La difesa interista si è lasciata superare in 28 occasioni su 37 partite e ad una gara dal termine non solo è la seconda miglior difesa, dietro la Juventus, del torneo in corso, ma è soprattutto la miglior difesa interista degli ultimi 10 anni, cioè da quando l’Inter del primo Mancini subì 26 reti nel vittorioso campionato 2007/2008 ( anche nella stagione del triplete l’Inter subì di più, 34 gol in campionato). Mettendo insieme i due dati, l’Inter 2018 presenta una differenza reti di +35 che già la pongono al primo posto fra le differenze reti dal 2010 ad oggi. 

A queste considerazioni puramente numeriche, si vanno ad aggiungere anche discorsi squisitamente tecnici: Spalletti è riuscito a far rendere al meglio giocatori che per motivi diversi non erano mai arrivati a questi numeri in carriera. Icardi, ad esempio, ha superato il suo record di 24 marcature in un campionato raggiungendo la quota ancora parziale di 28, Brozovic sembra aver trovato la spada nella roccia nella nuova posizione da regista nel centrocampo a 2 confezionando anche 6 gol e 8 assist in stagione, Skriniar è ormai il ministro della difesa all’interno del “governo” Inter, Cancelo ha dato spinta e qualità sulla corsia di destra e il suo prezzo è già schizzato a livello dei top del ruolo, Rafinha ha dato tecnica e freschezza alla manovra rientrando con grande stile dal lungo infortunio di Barcellona.

Spalletti ha cambiato l’Inter, pur con qualche errore, pur in maniera non immediata, pur non ancora raggiungendo una qualità di gioco e risultati stabili. L’Inter a Roma contro la Lazio cercherà di staccare il pass per l’Europa che conta ma in attesa di indossare l’abito da Champions League, si può dire che mai come quest’anno il guardaroba nell’armadio Inter non è poi così vuoto.