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Juve, su la testa!

Di Redazione MCN - il 17 Aprile 2018

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È passata una settimana dalla folle notte di Madrid, dove i sogni europei della Juventus sono crudelmente svaniti al fischio al 93′ dell’arbitro britannico Oliver, che vede un fallo al limite dell’area piccola commesso da Benatia ai danni di Vazquez. Apriti cielo: Buffon espulso per proteste, Cristiano Ronaldo spietato dal dischetto.

E via alle polemiche, alle lacrime d’amarezza per un’impresa inutile, agli sfottò di coloro che vedono la Juve come il fumo negli occhi. Il Capitano è furente e ai microfoni non nasconde la propria delusione, parlando di insensibilità dell’arbitro, il difensore marocchino protagonista dell’episodio cruciale parla addirittura di furto. Nell’ultima settimana non si è parlato d’altro.

La ferita è ancora aperta e non potrebbe essere altrimenti, ma i tifosi bianconeri devono essere fieri della propria squadra e camminare a testa alta, per più motivi.

1. il risultato. Un 3-1 al Bernabeu in un quarto di finale di Champions League non è roba di tutti i giorni, se poi consideriamo che il gol dei Blancos deriva da un calcio di rigore dato all’ultimo respiro e che ancora oggi fa discutere. Battere in casa i pluricampioni d’Europa non può che essere soddisfacente, a maggior ragione se gli avversari battuti sono proprio i titolarissimi, Sergio Ramos escluso.

2. la (quasi) rimonta. Un risultato simile sembrava proibitivo già di suo, figurarsi dopo che la settimana precedente si è perso per 0-3 nelle proprie mura domestiche, che sembravano inespugnabili o comunque dove mai nessuno se l’era cavata così bene, neanche il Bayern Monaco campione d’Europa 2013, che vinse a Torino per 0-2 nel finale.

3. Una Juve finalmente europea. Dopo la Waterloo di Cardiff, il deludente 3-0 subito al Camp Nou ai gironi a settembre e il balbettante passaggio del turno, arrivato grazie alle giocate risolutive di Dybala e Higuain, agli ottavi con il Tottenham, sembrava che la Vecchia signora avesse fatto parecchi passi indietro in Europa rispetto alle grandi prove contro il Barça dell’anno passato. E invece no: ritmi alti, precisione nella gestione della palla e nelle ripartenze, tempi di gioco perfetti da mettere costantemente in affanno mostri sacri del centrocampo come Kroos, Modric e anche Casemiro, difesa che neutralizza le bocche da fuoco madrilene, con il solo Isco a tenere vivi i Blancos. La Juve, con l’acqua alla gola, sa giocare bene, anche in Europa, anche contro squadre che in Champions League maciullano gli scheletri dei malcapitati avversari :chiedere al PSG di Neymar, Cavani, Mbappè e petrodollari sonanti.

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