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Juve e Inter eliminate dal Mondiale per Club ma con le tasche piene di milioni: quanto hanno guadagnato

Juve e Inter eliminate dal Mondiale per Club ma con le tasche piene di milioni: quanto hanno guadagnato

Nonostante le eliminazioni premature agli ottavi di finale, Juventus e Inter escono dal Mondiale per Club 2025 con incassi milionari, a testimonianza del successo finanziario di un torneo che, seppur deludente sul piano sportivo, ha rispettato le attese sul fronte economico. Il nuovo formato FIFA a 32 squadre, sponsorizzato direttamente da Gianni Infantino, ha assicurato premi record per tutte le partecipanti, inclusi i club italiani.

La Juventus ha portato a casa 30 milioni di euro complessivi, suddivisi tra i 17 milioni garantiti dalla sola partecipazione, 4 milioni ottenuti grazie a due vittorie nella fase a gironi e 7,5 milioni per il passaggio agli ottavi di finale. Anche se la sconfitta contro il Real Madrid ha segnato la fine del percorso, il premio economico ha rappresentato un tesoretto importante per i bianconeri, utile per il mercato estivo o per la sistemazione del bilancio.

L’Inter ha fatto persino meglio, rientrando a Milano con quasi 36 milioni di euro, frutto dei 21,5 milioni ricevuti come gettone d’ingresso — garantito dal prestigioso ranking europeo —, dei 5,5 milioni guadagnati con due vittorie e un pareggio nella fase a gironi e del bonus da 7,5 milioni per l’accesso agli ottavi. Una cifra che permette ai nerazzurri di coprire l’investimento su Bonny (25 milioni) e guardare con fiducia al mercato.

Un torneo a due facce: delusione sportiva, ma bilanci in attivo per le italiane

La prima partecipazione al rinnovato Mondiale per Club ha messo in luce le fragilità tattiche e mentali delle due big italiane, che nonostante le aspettative sono uscite senza accedere ai quarti. La Juventus ha lottato con dignità ma ha pagato scelte discutibili di Tudor e un calendario complicato. L’Inter, invece, ha mostrato segnali di disunione interna e una condizione atletica precaria, culminata nel ko col Fluminense.

Tuttavia, il bilancio economico resta estremamente positivo per entrambe le società, in un momento storico in cui la sostenibilità finanziaria è fondamentale. I milioni incassati permettono a Inter e Juve di risanare i conti e preparare la nuova stagione con più margine di manovra. In particolare, per l’Inter si apre ora la possibilità di reinvestire in giocatori funzionali al progetto Chivu, mentre la Juventus potrà consolidare l’acquisto di Jonathan David e valutare altre operazioni a saldo zero.

Il Mondiale per Club si conferma dunque un appuntamento chiave per le strategie economiche delle grandi europee, pur lasciando l’amaro in bocca dal punto di vista sportivo. Per le italiane, si chiude una finestra internazionale breve ma redditizia, utile soprattutto per riflettere su come colmare il gap con le superpotenze globali.

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In Serie A solo una squadra non ha ancora ufficializzato l’allenatore

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Ascolti record su Canale 5 per Real Madrid–Juventus al Mondiale per Club: tutti i dati

In Serie A solo una squadra non ha ancora ufficializzato l’allenatore

In Serie A solo una squadra non ha ancora ufficializzato l’allenatore

Con la nomina di Davide Nicola alla guida della Cremonese, solo la Fiorentina non ha ancora annunciato ufficialmente il proprio allenatore per la stagione 2025/2026. La Serie A si prepara a una nuova annata ricca di novità e ritorni clamorosi, con le panchine quasi tutte assegnate. L’unico tassello mancante, ormai solo formale, riguarda Stefano Pioli, pronto a prendere in mano il progetto viola dopo l’addio di Raffaele Palladino.

