L’agente di Weah attacca un dirigente della Juve: “Crea problemi, agisce per vendetta”

L’agente di Weah attacca un dirigente della Juve: “Crea problemi, agisce per vendetta”

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Il trasferimento di Timothy Weah alla Juventus ha scatenato una serie di tensioni interne, culminate con l’attacco frontale del suo agente Badou Sambague nei confronti di un dirigente bianconero. Secondo Sambague, uno dei tre attuali gestori del club avrebbe sabotato l’affare con il Marsiglia per vendetta personale, abbassando improvvisamente la richiesta da 20 a 15 milioni di euro, un valore giudicato inaccettabile dai francesi.

La Juventus, priva di un direttore sportivo ufficiale, è attualmente gestita da Comolli, Chiellini e Modesto. Sambague, pur non facendo nomi, ha sottolineato che due di loro lavorano con classe, mentre il terzo crea costantemente problemi, provocando lo stallo delle trattative. Il club sperava di completare l’operazione per poi sbloccare l’affare Sancho, ma l’ostruzionismo interno ha frenato ogni progresso. L’agente ha accusato il dirigente di tentare di costringere Weah a trasferirsi al Nottingham Forest, opzione mai gradita dal giocatore e dal suo entourage.

Sambague è andato oltre, sostenendo che questo atteggiamento ha rovinato la partecipazione di Weah al Mondiale per Club, escludendolo dalla rosa bianconera e generando malcontento nell’ambiente. Il suo intervento pubblico, raro per il suo stile discreto, mira a denunciare “una mancanza di rispetto inaccettabile” e a richiamare l’attenzione su metodi di gestione che reputa antiquati e dannosi per l’immagine della Juventus.

Dirigenti sotto pressione: clima teso in casa Juventus

L’intera dirigenza della Juventus è ora sotto scrutinio, con pesanti responsabilità attribuite al gruppo che gestisce il mercato bianconero. Le parole di Badou Sambague, forti e dirette, hanno acceso i riflettori su una realtà che pochi conoscevano: assenza di chiarezza interna, conflitti personali e ostacoli alle trattative, che rallentano la costruzione della squadra per la prossima stagione.

Le tensioni non si fermano al caso Weah: la gestione di altri affari, tra cui quello di Douglas Luiz, conferma un clima instabile, dove le decisioni sembrano prese più per rivalità che per strategia. Sambague ha puntato il dito contro un dirigente non identificato, accusandolo di attendere un’offerta dalla Premier League “che non arriverà e non sarà mai approvata da noi”.

Il riferimento implicito è a Comolli, attuale direttore generale, al centro di diverse manovre di mercato. L’agente ha insistito sul fatto che la Juventus rischia di compromettere il proprio prestigio se non si ritorna a una gestione più rispettosa e professionale. Ha concluso il suo intervento con una frase emblematica: “La classe non si compra per un allenatore, ma è sempre stata parte della storia della Juventus. Una persona la sta minando”.

La situazione impone una riflessione profonda sulla leadership e sulle dinamiche interne al club, in vista di un mercato che si preannuncia complesso e potenzialmente decisivo per gli obiettivi sportivi dei bianconeri.

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