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Inzaghi escluso dal Pallone d’Oro: ecco perché non è tra i migliori allenatori del 2025

Nonostante una stagione ricca di risultati prestigiosi, Simone Inzaghi non compare tra i candidati al Trofeo Cruyff. I criteri di selezione penalizzano chi non ha vinto titoli, premiando invece chi ha portato a casa trofei nazionali e internazionali.

Inzaghi escluso dal Pallone d’Oro: ecco perché non è tra i migliori allenatori del 2025

Simone Inzaghi ha vissuto una stagione straordinaria, guidando l’Inter fino alla finale di Champions League e alla lotta scudetto con il Napoli fino all’ultima giornata. Ha eliminato squadre come Bayern Monaco e Barcellona, raggiunto la finale di Supercoppa Italiana e portato l’Al Hilal ai quarti del Mondiale per Club, battendo il Manchester City. Eppure, nonostante questi risultati, non è stato nominato tra i migliori allenatori al Pallone d’Oro 2025.

Il motivo principale è l’assenza di trofei vinti, elemento considerato fondamentale dai criteri del Trofeo Cruyff. Tutti gli allenatori selezionati – Luis Enrique, Hansi Flick, Enzo Maresca, Arne Slot e Antonio Conte – hanno conquistato almeno un titolo nazionale o internazionale. Inzaghi, pur avendo ottenuto risultati di rilievo, non ha portato a casa alcun trofeo, e questo lo ha escluso dalla rosa dei cinque candidati.

I criteri di selezione sono molto rigidi: si valutano la qualità del gioco, i titoli vinti, la leadership, le capacità tattiche, l’ottimizzazione delle prestazioni dei giocatori, la valorizzazione dei giovani e il fair play. Inzaghi ha brillato in molti di questi aspetti, ma la mancanza di successi concreti ha pesato come una condanna.

La sua esclusione ha sorpreso molti tifosi, soprattutto considerando che due suoi ex giocatori, Lautaro Martinez e Dumfries, sono stati inseriti tra i 30 finalisti per il Pallone d’Oro. Questo dimostra che la stagione dell’Inter è stata apprezzata, ma non abbastanza da premiare il suo allenatore.

Lautaro e Dumfries tra i finalisti: perché i giocatori sono stati premiati e Inzaghi no

La presenza di Lautaro Martinez e Denzel Dumfries tra i 30 finalisti del Pallone d’Oro 2025 ha sollevato interrogativi tra i tifosi: se i giocatori dell’Inter sono stati riconosciuti, perché non anche il loro allenatore? La risposta sta nei diversi criteri di valutazione tra le due categorie.

Per i calciatori, i trofei non sono determinanti, o almeno non quanto le prestazioni individuali. Lautaro ha avuto una stagione brillante, con gol decisivi e leadership in campo, mentre Dumfries ha mostrato continuità e impatto nelle partite chiave. Le valutazioni si basano su classe, rendimento, fair play e contributo alla squadra, elementi che entrambi hanno dimostrato con costanza.

Inzaghi, invece, è stato penalizzato dalla mancanza di titoli, nonostante abbia portato l’Inter a competere su tutti i fronti. Il suo lavoro tattico e la gestione del gruppo sono stati riconosciuti dagli addetti ai lavori, ma non sufficienti per entrare nell’élite dei tecnici premiati.

La differenza nei criteri ha creato un paradosso apparente, ma coerente con le regole del Pallone d’Oro. I giocatori possono essere premiati anche senza trofei, se le loro prestazioni sono eccezionali. Gli allenatori, invece, devono dimostrare di aver vinto per essere considerati.

La mancata candidatura di Inzaghi è un segnale chiaro: nel calcio moderno, il successo si misura anche e soprattutto con i trofei. E senza una coppa in mano, anche una stagione brillante può passare inosservata nei premi più prestigiosi.

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Lookman nel mirino dell’Arsenal: l’attaccante nigeriano pronto a lasciare l’Atalanta

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Spray al DNA contro i tifosi violenti: la nuova tecnologia che rivoluziona la sicurezza negli stadi

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  1. E pensare che molto probabilmente tra due tre anni ve lo ritroverete ad allenare propio le vostre squadrette.! Bisognerebbe segnarsi i nomi dio bono … va là va là intenditori di calcio cagatevi addosso


  2. 😂😂😂 figura di merda anche questa volta . il cartonato inda + forte al mondo (CIRCUS)


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Lookman nel mirino dell’Arsenal: l’attaccante nigeriano pronto a lasciare l’Atalanta

Il mercato si infiamma attorno a Lookman: l’Arsenal si inserisce nella trattativa, mentre l’Inter resta in attesa. Il giocatore è irreperibile e vuole forzare la cessione. L’Atalanta chiede almeno 50 milioni.