L’esperto tecnico emiliano è pronto a fare ritorno sulla panchina del Franchi, dove ha già allenato dal 2017 al 2019 prima di approdare al Milan, con il quale ha vinto uno Scudetto storico. Pioli ha recentemente lasciato l’Al Nassr e rinunciato alla possibile panchina della Nazionale Italiana, preferendo accettare subito la chiamata della Fiorentina. Una scelta fortemente voluta dalla proprietà viola, decisa a puntare su un profilo esperto per aprire un nuovo ciclo.

Nel frattempo, la Cremonese ha ufficializzato Davide Nicola come nuovo allenatore, confermando la volontà di puntare su un profilo affidabile dopo la promozione in Serie A ottenuta attraverso i playoff. L’ex tecnico del Cagliari subentra a Giovanni Stroppa, pronto a rilanciarsi sulla panchina del Venezia. Con l’annuncio, la griglia degli allenatori è praticamente completa, con Eusebio Di Francesco ufficializzato al Lecce e Fabio Pisacane promosso al Cagliari dopo l’addio di Nicola.

Serie A 2025/26: conferme, ritorni e nuove scommesse sulle panchine

La prossima stagione di Serie A vedrà un mix di grandi ritorni, nomi già noti e scelte sorprendenti. Tra i rientri più attesi, spicca quello di Massimiliano Allegri al Milan, deciso a rilanciarsi dopo l’addio alla Juventus. Anche Ivan Juric torna all’Atalanta, mentre Maurizio Sarri guiderà la Lazio con l’obiettivo di riportarla in Champions League. Grande attesa anche per Gian Piero Gasperini, che approda alla Roma, in un progetto ambizioso con obiettivi europei.

Tra le novità, Cristian Chivu viene promosso alla guida dell’Inter, dopo aver lavorato con le giovanili nerazzurre. Il Pisa ha scelto Alberto Gilardino, ex Genoa, mentre la vera sorpresa è rappresentata da Carlos Cuesta, appena 30enne, che guiderà il Parma, diventando il secondo allenatore più giovane della storia della Serie A. Al Torino, invece, Marco Baroni prenderà il posto di Paolo Vanoli, completando il suo percorso che lo ha visto protagonista alla Lazio.

Con tutti questi movimenti, la Serie A si avvicina al via con un panorama tecnico completamente rinnovato, in cui esperienze internazionali, nuove idee e desiderio di riscatto si fondono in un mix carico di aspettative. Manca solo l’annuncio ufficiale della Fiorentina per completare definitivamente il quadro.

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Contratti da 8 anni nel calcio italiano: la svolta ufficiale della FIGC

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Contratti da 8 anni nel calcio italiano: la svolta ufficiale della FIGC

Contratti da 8 anni nel calcio italiano: la svolta ufficiale della FIGC

La FIGC ha adottato ufficialmente la possibilità di stipulare contratti fino a otto anni per i calciatori e le calciatrici professionisti maggiorenni, recependo integralmente quanto previsto dal Decreto Legge n. 96 del 30 giugno 2025. Con la modifica delle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali), si amplia notevolmente la durata massima dei contratti per i tesserati professionisti, aprendo nuove prospettive per società e atleti.

La nuova formulazione dell’articolo 28, comma 2, stabilisce che i calciatori maggiorenni potranno essere vincolati contrattualmente per un massimo di 8 stagioni sportive, mentre per i minorenni rimane il limite di 3 stagioni. Questo cambia anche per il mondo dei non professionisti, dove — a determinate condizioni — si potrà raggiungere la stessa soglia temporale per i contratti subordinati. Sono esclusi, invece, i contratti di apprendistato che restano nel tetto delle cinque stagioni.

Tuttavia, l’efficacia della norma è ancora provvisoria: sarà necessaria la conversione in legge del Decreto entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per questo motivo, i club potrebbero temporeggiare prima di siglare accordi di simile durata, in attesa di conferme normative definitive.

Dal punto di vista economico, la nuova regola potrebbe semplificare la gestione contrattuale, limitando i rinnovi e rafforzando la stabilità tra club e atleti. Ma resta inalterata la normativa UEFA sul Fair Play Finanziario: gli ammortamenti sul costo dei cartellini continueranno a essere calcolati su un massimo di cinque anni, impedendo un uso creativo della nuova durata contrattuale nei bilanci federali.

