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L’Atalanta dice addio a Joma: ecco quale sarà il nuovo sponsor tecnico

L’Atalanta dice addio a Joma: ecco quale sarà il nuovo sponsor tecnico

L’Atalanta pronta a vestire New Balance: addio a Joma dal 2025/26

L’Atalanta si prepara a un importante cambiamento nell’ambito del marketing e dello sponsorship tecnico. A partire dalla stagione 2025/26, il club orobico dirà addio a Joma per fare spazio a New Balance, marchio statunitense sempre più presente nel mondo del calcio.

Un nuovo capitolo con New Balance

Secondo quanto riportato da Footy Headlines, l’accordo tra l’Atalanta e New Balance sarebbe già stato definito, e i nuovi kit della squadra sarebbero già pronti per il debutto. Il passaggio al nuovo sponsor tecnico rappresenta un’evoluzione significativa per il club, che mira a consolidare la propria immagine internazionale.

New Balance, già sponsor di club come Porto, Lille e, in passato, Liverpool, porta con sé una solida esperienza nella creazione di kit innovativi e di alta qualità.

L’addio a Joma

L’attuale contratto con Joma, dal valore di circa 2,5 milioni di euro a stagione, resterà in vigore fino al termine della stagione 2024/25. La collaborazione con il marchio spagnolo ha accompagnato l’Atalanta negli anni della consacrazione europea, ma il club bergamasco ha deciso di voltare pagina per abbracciare un nuovo partner tecnico in grado di supportare le ambizioni crescenti della società.

Attesa per l’annuncio ufficiale

L’annuncio ufficiale dell’accordo con New Balance dovrebbe arrivare a breve, confermando un passo avanti significativo nel percorso di crescita del club. I tifosi, intanto, aspettano con curiosità di vedere i nuovi design che accompagneranno la Dea nelle sfide future.

Questo cambiamento sottolinea l’attenzione dell’Atalanta non solo agli aspetti sportivi, ma anche a quelli legati al brand e alla visibilità globale.

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Conceição e la grinta che ha portato il Milan alla vittoria

Sergio Conceição, nuovo tecnico del Milan, ha dimostrato tutta la sua determinazione nella conquista della Supercoppa Italiana a Riyad, vinta in un acceso derby contro l’Inter. Nonostante il poco tempo a disposizione per preparare le partite decisive, l’ex allenatore del Porto ha saputo trasmettere alla squadra concetti tattici chiari e la sua voglia di vincere, anche in condizioni tutt’altro che ideali.

Le difficoltà fisiche e la carica emotiva

Conceiçao ha dovuto fare i conti con diverse difficoltà: numerosi giocatori acciaccati, febbricitanti, e perfino lui stesso debilitato da sintomi influenzali. Durante il discorso post-partita, Zlatan Ibrahimovic ha svelato un curioso episodio: l’allenatore portoghese, infuriato per il gol di Lautaro Martinez nel finale del primo tempo, ha sfogato la sua rabbia con una manata così forte da rompere il televisore nello spogliatoio.

La rete di Lautaro, arrivata dopo una rimessa laterale di Dimarco che ha sorpreso la difesa rossonera, ha scatenato il disappunto di Conceição. Il gesto, seppur estremo, ha rappresentato un chiaro messaggio alla squadra: la grinta e l’attenzione ai dettagli sono imprescindibili per vincere.

La preparazione meticolosa

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport e dalla Gazzetta dello Sport, la sera prima della finale Conceiçao ha riunito la squadra per una sessione video alle 21:30, mostrando clip chiave sugli avversari, in particolare su Lautaro Martinez, Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu e Alessandro Bastoni. Questo approccio mirato ha contribuito a caricare emotivamente i giocatori e prepararli a contrastare le individualità dell’Inter.

Un successo che vale molto

Con questa vittoria, Sergio Conceição non solo ha portato il 50° titolo nella storia del Milan, ma ha anche dimostrato di avere la capacità e la personalità per guidare una squadra di alto livello in momenti decisivi. Un inizio di avventura che segna una svolta per i rossoneri, pronti a ripartire con nuove ambizioni sotto la guida del loro carismatico allenatore.

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Barella furioso con la panchina durante la finale di Supercoppa

Nella fase finale della Supercoppa Italiana, sul risultato di 2-2 e con meno di dieci minuti al termine dei tempi regolamentari, Nicolò Barella è stato sostituito da Simone Inzaghi. Tuttavia, il centrocampista dell’Inter ha lasciato il campo visibilmente irritato.

Secondo quanto riportato dal bordocampista Mediaset, l’ira di Barella non era dovuta alla sostituzione in sé, bensì alle eccessive indicazioni ricevute dai membri dello staff tecnico nerazzurro. Il giocatore non ha nascosto il suo malumore mentre si dirigeva verso la panchina, un episodio che ha catturato l’attenzione delle telecamere.

