L’addio di Simone Inzaghi all’Inter continua a far discutere, soprattutto dopo le rivelazioni sul suo accordo con l’Al Hilal raggiunto prima della finale di Champions League. A sollevare il caso è stato Roberto Boninsegna, ex attaccante nerazzurro e voce autorevole dell’ambiente interista, che ha definito il comportamento dell’ex tecnico “non da professionista”.
Secondo Boninsegna, il vero problema non è la scelta di lasciare l’Inter, ma il modo in cui è stata gestita, con la società tenuta all’oscuro fino a dopo la finale. “Vincere o perdere non avrebbe cambiato nulla, la decisione era già presa”, ha dichiarato con fermezza, sottolineando come la tempistica della comunicazione sia stata una mancanza di rispetto verso il club e i tifosi.
Il contratto con il club saudita è stato firmato solo dopo la finale, ma per Boninsegna questo è un dettaglio irrilevante: l’accordo era già definito, e la finale non aveva più alcun peso sulle scelte del tecnico.
L’ex centravanti ha criticato duramente anche il metodo adottato da Inzaghi, affermando che “non è modo di comportarsi tra professionisti, specialmente se il club si chiama Inter”. Un attacco diretto che riflette il malcontento di una parte della tifoseria, ancora scossa per l’epilogo amaro della stagione.
La delusione dell’ambiente nerazzurro: “L’Inter meritava trasparenza e chiarezza”
Il malumore attorno all’addio di Inzaghi non si placa, e le parole di Boninsegna hanno dato voce a un sentimento diffuso tra i tifosi. La sensazione è che l’Inter sia stata esclusa da una decisione già presa, e che la finale di Champions sia stata affrontata con un tecnico mentalmente già altrove.
Boninsegna non contesta la scelta di accettare un’offerta “faraonica” dall’Arabia Saudita, ma ribadisce che la correttezza professionale imponeva di informare la società in tempo utile. “L’Inter doveva sapere prima della finale”, ha dichiarato, evidenziando come la mancanza di trasparenza abbia minato la fiducia tra allenatore e club.
Il caso ha riaperto il dibattito sul rapporto tra professionismo e lealtà sportiva, soprattutto in un calcio sempre più dominato da logiche economiche. Per Boninsegna, l’Inter rappresenta una maglia che merita rispetto, e ogni decisione che la riguarda dovrebbe essere gestita con chiarezza e senso di appartenenza.
La vicenda ha lasciato un segno profondo nell’ambiente nerazzurro, che ora guarda avanti con Cristian Chivu in panchina, ma con la consapevolezza di aver chiuso un ciclo in modo traumatico.