Lookman nel mirino dell’Arsenal: l’attaccante nigeriano pronto a lasciare l’Atalanta

Ademola Lookman è al centro di un intrigo di mercato che coinvolge tre club di primo piano, con l’Arsenal che si aggiunge a Inter e Atalanta nella corsa all’attaccante nigeriano. Secondo fonti inglesi, il club londinese sarebbe pronto a presentare un’offerta concreta, dopo aver valutato l’opzione Eze del Crystal Palace, il cui prezzo è ritenuto eccessivo (circa 70 milioni di euro).

L’Arsenal vuole vincere e cerca un attaccante versatile e incisivo, e Lookman rappresenta una soluzione più accessibile e già pronta per la Premier League. L’Atalanta, però, non intende scendere sotto i 50 milioni di euro, cifra che potrebbe essere raggiunta dai Gunners se la trattativa con il Crystal Palace dovesse naufragare.

Il mercato inglese è in fermento, e Lookman potrebbe diventare uno dei protagonisti di questa sessione estiva. Il suo profilo tecnico e la sua esperienza internazionale lo rendono appetibile per un club come l’Arsenal, che ha bisogno di rinforzi immediati per competere ai massimi livelli.

La trattativa è ancora aperta, ma l’interesse dell’Arsenal potrebbe accelerare i tempi e mettere pressione all’Inter, che finora ha offerto 42 milioni più 3 di bonus, cifra ritenuta insufficiente dalla dirigenza bergamasca. Se i londinesi dovessero rilanciare, la cessione di Lookman potrebbe concretizzarsi entro pochi giorni, cambiando gli equilibri del mercato italiano e inglese.

Lookman irreperibile: tensione con l’Atalanta e l’Inter osserva da lontano

La situazione tra Lookman e l’Atalanta è diventata esplosiva, con il giocatore che ha lasciato Bergamo senza fornire indicazioni sulla sua posizione. Il club è irritato e valuta azioni legali, mentre l’attaccante accusa la società di comportamenti scorretti e vuole forzare la cessione.

L’Inter resta alla finestra, consapevole che il tempo gioca a suo favore ma anche che l’inserimento dell’Arsenal potrebbe complicare tutto. Il club nerazzurro ha dieci giorni per rilanciare, ma se non dovesse trovare un accordo, virerà su altri obiettivi offensivi.

La tensione tra le parti è palpabile, e Lookman ha manifestato chiaramente il desiderio di cambiare squadra. Il suo atteggiamento ha spiazzato l’Atalanta, che ora si trova a gestire una situazione delicata, con il rischio di perdere il giocatore senza ottenere il massimo valore.

Il mercato è in piena evoluzione, e la prossima settimana sarà decisiva. Se l’Arsenal dovesse formalizzare l’offerta, l’Atalanta potrebbe accettare, chiudendo una delle trattative più complesse dell’estate. L’Inter, dal canto suo, dovrà decidere se rilanciare o abbandonare la pista Lookman.

Il futuro dell’attaccante nigeriano è appeso a un filo, e le prossime ore potrebbero determinare il suo destino. Tra tensioni, offerte e strategie, il caso Lookman è destinato a dominare le cronache di mercato ancora a lungo.

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L’Allianz Stadium si rinnova: 80 nuovi posti premium a bordocampo e capienza aumentata

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L’Allianz Stadium si rinnova: 80 nuovi posti premium a bordocampo e capienza aumentata

La Juventus modifica la struttura del suo impianto con un restyling strategico: panchine spostate, aree VIP ampliate e nuovi spazi per eventi extra sportivi. Lo Stadium si prepara a diventare il fulcro dell’intrattenimento a Torino.

L’Allianz Stadium si rinnova: 80 nuovi posti premium a bordocampo e capienza aumentata

L’Allianz Stadium della Juventus ha completato un importante restyling durante l’estate, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza degli spettatori e ottimizzare gli spazi interni. Le panchine non saranno più incastonate in tribuna, ma verranno posizionate direttamente a bordocampo, permettendo la creazione di 80 nuovi posti premium riservati ai tifosi, a soli 7,5 metri dal campo.

Questi nuovi posti offriranno un’esperienza esclusiva, con servizi dedicati e una visione privilegiata della partita. La modifica rientra in un piano più ampio di riorganizzazione degli spazi, che ha portato a un incremento totale di 182 posti grazie alla razionalizzazione di diverse aree dello stadio.

La Juventus punta a rendere lo Stadium un luogo sempre più attrattivo, non solo per le partite ma anche per eventi legati al turismo e al tempo libero. I pacchetti leisure, già sperimentati con successo nella scorsa stagione, saranno ampliati e integrati con nuove proposte per il pubblico.

