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L’Inter chiude dopo 18 anni una storica partnership

L’Inter chiude dopo 18 anni una storica partnership

Dopo 18 anni di collaborazione, si è ufficialmente conclusa la storica partnership tra FC Internazionale Milano e Volvo Car Italia, un legame che aveva preso forma nel 2007 e che si è rafforzato negli anni all’insegna della mobilità sostenibile e della sicurezza. L’accordo era nato inizialmente come fornitura di vetture al club nerazzurro, ma nel tempo si era trasformato in una collaborazione strutturata, in grado di coniugare sport, innovazione e valori condivisi.

Nel periodo compreso tra il 2007 e il 2025, le due realtà hanno vissuto momenti di grande trasformazione e successo, consolidando le rispettive posizioni nei propri ambiti: Inter sul piano sportivo e Volvo nel panorama della mobilità elettrica e digitale. La nota diffusa da Volvo Car Italia sottolinea il ruolo cruciale della partnership anche nella promozione della transizione energetica, con Volvo che si è affermata come brand leader nel settore della mobilità elettrificata e tra i pionieri dell’automazione.

Il Presidente di Volvo Car Italia, Michele Crisci, ha commentato con orgoglio gli anni di collaborazione, evidenziando i traguardi raggiunti insieme all’Inter e la capacità del brand di affermarsi ai massimi livelli nel mondo dello sport. Un passaggio importante anche per l’identità aziendale: dal 2017, grazie al Volvo Studio Milano, la connessione con il capoluogo lombardo è diventata ancora più profonda, rafforzando la percezione del marchio come punto di riferimento nell’ecosistema urbano della mobilità.

Una collaborazione che ha fatto storia tra innovazione e identità territoriale

La partnership Inter-Volvo ha rappresentato per anni uno degli esempi più efficaci di sinergia tra sport e business sostenibile in Italia, diventando un modello replicato da altri club e sponsor. L’impegno di Volvo nel mondo del calcio ha sempre seguito una linea di coerenza, con un’attenzione particolare all’etica, alla responsabilità sociale e alla visione futura del trasporto.

Durante l’arco della collaborazione, Volvo ha lanciato un’intera nuova generazione di veicoli elettrificati, rafforzando la propria leadership nel settore automobilistico. In parallelo, l’Inter ha consolidato la propria immagine internazionale, affiancata da un marchio solido e in continua evoluzione. La fine dell’accordo segna la chiusura di un ciclo, ma anche l’inizio di nuove opportunità per entrambi i protagonisti.

Il rapporto con la città di Milano è stato un pilastro fondamentale dell’alleanza, come dimostrato dalla centralità del Volvo Studio e dalle attività condivise con il club nerazzurro. Per i tifosi interisti, Volvo ha rappresentato ben più di un semplice sponsor: un compagno di viaggio nei momenti salienti della storia recente del club. Ora, con la chiusura ufficiale della partnership, si guarda al futuro con la consapevolezza di aver condiviso una storia industriale e sportiva memorabile.

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Ascolti record su Canale 5 per Real Madrid–Juventus al Mondiale per Club: tutti i dati

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Inter, è caccia al dopo-Calhanoglu: in pole due nomi sulla lista di Marotta

Ascolti record su Canale 5 per Real Madrid–Juventus al Mondiale per Club: tutti i dati

Ascolti record su Canale 5 per Real Madrid–Juventus al Mondiale per Club: tutti i dati

La sfida tra Real Madrid e Juventus ha conquistato quasi 5 milioni di spettatori su Canale 5, raggiungendo uno share superiore al 29%, segnando il miglior risultato televisivo finora per il Mondiale per Club 2025. La partita, disputata a Miami e trasmessa in prima serata (ore 21:00 italiane), è stata la più vista tra le 18 gare trasmesse da Mediaset dall’inizio del torneo FIFA.

