L'allenatore del Cagliari Claudio Ranieri ritiene che la sua squadra abbia fatto bene a fare risultato contro un'Inter che è “una macchina”.
Il tecnico rossoblù ha commentato il 2-2 di ieri in Serie A nella conferenza stampa al termine della partita, come riporta FCInterNews.
Potrebbe sembrare che il Cagliari abbia avuto una lunga serata dopo che ieri sera a San Siro ha subito un gol relativamente presto.
L'Inter aveva vinto 26 delle 31 precedenti partite di campionato. E avevano perso solo in un'occasione.
I rossoblù hanno però dimostrato, come hanno fatto per tutta la stagione, di avere una straordinaria capacità di non crollare nelle partite difficili.
La squadra di Ranieri mantiene la forma, non concedendo altre buone occasioni all'Inter.
E in attacco i rossoblù sono rimasti pericolosi anche per gran parte della gara.
Ranieri enfatizza il ritmo dei suoi per cercare di inserirsi dietro la linea difensiva dell'Inter.
E questo ha funzionato come previsto in alcune occasioni.
Ci sono stati entrambi i gol del Cagliari. E c'è stata anche un'ottima occasione per il centrocampista Nicolas Viola di segnare un gol verso la fine della partita.
Claudio Ranieri, allenatore del Cagliari: l'Inter “una macchina”
Il fatto che anche con una prestazione così impressionante il Cagliari abbia comunque dovuto dividersi il bottino, è stato forse una testimonianza di quanto sia forte l'Inter in questa stagione.
L'Atalanta, invece, era stata sconfitta nel precedente match dei rossoblù.
E più o meno così la vede il tecnico della squadra sarda.
Allenatore veterano Ranieri ha rimarcato che “contro una macchina come l'Inter dovevo mettere in campo una squadra che avesse ritmo, qualità e voglia di lottare”.
“Mina non si stava allenando a pieno, perché aveva qualche problema fisico. E poi Dossena era a un passo dalla squalifica”.
“Avevo paura di perdere entrambi per squalifica. Quindi ho lasciato fuori Dossena” ha spiegato il tecnico del Cagliari parlando della sua scelta in difesa.
“Ho interpretato Jankto dall'inizio”, ha aggiunto. “Ma poi ho visto che non proteggeva la difesa sulla fascia”.

“Poi ho messo un centrocampista, così potevo dividere il campo. Tre invece di due.”