Il club bianconero investe in comfort, visibilità e servizi, cercando di offrire un’esperienza immersiva che vada oltre il calcio. Il restyling segna un passo avanti nella strategia di valorizzazione dell’impianto, che si conferma tra i più moderni e funzionali d’Europa.

Lo Stadium diventa polo multifunzionale: rugby, musica e candidatura per EURO 2032

L’Allianz Stadium non sarà più solo la casa della Juventus, ma un vero e proprio polo multifunzionale. Dopo aver ospitato la Kings League World Cup Nations a gennaio, lo stadio accoglierà nuovamente la Nazionale italiana di rugby a novembre, per la sfida contro il Sudafrica, a un anno dall’evento con gli All Blacks.

Il 27 giugno 2026 lo Stadium ospiterà per la prima volta un concerto, con Eros Ramazzotti che chiuderà il suo tour mondiale proprio a Torino. Questo evento segna l’apertura ufficiale dell’impianto alla musica, ampliando ulteriormente le possibilità di utilizzo.

La Juventus punta a rendere lo Stadium un riferimento per eventi internazionali, e l’impianto è attualmente l’unico in Italia ad avere tutti i requisiti UEFA per ospitare le partite di EURO 2032. La candidatura è forte, e il club lavora per consolidare la posizione attraverso investimenti mirati e una gestione innovativa.

La trasformazione dello Stadium riflette una visione moderna e integrata dello sport, dove calcio, spettacolo e intrattenimento convivono in un’unica struttura. L’obiettivo è attrarre pubblico diversificato e offrire esperienze su misura, rendendo l’impianto un asset strategico per la città e per il brand Juventus.

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Indagine sui Mondiali 2022: la Francia accusa il Qatar di corruzione con un bonus da 100 milioni della BeIN di Al-Khelaifi

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Indagine sui Mondiali 2022: la Francia accusa il Qatar di corruzione con un bonus da 100 milioni della BeIN di Al-Khelaifi

I giudici francesi indagano su un contratto tra BeIN Sports e FIFA che avrebbe favorito l’assegnazione della Coppa del Mondo al Qatar. Al centro dell’inchiesta un pagamento extra legato alla vittoria del voto, firmato da Al-Khelaifi prima della decisione ufficiale.

Indagine sui Mondiali 2022: la Francia accusa il Qatar di corruzione con un bonus da 100 milioni della BeIN di Al-Khelaifi

Un pagamento extra di 100 milioni di dollari promesso da BeIN Sports alla FIFA potrebbe aver influenzato l’assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar, secondo quanto emerso dall’inchiesta condotta dai magistrati francesi Serge Tournaire e Virginie Tilmont. Il contratto, firmato l’11 novembre 2010 da Nasser Al-Khelaifi, prevedeva che in caso di vittoria del Qatar, la FIFA avrebbe ricevuto un contributo non rimborsabile per i costi di produzione.

Il primo acconto di 6 milioni di dollari è stato versato il 30 dicembre 2010, pochi giorni dopo il voto del comitato esecutivo FIFA. I giudici stanno esaminando la correlazione tra questo pagamento e il cambio di posizione di Michel Platini, allora presidente UEFA, che inizialmente era contrario al Qatar ma poi votò a favore.

L’inchiesta punta a chiarire se Platini fosse a conoscenza del bonus prima del voto, come suggerito da Jérôme Valcke, ex segretario generale FIFA, che ha dichiarato che i membri del comitato erano “naturalmente” informati. Anche Sepp Blatter, Ricardo Teixeira, Jack Warner e Julio Grondona sarebbero stati al corrente, secondo fonti vicine al dossier.

I giudici francesi hanno analizzato tutti i contratti televisivi dell’epoca, e nessuno, tranne quello con Al-Jazira (poi BeIN), conteneva una clausola simile. Questo rende il caso ancora più sospetto e solleva dubbi sulla trasparenza dell’assegnazione del torneo.

Michel Platini e il voto decisivo: il ruolo della UEFA sotto la lente della giustizia francese

Il voto di Michel Platini è considerato cruciale per l’assegnazione dei Mondiali al Qatar, e i giudici francesi stanno cercando di capire se sia stato influenzato dal bonus previsto nel contratto con BeIN Sports. Secondo l’inchiesta, la certezza del suo voto favorevole era parte integrante della strategia del Qatar, che puntava a convincere anche altri membri UEFA.

Nel febbraio 2011, la FIFA ha versato 2 milioni di franchi svizzeri a Platini, su ordine di Sepp Blatter, un pagamento che i magistrati stanno esaminando per verificarne la natura. Platini ha sempre negato di conoscere il bonus, ma le testimonianze raccolte indicano che diversi membri del comitato esecutivo ne erano consapevoli.

