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L’esercito di Zidane

Di Redazione MCN - il 29 Aprile 2018

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Per molti giocatori esordire in Champions League è un  sogno che rischia di rimanere irrealizzato, per altri vincerla è un’utopia, anche se sei un grande campione. C’è poi una categoria di privilegiati che ormai è abituata ad alzarla in cielo, e ogni anno rinnova la sfida alle altre senza perdere il suo proverbiale appetito. Ecco perché nel momento in cui ventidue guerrieri scendono in campo e l’inno della Champions riecheggia in sottofondo, accompagnato dai flash di migliaia di fotografi, Zinedine Zidane sa che l’inerzia della sorte pende dalla sua parte. Se l’unico reparto dove il Real non ha un fenomeno è la porta, la difesa, nonostante una spiccata propensione offensiva, regge l’impatto grazie alla presenza del pilastro Sergio Ramos. In fase di spinta offensiva Marcelo e Carvajal si confermano determinanti, mentre il centrocampo è retto infallibilmente dalla diga Casemiro e dai geometri Kroos e Modric. Nel reparto avanzato c’è l’imbarazzo della scelta, con i veterani Benzema e Bale non più intoccabili, per l’avvento delle frecce Vazquez e Asensio, futuro della nazionale spagnola, assieme a quell’Isco che sembra danzare sul pallone e le cui giocate non sono mai banali. E a 33 anni c’è chi ancora sa essere decisivo, trasformandosi da ala offensiva a rapace d’area di rigore. La miglior cura alle critiche ingiuste che gli sono piovute ad inizio stagione se l’è lasciate scivolare con facilità, e ora può puntare a nuovi traguardi con la consapevolezza di chi è ancora un ragazzino.

Con questo esercito di mercenari, difficile che Zinedine possa sbagliare mossa, e anche se succedesse, a risolverla ci pensa chi entra dalla panchina, come successo tante volte. Perché le partite finiscono al novantesimo, a volte anche oltre. C’è chi ha tatuato il novantadue sulla sua mano, chi dinanzi ad un calcio di rigore decisivo lo realizza con la tranquillità mentale dei forti. PSG e Juventus hanno sperimentato lo strapotere Real, il Bayern ha scarse possibilità di ribaltare la sconfitta casalinga. Nulla sembra separare l’armata di Zidane dal terzo trionfo consecutivo, a meno che non si scateni un uragano egiziano.

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