Un cambio cruciale per la rimonta rossonera

La decisione di Inzaghi di togliere Barella non ha dato gli effetti sperati. Nei minuti successivi, il Milan ha alzato il ritmo e trovato il gol decisivo allo scadere. L’assist di Leao ha permesso ad Abraham di insaccare la rete della vittoria, consegnando ai rossoneri il loro primo trofeo sotto la guida di Sergio Conceiçao, subentrato pochi giorni prima a Paulo Fonseca.

Un successo inaspettato per il Milan

La vittoria ha rappresentato un punto di svolta per i rossoneri, che venivano da mesi difficili e polemiche interne. Con questa rimonta, il Milan ha dato un segnale forte per il prosieguo della stagione, mentre l’Inter si lecca le ferite e deve affrontare anche le tensioni emerse in panchina durante una serata amara.

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Cassano critico su Leao dopo la Supercoppa

Antonio Cassano non risparmia critiche a Rafael Leao, nonostante la buona prestazione dell’attaccante portoghese nella finale di Supercoppa Italiana vinta dal Milan contro l’Inter. Intervenendo su Viva El Fútbol su Twitch, l’ex nazionale italiano ha espresso un giudizio tagliente sul giocatore rossonero:

“Leao dimostra ancora che è uno che non ha i cogl… perché va in nazionale e parla da lontano, adesso parla di Conceiçao”.

Cassano: “Leao è un giocatore da 0-0”

Cassano ha paragonato Leao a Martial, definendolo un giocatore “né carne né pesce”. Secondo l’ex attaccante, Leao non sa giocare con la squadra, non eccelle nell’ultimo passaggio e ha poca concretezza davanti alla porta:

“Lo dico ora dopo che ha fatto una buona partita: a lungo andare, anche Conceiçao si accorgerà che Leao è un giocatore farlocco”.

Difesa di Fonseca e attacco a Leao

Cassano ha elogiato l’ex allenatore del Milan, Paulo Fonseca, definendolo un “grandissimo allenatore e uomo”, e ha criticato il comportamento di Leao nei suoi confronti:

“Fonseca si è comportato fin troppo bene, facendolo sedere solo 3-4 volte in panchina. Leao si deve vergognare per il suo comportamento verso Fonseca”.

Infine, Cassano ha sottolineato la mancanza di personalità del portoghese, accusandolo di non avere il coraggio di esprimere le proprie opinioni in momenti di difficoltà:

“Dopo una vittoria dice che Conceiçao gli dà energia, ma doveva avere i cogl… di dirlo prima, non adesso o quando va in nazionale”.

Un giudizio netto, quello di Cassano, che continua a non vedere in Leao il giocatore determinante che molti descrivono.

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Zanetti testimone nell’indagine sulla Curva Nord

Javier Zanetti, vice presidente dell’Inter, è stato sentito lo scorso 10 ottobre dalla Procura di Milano come testimone nell’inchiesta che ha portato a venti arresti tra esponenti delle tifoserie nerazzurre e rossonere. La vicenda riguarda richieste avanzate da alcuni capi ultras, tra cui Andrea Beretta e Marco Ferdico, per ottenere 200 biglietti aggiuntivi per la finale di Champions League a Istanbul.

Zanetti ha confermato l’incontro con i due ultras, avvenuto a Sedriano, spiegando di aver immediatamente informato il security manager dell’Inter, Gianluca Cameruccio, il suo vice Claudio Sala e Massimiliano Silva, dirigente addetto ai rapporti con i tifosi.

Zanetti: “Mai andato contro la società”

L’ex calciatore ha dichiarato di avere solo rapporti di conoscenza con alcuni esponenti della tifoseria organizzata, sottolineando di aver sempre evitato situazioni che potessero metterlo in difficoltà. Ha inoltre precisato:

«Non mi sarei mai permesso di andare contro il club per accontentare le richieste della curva».

Zanetti ha raccontato che Beretta e Ferdico lo avevano informato dello sciopero del tifo durante la finale di Coppa Italia, un’azione che poi si è effettivamente verificata. Dopo l’incontro, durato circa 10 minuti, l’ex capitano nerazzurro ha riferito la richiesta agli organi competenti della società, senza prendere ulteriori iniziative.

La conoscenza con Antonio Bellocco

Tra i dettagli emersi, Zanetti ha raccontato di aver incontrato Antonio Bellocco, esponente di una famiglia della ’ndrangheta, una sola volta. L’incontro avvenne in uno dei suoi ristoranti, dove Bellocco era stato portato da Beretta.

«Mi trovavo in una situazione scomoda, però acconsento, sapendo che lo avrei soltanto salutato e poi sarei andato via».

Zanetti ha poi rivisto Bellocco solo tramite una videochiamata fatta da un altro esponente della curva, Simone De Piano, detto “Pongo”.

Prossime tappe dell’indagine

Il verbale di Zanetti è stato depositato tra gli atti del processo con rito immediato, fissato per il prossimo 20 febbraio. L’indagine, condotta dalla Dda, mira a fare chiarezza sui legami tra le tifoserie organizzate e le attività illecite.

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