Il contratto con Al-Jazira è stato firmato da Blatter e Valcke quattro giorni dopo l’approvazione legale interna, e rappresenta un’anomalia rispetto agli accordi con altri broadcaster internazionali. Nessun altro contratto prevedeva un bonus legato all’esito del voto, né per i Mondiali 2018 né per quelli del 2022.

A fine 2010, i membri del comitato FIFA ricevettero anche un bonus di 200.000 dollari, ufficialmente per il successo del Mondiale in Sudafrica. Tuttavia, le coincidenze temporali e le somme in gioco alimentano i sospetti di corruzione, anche se Valcke ha negato ogni intento illecito, dichiarando: “Il Qatar ha tanti soldi, approfittiamone”.

L’inchiesta francese potrebbe riscrivere la storia dell’assegnazione dei Mondiali, mettendo in discussione la legittimità del voto e il ruolo di figure chiave come Platini e Blatter. Il caso resta aperto, con nuovi documenti e testimonianze attesi nei prossimi mesi.

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Pallone d’Oro 2025: ecco come vengono scelti i 30 candidati e chi decide il vincitore

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Pallone d’Oro 2025: ecco come vengono scelti i 30 candidati e chi decide il vincitore

France Football svela i meccanismi dietro la selezione dei finalisti: una giuria internazionale, criteri tecnici e votazioni dettagliate per eleggere il miglior calciatore dell’anno. Il premio sarà assegnato il 22 settembre a Parigi.

Pallone d’Oro 2025: ecco come vengono scelti i 30 candidati e chi decide il vincitore

La lista dei 30 candidati al Pallone d’Oro non nasce per caso, ma è frutto di un processo articolato e multilivello che coinvolge giornalisti specializzati, membri della redazione di France Football e L’Équipe, oltre a figure di spicco del calcio internazionale come Luis Figo e Fabio Capello. Per l’edizione 2025, sono stati quattordici gli esperti coinvolti nella composizione delle liste, ognuno con il compito di proporre i propri nomi per le varie categorie.

Non si tratta solo di valutare le prestazioni individuali, ma anche di considerare il ruolo del giocatore, il campionato di appartenenza e i risultati collettivi. Questo approccio garantisce una rappresentanza equilibrata tra le diverse realtà calcistiche. Ogni membro della giuria ha presentato una lista personale, che includeva i 30 candidati al Pallone d’Oro, i 10 giovani per il Trofeo Kopa, i 10 portieri per il Trofeo Yachine, i 5 allenatori per il Trofeo Cruyff e i migliori club della stagione.

Il confronto tra le liste è stato serrato, con dibattiti accesi soprattutto per i nomi che si avvicinavano alla soglia del 50% dei voti. Questo sistema consente di evitare visioni troppo nazionalistiche e garantire una selezione il più possibile meritocratica, valorizzando anche i talenti emergenti e le sorprese della stagione.

Chi vota per il Pallone d’Oro: criteri, punteggi e giurie internazionali

Una volta definita la lista dei 30 finalisti, entra in gioco il corpo votante, composto da 100 giornalisti per il Pallone d’Oro maschile e 50 per quello femminile, provenienti dai Paesi presenti nella top 100 del ranking FIFA (top 50 per il femminile). Ogni giornalista deve stilare una top 10 personale, assegnando punteggi decrescenti dal primo al decimo posto.

I criteri di valutazione sono tre e seguono un ordine gerarchico preciso: in primis le prestazioni individuali e il carattere decisivo del giocatore, poi i risultati ottenuti con il club o la nazionale, e infine la classe e il fair play. Il sistema di punteggio è strutturato in modo da premiare la costanza e l’eccellenza, con 15 punti al primo classificato, 12 al secondo, 10 al terzo e così via fino a 1 punto per il decimo.

Per il Trofeo Kopa, dedicato ai giovani, il sistema cambia: non votano i giornalisti, ma una giuria composta dagli ex vincitori del Pallone d’Oro maschile, che esprime un podio personale. Lo stesso vale per il settore femminile, dove votano le ex vincitrici e le giocatrici salite sul podio dal 2018.

Anche i Trofei Yachine, Cruyff e quello per il miglior club vengono assegnati con lo stesso corpo votante del Pallone d’Oro, garantendo coerenza e uniformità nel processo. Questo sistema, pur complesso, assicura una selezione trasparente e condivisa, capace di riflettere il reale valore dei protagonisti del calcio mondiale.

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Pallone d’Oro 2025, la lista completa dei 30 finalisti: ci sono tre giocatori di Serie A

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