Impatti concreti per club e calciatori: più libertà ma anche maggiore responsabilità

L’adozione ufficiale della riforma porta con sé nuove opportunità per le società italiane di pianificare a lungo termine. Con contratti estesi, i club potranno fidelizzare giovani talenti e top player, riducendo il rischio di perderli a parametro zero. Inoltre, i calciatori potranno beneficiare di accordi più stabili, con garanzie occupazionali pluriennali, un aspetto fondamentale in un sistema dove la carriera media resta relativamente breve.

Ma non mancano i possibili effetti collaterali: vincoli contrattuali di lunga durata potrebbero diventare un boomerang in caso di calo di rendimento o infortuni. I club potrebbero trovarsi a gestire costi elevati per giocatori non più centrali nel progetto tecnico, limitando la flessibilità operativa e le rotazioni in rosa.

Per i non professionisti, la riforma rappresenta un cambio di paradigma. Il riconoscimento di una durata contrattuale fino a otto anni per i contratti subordinati amplia gli strumenti di tutela per chi opera nei campionati minori, aprendo la strada a modelli di gestione più strutturati e professionali anche al di fuori della Serie A.

In conclusione, questa modifica delle NOIF segna uno spartiacque normativo per il calcio italiano, il cui impatto sarà misurabile solo nei prossimi anni tra vantaggi competitivi, rischi gestionali e nuove strategie di mercato.

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Lautaro è una furia dopo il primo gol del Fluminense: Thuram prova a calmarlo, ma lo spogliatoio dell’Inter è un vulcano

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Lautaro è una furia dopo il primo gol del Fluminense: Thuram prova a calmarlo, ma lo spogliatoio dell’Inter è un vulcano

Lautaro è una furia dopo il primo gol del Fluminense: Thuram prova a calmarlo, ma lo spogliatoio dell’Inter è un vulcano

L’Inter affronta un momento di massima tensione dopo l’eliminazione dal Mondiale per Club, e tutto è iniziato con l’esplosione di rabbia di Lautaro Martinez nei primi minuti della sfida contro il Fluminense. Il capitano nerazzurro non ha digerito il gol subito da Cano e ha reagito con veemenza verso i compagni, pretendendo maggiore attenzione e compattezza difensiva. Le immagini esclusive di Sportmediaset mostrano chiaramente Lautaro furioso in campo, incontenibile anche dopo il tentativo di Marcus Thuram di calmarlo, segno di una tensione crescente che poi è esplosa definitivamente nel post-partita.

Il gol incassato nei primi minuti — frutto di una serie di incertezze difensive — ha compromesso da subito l’approccio dell’Inter alla partita. Lautaro, da leader tecnico ed emotivo della squadra, ha chiesto subito più concentrazione e compattezza, consapevole del valore degli avversari e della posta in palio. Il nervosismo del numero 10 è poi continuato anche nel resto della gara, con il palo colpito e un’occasione mancata che hanno accentuato il senso di frustrazione personale.

Dopo lo sfogo, lo spogliatoio implode: Marotta accusa Calhanoglu, Thuram lo difende con un like

Alla fine della partita, le parole di Lautaro hanno lasciato il segno: “Chi non vuole restare, se ne vada” — una frase che ha acceso la miccia all’interno dello spogliatoio dell’Inter. Poche ore dopo, Giuseppe Marotta ha confermato che il riferimento era diretto a Hakan Calhanoglu, rientrato in Italia per infortunio e nel mirino delle voci di mercato che lo vogliono vicino al Galatasaray. Il centrocampista turco non ha lasciato correre: con un lungo post su Instagram ha respinto ogni accusa, dichiarandosi fedele al club e profondamente deluso dalle insinuazioni.

