Maurizio Sarri ha confermato la sua permanenza sulla panchina della Lazio, nonostante le gravi difficoltà economico-finanziarie che impediscono al club di operare sul mercato. Il blocco è dovuto al mancato rispetto di tre indicatori chiave imposti dalla FIGC: indice di liquidità, indebitamento e costo allargato del lavoro, parametri che la Covisoc ha certificato come non in linea. A differenza di altri cinque club segnalati, la Lazio è l’unica a non poter tesserare nuovi giocatori, nemmeno con la regola del saldo zero.
Il presidente Claudio Lotito ha avuto un confronto telefonico con Sarri, spiegando per la prima volta nel dettaglio la complessità della normativa e le sue implicazioni. Il tecnico ha accettato di proseguire l’incarico con determinazione, ribadendo il proprio attaccamento ai colori biancocelesti. Tuttavia, la situazione resta critica: senza interventi immediati, il club non potrà rinforzare la rosa in vista della nuova stagione, con l’apertura del mercato fissata per il 1° luglio.
Il patrimonio immobiliare della Lazio, stimato in circa 300 milioni di euro, non è considerato tra gli indicatori di sostenibilità, e la FIGC ha già escluso la possibilità di un accordo in stile UEFA. Il rischio è quello di affrontare l’intera sessione estiva senza nuovi innesti, compromettendo la competitività della squadra.
Le opzioni sul tavolo: aumento di capitale, ricorsi o cessioni con pagamento immediato
Per sbloccare il mercato, Lotito ha poche carte da giocare, e la più immediata sarebbe un aumento di capitale, già adottato da altri club in difficoltà. Tuttavia, il patron biancoceleste ha sempre evitato questa strada, preferendo non ricorrere né a finanziamenti né a prestiti, per non aumentare l’indebitamento. Un’altra ipotesi è quella di presentare ricorso al TAR del Lazio, ma i tempi sarebbero troppo lunghi per incidere sulla sessione estiva.
La Lazio potrebbe anche chiedere un riesame dei conti agli organi federali, ma questa mossa è considerata un’ultima risorsa, da attivare solo ad agosto inoltrato. Le cessioni, in teoria, potrebbero generare liquidità, ma solo se i club acquirenti accettassero di versare una tranche significativa già a luglio o agosto. Vendere giocatori come Rovella o Castellanos potrebbe aiutare, ma significherebbe indebolire ulteriormente la rosa a disposizione di Sarri.
Nel frattempo, Lotito è impegnato nella predisposizione di un mutuo per la riqualificazione dello stadio Flaminio, progetto che attende l’approvazione della conferenza dei servizi. Il tempo stringe e la Lazio rischia di restare ferma ai box, mentre le rivali si muovono sul mercato. La gestione finanziaria prudente del club si scontra ora con la rigidità delle norme FIGC, e solo una decisione rapida potrà evitare un’estate senza colpi di mercato.