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La passione di Theo Hernandez: l’elenco delle auto di lusso che possiede

La passione di Theo Hernandez: l’elenco delle auto di lusso che possiede

Il calciatore francese Theo Hernandez, noto per la sua velocità e dinamismo sul campo, riflette queste qualità anche nelle sue scelte automobilistiche. Il suo garage ospita due gioielli dell’ingegneria italiana: una Lamborghini Urus e una Lamborghini Aventador S.

Lamborghini Urus: Potenza e Personalizzazione

Per celebrare la vittoria dello scudetto nella stagione 2021/2022, Hernandez si è regalato una Lamborghini Urus. Questo SUV combina prestazioni sportive con la praticità quotidiana. Spinta da un motore V8 biturbo da 4.0 litri, la Urus eroga 650 cavalli, permettendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi e una velocità massima di 305 km/h. Non soddisfatto della versione standard, Theo ha affidato la sua Urus all’elaboratore tedesco Keyvany per una personalizzazione unica. La vettura sfoggia una livrea total black con esterni in fibra di carbonio, arricchita da appendici aerodinamiche che ne accentuano l’aggressività. Questa trasformazione non solo esalta l’estetica, ma potrebbe aver incrementato la potenza del motore, portandola a 820 cavalli.

Lamborghini Aventador S: Eleganza e Prestazioni

Oltre alla Urus, Hernandez possiede una Lamborghini Aventador S, supercar equipaggiata con un motore V12 da 6,5 litri capace di sviluppare 740 cavalli. Questa potenza consente all’auto di raggiungere i 100 km/h da ferma in soli 2,9 secondi e una velocità massima di 350 km/h. La Aventador S di Theo si distingue per una cromatura iridescente, frutto di una personalizzazione effettuata in Spagna, che la rende particolarmente riconoscibile. Questa scelta estetica riflette il gusto del calciatore per l’unicità e l’eleganza.

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Il video del primo gol in Champions di Calafiori: lo fa da vero attaccante

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Il video del primo gol in Champions di Calafiori: lo fa da vero attaccante

Il video del primo gol in Champions di Calafiori: lo fa da vero attaccante

Riccardo Calafiori ha segnato il suo primo gol in Champions League durante la partita contro il PSV Eindhoven, e lo ha fatto con la freddezza di un vero attaccante. Il difensore dell’Arsenal ha ricevuto un assist perfetto da Odegaard e, senza mai guardare la porta, ha trovato il modo di mandare la palla a toccare il palo opposto prima di finire in rete.

L’ex giocatore del Bologna è stato protagonista nella goleada dei Gunners, entrando in campo al posto di Lewis-Skelly nel primo tempo. Calafiori non solo ha segnato il settimo gol della sua squadra, ma ha anche fornito l’assist per il gol del 5-1 di Trossard, mostrando versatilità e un’ottima visione di gioco.

Questa prestazione eccezionale fa riflettere sul suo utilizzo in campo. Al Bologna, con Thiago Motta, Calafiori aveva già dimostrato di poter creare superiorità numerica grazie alle sue doti fisiche e tecniche, spesso sganciandosi in avanti per supportare l’attacco. Questa libertà di movimento gli ha permesso di eccellere anche con l’Arsenal, dimostrando di avere tutte le carte in regola per essere non solo un difensore affidabile, ma anche un’arma offensiva aggiuntiva.

La sua azione ricorda il modo in cui Thiago Motta gli permetteva di sganciarsi e creare occasioni, evidenziando come le sue qualità siano state ben sviluppate e valorizzate sotto la guida del tecnico brasiliano.

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Caso FIFA, chiesti 18 Mesi di Carcere per Platini e Blatter: la motivazione

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Caso FIFA, chiesti 18 Mesi di Carcere per Platini e Blatter: la motivazione

Caso FIFA, chiesti 18 Mesi di Carcere per Platini e Blatter: la motivazione

Foto: screenshot video Rai 2

La vicenda giudiziaria che coinvolge Michel Platini e Sepp Blatter continua a far parlare di sé. I due ex dirigenti del calcio internazionale sono stati assolti in primo grado, ma ora la pubblica accusa ha chiesto un anno e otto mesi di prigione, con sospensione della pena, davanti alla Corte d’appello straordinaria del Tribunale penale federale riunita a Muttenz, nel nord-est della Svizzera. Il caso ruota attorno a un sospetto pagamento, per un totale di 2 milioni di franchi svizzeri, che Platini e Blatter avrebbero siglato in un accordo verbale nell’agosto 1999.

Le accuse: Secondo il procuratore Thomas Hildbrand, il pagamento avrebbe previsto un compenso di 300mila franchi svizzeri all’anno, interamente saldato dalla FIFA. Tuttavia, il compenso pattuito fra le parti era di ben 700mila franchi, che sarebbero stati prelevati appena le finanze del massimo organo del calcio mondiale lo avrebbero permesso. La difesa di Platini sostiene che quest’ultimo, divenuto presidente della UEFA, avrebbe presentato una fattura firmata da Blatter all’inizio del 2011 come residuo di salario tardivo.

