La bellezza di essere un anatroccolo: professore Thomas Müller

09 Maggio 2018 - 12:50 di

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Immaginatevi un attaccante alto, possente, veloce, uno di quelli che quando lo vedi giocare resti incantato ad osservarlo per ore. Lo avete fatto? Bene, ora cestinate tutto e immaginatevi il contrario. Vi troverete davanti ad un giocatore smilzo, gracile, uno che difficilmente potrebbe giocare in una grande squadra, forse.

Il giocatore che salta in mente per antonomasia leggendo queste righe è sicuramente uno: Thomas Müller. Il capitano del Bayern Monaco non è sicuramente quel giocatore che fa brillare gli occhi quando lo si vede giocare, tuttavia, analizzando con precisione le partite di Thomas, notiamo che è un punto di riferimento per tutti i compagni, sia di club, sia della nazionale. Infatti, nel corso della carriera, il numero 25 dei bavaresi ha posto le parole sacrificio e duttilità al primo posto in un’ipotetica scala gerarchica all’interno della sua testa, ottenendo risultati decisamente buoni:7 campionati tedeschi, la Champions nel 2013 e il Mondiale l’anno dopo sono l’apice del palmarès di Müller. Prodotto del settore giovanile del Bayern, esordisce in prima squadra sotto la guida di Louis Van Gaal, per non abbandonarla più, fino a diventarne il capitano e uomo simbolo. Nonostante il suo nome circoli tra gli appassionati da molto tempo, il buon Thomas è nel pieno della sua maturità calcistica, dovendo ancora compiere 29 anni. Personaggio mai sopra le righe, eccezion fatta per la vicenda con il San Marino, ha ricoperto tutti i ruoli dal centrocampo in su, riuscendo sempre ad essere prezioso.

I suoi inserimenti sono letali, sembra che Müller viva 10 secondi nel futuro ed infatti è sempre il primo ad arrivare sui palloni vaganti. In 10 anni di carriera al Bayern ha collezionato 285 presenze mettendo a segno 104 gol, mentre con la nazionale tedesca ha segnato 38 gol in 90 presenze, vincendo il titolo di capocannoniere nel mondiale del 2010 e venendo inserito nella top 11 assoluta dei mondiali 2014.

Müller è un giocatore freddo e razionale: conosce i suoi limiti, ma ha sempre lavorato per migliorarsi, senza mai subire le pressioni che si danno ai baby fenomeni. Probabilmente non diventerà mai un giocatore capace di danzare sul pallone, non diventerà mai un bomber da 50 gol stagionali, probabilmente verrà ricordato come un anatroccolo che non è riuscito a trasformarsi in cigno. Ma ce ne fossero di anatroccoli come lui, utilissimi in qualsiasi partita e ragazzi che prima di essere calciatori sono uomini. Il calcio è un gioco che richiede tanti sacrifici Thomas Müller ne è la rappresentazione perfetta.