Grazie all’accordo di sublicenza con DAZN, Mediaset ha l’esclusiva per la messa in onda della miglior partita giornaliera del torneo, e l’incontro tra le due big europee ha calamitato l’attenzione del grande pubblico. Notevole anche l’interesse per il pre-partita e il post-gara, che hanno attirato oltre 3 milioni di spettatori, con una media di share vicina al 21%.

Il picco di ascolti è una conferma della forza attrattiva del binomio Real-Juve, in grado di catalizzare l’interesse anche in un torneo non ancora pienamente integrato nel calendario emotivo degli appassionati italiani. L’incontro ha superato ampiamente anche gli ascolti registrati da Inter-Fluminense, altro ottavo di finale di rilievo, fermo a 4 milioni di spettatori e al 24,6% di share.

Il Mondiale per Club 2025 decolla in TV: Mediaset conquista il pubblico italiano

La formula a 32 squadre introdotta dalla FIFA ha rivoluzionato l’interesse mediatico attorno al torneo, con partite di alto profilo fin dalle fasi iniziali e un forte traino delle big europee. La trasmissione su Canale 5 ha mostrato quanto il pubblico italiano sia sensibile agli appuntamenti calcistici internazionali quando ben distribuiti sui canali generalisti.

Il successo di ascolti di Real Madrid–Juventus rappresenta un segnale chiaro per sponsor e investitori, confermando l’efficacia della partnership Mediaset–DAZN e aprendo scenari interessanti in vista delle future edizioni del torneo. In particolare, la collocazione oraria favorevole e il fascino delle squadre coinvolte hanno creato un evento capace di competere con le trasmissioni di prima serata più seguite.

Anche sotto il profilo editoriale, Mediaset ha ottenuto risultati importanti, grazie a una copertura ampia e a un racconto televisivo efficace che ha saputo valorizzare sia la dimensione sportiva che quella spettacolare dell’evento. Il Mondiale per Club 2025 si conferma così anche un successo televisivo, con Canale 5 protagonista assoluta del prime time sportivo.

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Juve e Inter eliminate dal Mondiale per Club ma con le tasche piene di milioni: quanto hanno guadagnato

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L’Inter chiude dopo 18 anni una storica partnership

Juve e Inter eliminate dal Mondiale per Club ma con le tasche piene di milioni: quanto hanno guadagnato

Juve e Inter eliminate dal Mondiale per Club ma con le tasche piene di milioni: quanto hanno guadagnato

Nonostante le eliminazioni premature agli ottavi di finale, Juventus e Inter escono dal Mondiale per Club 2025 con incassi milionari, a testimonianza del successo finanziario di un torneo che, seppur deludente sul piano sportivo, ha rispettato le attese sul fronte economico. Il nuovo formato FIFA a 32 squadre, sponsorizzato direttamente da Gianni Infantino, ha assicurato premi record per tutte le partecipanti, inclusi i club italiani.

La Juventus ha portato a casa 30 milioni di euro complessivi, suddivisi tra i 17 milioni garantiti dalla sola partecipazione, 4 milioni ottenuti grazie a due vittorie nella fase a gironi e 7,5 milioni per il passaggio agli ottavi di finale. Anche se la sconfitta contro il Real Madrid ha segnato la fine del percorso, il premio economico ha rappresentato un tesoretto importante per i bianconeri, utile per il mercato estivo o per la sistemazione del bilancio.

L’Inter ha fatto persino meglio, rientrando a Milano con quasi 36 milioni di euro, frutto dei 21,5 milioni ricevuti come gettone d’ingresso — garantito dal prestigioso ranking europeo —, dei 5,5 milioni guadagnati con due vittorie e un pareggio nella fase a gironi e del bonus da 7,5 milioni per l’accesso agli ottavi. Una cifra che permette ai nerazzurri di coprire l’investimento su Bonny (25 milioni) e guardare con fiducia al mercato.

