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La “Guerra del calcio” e dell’assurdo tra Honduras e Haiti

Di Mattia Di Battista - il 20 Luglio 2019

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Cinquant’anni fa l’assurda guerra tra El Salvador e Honduras

Il calcio, si sa, è sempre stato un fenomeno di grande rilievo sociale che ha da sempre attratto la politica. Il legame tra calcio politica, però, non sempre ha avuto risvolti positivi per questo sport. Anzi, spesso la politica ha usato il pallone in maniera strumentale e per fini tutt’altro che nobili. Ciò accadde nel luglio 1969 tra El Salvador Honduras, protagoniste di un’assurda guerra per una partita di pallone, mentre l’umanità intera si preparava con trepidazione a vedere il primo uomo sulla luna. Come scrisse il giornalista Ryszard Kapuściński nel suo “La prima guerra del football e altre guerre di poveri”, i due paesi centroamericani riuscirono per qualche giorno a riempire le prime pagine di tutto il mondo. Con una delle guerre più assurde nella storia dell’umanità.

La Guerra del calcio tra El Salvador e Honduras

Tutto cominciò proprio con una partita di calcio. L’8 giugno 1969 Honduras ed El Salvador si affrontavano per la semifinale di andata delle qualificazioni ai Mondiali del 1970 in Messico per la zona CONCACAF. Una partita molto sentita per la rivalità che contrapponeva le due nazioni, non solo sportiva. Infatti, tra i due Paesi non era mai corso buon sangue per questioni territoriali.  Ad arroventare il clima ci pensò il dittatore honduregno Oswaldo López Arellano che espulse 300 mila contadini salvadoregni giunti nel paese in virtù di accordi tra i due Stati. Decisione che causò l’irritazione di El Salvador che non sapeva come ricollocare i suoi connazionali.

La gara di andata e il ritorno

La gara di andata si concluse con la vittoria per 1-0 dell’Honduras a Tegucigalpa, agevolata dai propri tifosi che non mancarono di manifestare la propria ostilità nei confronti dei rivali. Stessa cosa si verificò al ritorno, il 15 giugno a San Salvador, dove i padroni di casa vinsero 3-0 e dove un ragazzo salvadoregno che accompagnava la Nazionale dell’Honduras fu ucciso a sassate dalla folla. 

Lo spareggio e lo scoppio della Guerra del calcio

Fu necessaria, però, un’altra partita per determinare la finalista della zona CONCACAF. La gara stavolta si giocò a Città del Messico, in uno stadio Azteca blindato che non bastò ad evitare altri scontri tra le due tifoserie. Vinse El Salvador 3-2 ai tempi supplementari, accedendo alla finale contro Haiti. Agli Honduregni rimase il senso dell’ingiustizia e, in un clima di tensione sempre più crescente, il 14 luglio El Salvador attaccò l’Honduras. Cominciò così la Guerra del calcio che si protrasse fino al 18 luglio. Quattro giorni di guerra con 2 mila soldati 3 mila civili morti tra gli honduregni, 100 militari 600 civili per i salvadoregni che avevano attaccato per “legittima difesa”.

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