A gettare benzina sul fuoco è arrivato poi Marcus Thuram, che ha messo un like al post del compagno, segnale pubblico di una presa di posizione forte che ha scatenato ulteriori polemiche. Un gesto che sembrerebbe sconfessare la leadership di Lautaro, evidenziando una possibile spaccatura tra i protagonisti dello spogliatoio. Il clima è esplosivo, e lo staff guidato da Cristian Chivu ha organizzato un confronto diretto in hotel — senza dirigenti — per tentare una ricomposizione.

L’Inter si trova così nel bel mezzo di una crisi di identità, in cui risultati, leadership e coesione interna appaiono minacciati. Ora la società è chiamata a gestire una frattura che rischia di segnare l’inizio di una nuova fase tecnica e umana.

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Serie A 2025/26, rivoluzione VAR: gli arbitri annunceranno le decisioni anche allo stadio

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Serie A 2025/26, rivoluzione VAR: gli arbitri annunceranno le decisioni anche allo stadio

Serie A 2025/26, rivoluzione VAR: gli arbitri annunceranno le decisioni anche allo stadio

La Serie A introduce una svolta storica per la trasparenza arbitrale: dalla stagione 2025/26, gli arbitri spiegheranno pubblicamente le decisioni VAR direttamente allo stadio, comunicandole anche ai tifosi presenti sugli spalti e, di riflesso, a quelli a casa. Questa innovazione, nota come in-stadium VAR announcement, sarà attivata dopo ogni On Field Review o revisione lunga, rendendo chiaro a tutti il motivo della decisione finale.

Il nuovo protocollo è già stato sperimentato nel Mondiale per Club e, in Italia, ha fatto una prima comparsa nelle semifinali e finale di Coppa Italia — anche se in quelle gare non si è mai presentata l’opportunità concreta per metterlo in atto. Ora, con l’estensione a tutta la Serie A, il progetto entra ufficialmente nel vivo. L’obiettivo? Migliorare la trasparenza, ridurre le polemiche e aumentare la fiducia tra arbitri, squadre e tifosi.

La comunicazione sarà effettuata via microfono dallo stesso arbitro principale, che spiegherà in tempo reale la decisione assunta dopo aver consultato il monitor a bordo campo. Una misura già applicata in altri sport come il football americano, e ora sbarcata anche nel calcio italiano per allinearsi agli standard internazionali promossi dalla FIFA.

Una stagione di grandi riforme per l’AIA: tecnologia, struttura e formazione al centro

La rivoluzione non si ferma alla VAR announcement: l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) ha avviato un ampio piano di riforme, destinato a rimodellare l’intero sistema arbitrale nei prossimi anni. Oltre all’implementazione della comunicazione audio, il 2025/26 vedrà anche l’introduzione del VAR light in Serie C e Serie A femminile: una versione semplificata del video supporto, priva di postazione fisica centrale (VOR).

In arrivo anche modifiche strutturali nella formazione e nella carriera arbitrale. Addio ai cinque passaggi obbligatori di categoria: la selezione sarà più meritocratica, con promozioni basate su tre o massimo cinque step. Dal 2026/27 debutterà inoltre la figura del Direttore Tecnico, pensata per gestire l’ambito tecnico riducendo le interferenze politico-associative.

Gianluca Rocchi è stato confermato alla guida della CAN A, mentre Daniele Orsato assumerà un nuovo ruolo a capo della CAN C, affiancato probabilmente dagli ex assistenti Carbone e Giallatini, oggi in bilico tra campo e scrivania. Stefano Braschi guiderà invece la CAN D, prendendo il posto del promosso Alessandro Pizzi.

Infine, sul fronte economico, debuta il TFA (Trattamento di Fine Arbitraggio): un’indennità pensata per facilitare il reinserimento lavorativo degli arbitri dismessi, offrendo loro la possibilità di restare attivi nell’ambiente associativo. Una stagione di svolte e rinnovamenti, dove la parola d’ordine è una sola: fiducia.

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Bufera su Vlahovic: spunta un like al post di Bellingham sull’eliminazione della Juventus, tifosi furiosi

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