Un torneo a due facce: delusione sportiva, ma bilanci in attivo per le italiane

La prima partecipazione al rinnovato Mondiale per Club ha messo in luce le fragilità tattiche e mentali delle due big italiane, che nonostante le aspettative sono uscite senza accedere ai quarti. La Juventus ha lottato con dignità ma ha pagato scelte discutibili di Tudor e un calendario complicato. L’Inter, invece, ha mostrato segnali di disunione interna e una condizione atletica precaria, culminata nel ko col Fluminense.

Tuttavia, il bilancio economico resta estremamente positivo per entrambe le società, in un momento storico in cui la sostenibilità finanziaria è fondamentale. I milioni incassati permettono a Inter e Juve di risanare i conti e preparare la nuova stagione con più margine di manovra. In particolare, per l’Inter si apre ora la possibilità di reinvestire in giocatori funzionali al progetto Chivu, mentre la Juventus potrà consolidare l’acquisto di Jonathan David e valutare altre operazioni a saldo zero.

Il Mondiale per Club si conferma dunque un appuntamento chiave per le strategie economiche delle grandi europee, pur lasciando l’amaro in bocca dal punto di vista sportivo. Per le italiane, si chiude una finestra internazionale breve ma redditizia, utile soprattutto per riflettere su come colmare il gap con le superpotenze globali.

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In Serie A solo una squadra non ha ancora ufficializzato l’allenatore

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In Serie A solo una squadra non ha ancora ufficializzato l’allenatore

In Serie A solo una squadra non ha ancora ufficializzato l’allenatore

Con la nomina di Davide Nicola alla guida della Cremonese, solo la Fiorentina non ha ancora annunciato ufficialmente il proprio allenatore per la stagione 2025/2026. La Serie A si prepara a una nuova annata ricca di novità e ritorni clamorosi, con le panchine quasi tutte assegnate. L’unico tassello mancante, ormai solo formale, riguarda Stefano Pioli, pronto a prendere in mano il progetto viola dopo l’addio di Raffaele Palladino.

L’esperto tecnico emiliano è pronto a fare ritorno sulla panchina del Franchi, dove ha già allenato dal 2017 al 2019 prima di approdare al Milan, con il quale ha vinto uno Scudetto storico. Pioli ha recentemente lasciato l’Al Nassr e rinunciato alla possibile panchina della Nazionale Italiana, preferendo accettare subito la chiamata della Fiorentina. Una scelta fortemente voluta dalla proprietà viola, decisa a puntare su un profilo esperto per aprire un nuovo ciclo.

Nel frattempo, la Cremonese ha ufficializzato Davide Nicola come nuovo allenatore, confermando la volontà di puntare su un profilo affidabile dopo la promozione in Serie A ottenuta attraverso i playoff. L’ex tecnico del Cagliari subentra a Giovanni Stroppa, pronto a rilanciarsi sulla panchina del Venezia. Con l’annuncio, la griglia degli allenatori è praticamente completa, con Eusebio Di Francesco ufficializzato al Lecce e Fabio Pisacane promosso al Cagliari dopo l’addio di Nicola.

Serie A 2025/26: conferme, ritorni e nuove scommesse sulle panchine

La prossima stagione di Serie A vedrà un mix di grandi ritorni, nomi già noti e scelte sorprendenti. Tra i rientri più attesi, spicca quello di Massimiliano Allegri al Milan, deciso a rilanciarsi dopo l’addio alla Juventus. Anche Ivan Juric torna all’Atalanta, mentre Maurizio Sarri guiderà la Lazio con l’obiettivo di riportarla in Champions League. Grande attesa anche per Gian Piero Gasperini, che approda alla Roma, in un progetto ambizioso con obiettivi europei.

