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Inter, regna l’amarezza.

Di Redazione MCN - il 27 Agosto 2018

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Era l’occasione giusta per far dimenticare immediatamente il tonfo della prima giornata. Davanti al pubblico delle grandi occasioni, 59.135 per l’esattezza, gli uomini di Spalletti entrano in campo con il piglio giusto e sembrano seguire alla lettera il messaggio esposto nella coreografia della Curva Nord: Corri e lotta. Sembra. Dopo i primi 45 minuti giocati alla grande, i nerazzurri si squagliano, spengono la luce, smettono di correre e lottare. E la frittata é fatta: il Toro ci crede e rimonta le due reti di svantaggio, andando vicino ad un clamoroso 2-3.

I motivi sono molteplici. Spalletti parla di una mancanza di reagire alla prima difficoltà. E allora i tifosi interisti ricadono nelle paure del passato che dovevano essere state annientate dopo la vittoria all’ Olimpico e invece eccole di nuovo qui.

Perché Dalbert? Non si poteva inserire prima Lautaro?

Queste due delle tante domande che nel post partita si sono posti i tifosi.

Nel secondo tempo il centrocampo ha sofferto tantissimo la fisicità dei granata e allora al posto dell’infortunato Asamoah, Spalletti avrebbe potuto inserire Gagliardini, semplicemente spostando D’Ambrosio a sinistra e mettendo la difesa a 4,invece di dare in pasto a San Siro il povero terzino Brasiliano.

Inoltre mettere Keita a fare il 10 è sembrato azzardato viste le qualità del Senegalese. Molto più sensato sarebbe stato spostare Keita sulla destra, togliendo un Politano stanco dopo un’ottima prova, e lasciar esprimere il giovane Argentino, voglioso di conquistare il suo nuovo pubblico.

Gli Interisti passeranno una settimana ad interrogarsi su quel che poteva essere e sará compito di Spalletti dare una risposta importante nella prossima partita contro il Bologna.

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