La difesa e il procuratore: Il procuratore Hildbrand ha respinto la ricostruzione della difesa, sottolineando come la cifra fosse stata accettata senza un contratto scritto, senza approvazioni per conto terzi e senza averla rendicontata a dovere secondo il regolamento interno della FIFA. Questo rende l’intera operazione sospetta e passibile di frode.

Le possibili conseguenze: Se condannati, Platini e Blatter rischiano un periodo di reclusione massimo di cinque anni, secondo il codice penale svizzero. La Corte d’appello prenderà una decisione in merito il 25 marzo, dopo aver ascoltato le arringhe difensive previste nei prossimi giorni.

Il contesto: Platini e Blatter erano stati assolti in primo grado, ma la pubblica accusa ha deciso di ripresentare il caso, sottolineando l’importanza di chiarire ogni aspetto di questa intricata vicenda finanziaria che ha scosso il mondo del calcio internazionale. La FIFA si è costituita parte civile, anche se al momento non è previsto un suo intervento diretto nel processo d’appello.

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Il Comune di Napoli vuole riaprire terzo anello dello stadio Maradona: la reazione di De Laurentiis

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Il Comune di Napoli vuole riaprire terzo anello dello stadio Maradona: la reazione di De Laurentiis

Il Comune di Napoli vuole riaprire terzo anello dello stadio Maradona: la reazione di De Laurentiis

I lavori di ammodernamento dello Stadio Diego Armando Maradona di Fuorigrotta restano un tema caldo per il Comune di Napoli. La società azzurra, invece, è maggiormente concentrata sul campionato e sulle vicende legate al centro sportivo, piuttosto che sull’impianto domenicale. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Repubblica, il presidente Aurelio De Laurentiis dovrà sciogliere i dubbi sul futuro dello stadio.

La società non sembra orientata a investire nel restyling del Maradona, un progetto che rappresenta l’unica possibilità per la città di rientrare tra le cinque sedi di Euro 2032. Tuttavia, il Comune di Napoli punta sulla riapertura del terzo anello, con l’obiettivo di accogliere 10.000 spettatori anche durante la ristrutturazione.

Ieri mattina, l’assessore Eduardo Cosenza ha effettuato un sopralluogo presso lo stadio per valutare la fattibilità del progetto. Questo rappresenta il primo passo di uno studio approfondito, ma De Laurentiis non sembra interessato a questa soluzione.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha ribadito la sua collaborazione e il sostegno al Napoli nelle decisioni riguardanti lo stadio e il centro sportivo. Il portavoce del sindaco, Carlo Porcaro, ha dichiarato: “Il Sindaco è pronto a sostenere il Napoli nelle sue decisioni, per stadio e centro sportivo”. Manfredi e De Laurentiis si incontreranno nuovamente per discutere ulteriormente la questione, nella speranza di trovare una soluzione condivisa.

La situazione resta quindi in bilico, con il Comune determinato a procedere con la riapertura del terzo anello, mentre la società azzurra mostra un certo scetticismo riguardo agli investimenti necessari per il restyling dello stadio.

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Inzaghi sclera in panchina per McTominay: non sa come fermarlo

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Inzaghi sclera in panchina per McTominay: non sa come fermarlo

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Durante la partita tra Napoli e Inter, il centrocampista del Napoli Scott McTominay ha causato non poche difficoltà all’allenatore dell’Inter Simone Inzaghi. Gli episodi sono stati catturati dalle telecamere di DAZN, rivelando tutta la frustrazione di Inzaghi in panchina mentre cercava di trovare una soluzione per fermare McTominay.

Subito dopo il gol dello 0-1 di Dimarco, si è visto Inzaghi girarsi verso la panchina e lamentarsi dicendo: “C’è McTominay che va davanti a…”, con un suo collaboratore che suggeriva: “Bisseck?”. A questo punto, Inzaghi ha perso la calma, urlando: “Ma no! Bisseck è impegnato su Raspadori!”. Questo dialogo ha messo in evidenza la confusione e la frustrazione di Inzaghi nel tentativo di gestire la situazione in campo.

Inzaghi era visibilmente sconvolto dalla presenza di McTominay, tanto da andare dai suoi collaboratori e chiedere: “Bisogna risolvere questa cosa perché Bisseck ha davanti Raspadori e McTominay è solo!”. Continuava a interrogare il suo staff su chi dovesse marcare lo scozzese del Napoli.

Questi momenti di tensione hanno mostrato quanto sia stato difficile per l’Inter controllare McTominay, che ha giocato un ruolo cruciale nell’incontro. La sua prestazione ha messo in evidenza le difficoltà difensive dell’Inter, complicando la gestione tattica della partita per Inzaghi.

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