Tra le novità, Cristian Chivu viene promosso alla guida dell’Inter, dopo aver lavorato con le giovanili nerazzurre. Il Pisa ha scelto Alberto Gilardino, ex Genoa, mentre la vera sorpresa è rappresentata da Carlos Cuesta, appena 30enne, che guiderà il Parma, diventando il secondo allenatore più giovane della storia della Serie A. Al Torino, invece, Marco Baroni prenderà il posto di Paolo Vanoli, completando il suo percorso che lo ha visto protagonista alla Lazio.

Con tutti questi movimenti, la Serie A si avvicina al via con un panorama tecnico completamente rinnovato, in cui esperienze internazionali, nuove idee e desiderio di riscatto si fondono in un mix carico di aspettative. Manca solo l’annuncio ufficiale della Fiorentina per completare definitivamente il quadro.

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Contratti da 8 anni nel calcio italiano: la svolta ufficiale della FIGC

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Contratti da 8 anni nel calcio italiano: la svolta ufficiale della FIGC

Contratti da 8 anni nel calcio italiano: la svolta ufficiale della FIGC

La FIGC ha adottato ufficialmente la possibilità di stipulare contratti fino a otto anni per i calciatori e le calciatrici professionisti maggiorenni, recependo integralmente quanto previsto dal Decreto Legge n. 96 del 30 giugno 2025. Con la modifica delle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali), si amplia notevolmente la durata massima dei contratti per i tesserati professionisti, aprendo nuove prospettive per società e atleti.

La nuova formulazione dell’articolo 28, comma 2, stabilisce che i calciatori maggiorenni potranno essere vincolati contrattualmente per un massimo di 8 stagioni sportive, mentre per i minorenni rimane il limite di 3 stagioni. Questo cambia anche per il mondo dei non professionisti, dove — a determinate condizioni — si potrà raggiungere la stessa soglia temporale per i contratti subordinati. Sono esclusi, invece, i contratti di apprendistato che restano nel tetto delle cinque stagioni.

Tuttavia, l’efficacia della norma è ancora provvisoria: sarà necessaria la conversione in legge del Decreto entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per questo motivo, i club potrebbero temporeggiare prima di siglare accordi di simile durata, in attesa di conferme normative definitive.

Dal punto di vista economico, la nuova regola potrebbe semplificare la gestione contrattuale, limitando i rinnovi e rafforzando la stabilità tra club e atleti. Ma resta inalterata la normativa UEFA sul Fair Play Finanziario: gli ammortamenti sul costo dei cartellini continueranno a essere calcolati su un massimo di cinque anni, impedendo un uso creativo della nuova durata contrattuale nei bilanci federali.

Impatti concreti per club e calciatori: più libertà ma anche maggiore responsabilità

L’adozione ufficiale della riforma porta con sé nuove opportunità per le società italiane di pianificare a lungo termine. Con contratti estesi, i club potranno fidelizzare giovani talenti e top player, riducendo il rischio di perderli a parametro zero. Inoltre, i calciatori potranno beneficiare di accordi più stabili, con garanzie occupazionali pluriennali, un aspetto fondamentale in un sistema dove la carriera media resta relativamente breve.

Ma non mancano i possibili effetti collaterali: vincoli contrattuali di lunga durata potrebbero diventare un boomerang in caso di calo di rendimento o infortuni. I club potrebbero trovarsi a gestire costi elevati per giocatori non più centrali nel progetto tecnico, limitando la flessibilità operativa e le rotazioni in rosa.

Per i non professionisti, la riforma rappresenta un cambio di paradigma. Il riconoscimento di una durata contrattuale fino a otto anni per i contratti subordinati amplia gli strumenti di tutela per chi opera nei campionati minori, aprendo la strada a modelli di gestione più strutturati e professionali anche al di fuori della Serie A.

In conclusione, questa modifica delle NOIF segna uno spartiacque normativo per il calcio italiano, il cui impatto sarà misurabile solo nei prossimi anni tra vantaggi competitivi, rischi gestionali e nuove strategie di mercato.

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