0 Commenta
0

Inter in emergenza: Chivu squalificato e Kolarov a rischio stop. Chi guiderà la squadra a Firenze?

Panchina nerazzurra nel caos dopo il finale rovente contro l’Atalanta: due possibili sostituti pronti in caso di doppia squalifica.

Inter in emergenza: Chivu squalificato e Kolarov a rischio stop. Chi guiderà la squadra a Firenze?

Chivu out per squalifica: Kolarov in pole, ma il Giudice Sportivo può cambiare tutto

La trasferta di Firenze si avvicina e l’Inter dovrà fare i conti con le conseguenze del finale incandescente contro l’Atalanta. Cristian Chivu è ufficialmente squalificato e non potrà sedere in panchina al Franchi, una perdita pesante in un momento delicato della stagione.

Il sostituto naturale sarebbe Aleksandar Kolarov, vice designato e figura di riferimento nello staff tecnico. Tuttavia, la situazione non è così semplice: anche Kolarov rischia una sanzione disciplinare per alcune “espressioni ingiuriose” rivolte alla terna arbitrale dopo il mancato rigore su Frattesi, episodio che ha scatenato la furia nerazzurra.

Secondo quanto riportato, il serbo avrebbe avuto anche un contatto fisico con Djimsiti, dettaglio che potrebbe spingere il Giudice Sportivo a valutare un provvedimento aggiuntivo. La sensazione, però, è che si possa arrivare al massimo a una multa, ma fino alla decisione ufficiale resta tutto in sospeso.

L’Inter spera di avere Kolarov regolarmente in panchina, ma il club si prepara comunque a un piano alternativo in caso di doppia squalifica.

Le alternative: Palombo e Cecchi pronti a subentrare. Ecco chi ha la licenza per guidare l’Inter

Se anche Kolarov dovesse essere fermato, l’Inter avrebbe due opzioni interne per la panchina di Firenze. La prima è Angelo Palombo, responsabile delle palle inattive e in possesso della licenza UEFA Pro, requisito indispensabile per guidare una squadra in Serie A.

Palombo conosce bene il gruppo e ha già un ruolo centrale nella preparazione tattica, motivo per cui sarebbe la scelta più logica in caso di emergenza.

La seconda alternativa è Mario Cecchi, altro specialista dei piazzati e figura molto apprezzata nello staff. Anche lui è abilitato e potrebbe assumere la guida tecnica per una partita che si preannuncia complessa, soprattutto considerando il momento emotivo della squadra.

Nonostante le incertezze, la società resta fiduciosa di poter contare su Kolarov, mentre Chivu attende di tornare in panchina dopo aver scontato la squalifica. La sfida contro la Fiorentina, però, si giocherà anche sul piano della gestione tecnica, con l’Inter chiamata a mantenere lucidità in un contesto già carico di tensione.

Prev Post

Inter-Atalanta, moviola sotto accusa: perché arbitro e VAR hanno lasciato correre sui contatti contestati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inter-Atalanta, moviola sotto accusa: perché arbitro e VAR hanno lasciato correre sui contatti contestati

I casi Sulemana-Dumfries e Scalvini-Frattesi scatenano la rabbia nerazzurra: ecco le motivazioni tecniche dietro le decisioni di Manganiello e della sala VAR

Inter-Atalanta, moviola sotto accusa: perché arbitro e VAR hanno lasciato correre sui contatti contestati

I casi Sulemana-Dumfries e Scalvini-Frattesi scatenano la rabbia nerazzurra: ecco le motivazioni tecniche dietro le decisioni di Manganiello e della sala VAR

Il caso Sulemana-Dumfries: il contatto che ha portato al gol dell’Atalanta

La sfida tra Inter e Atalanta ha acceso un dibattito infuocato attorno alla moviola. Il primo episodio contestato arriva all’81°, quando Sulemana scatta in profondità e Dumfries finisce a terra dopo un contatto. L’olandese perde l’equilibrio, la palla resta giocabile e l’azione porta al pareggio firmato da Krstovic.

L’arbitro Manganiello, posizionato a pochi metri, porta il fischietto alla bocca ma decide di lasciar correre. Il VAR — con Gariglio e Chiffi — effettua un check di oltre tre minuti, senza però richiamare il direttore di gara all’on‑field review.

Secondo l’interpretazione arbitrale, il contatto tra i due giocatori non è sufficiente per configurare un fallo: la mano di Sulemana sulla schiena di Dumfries viene considerata “appoggiata” e non una spinta, mentre il lieve tocco sul piede non viene ritenuto determinante.

Anche l’ex arbitro Marelli, intervenuto a DAZN, ha confermato la scelta: “Il contatto non è falloso, Manganiello fa bene a lasciar giocare”. Una valutazione che ha però alimentato la rabbia dell’Inter, convinta che l’episodio abbia inciso in modo decisivo sull’esito della partita.

Il rigore negato a Frattesi: perché il VAR non è intervenuto sul contatto con Scalvini

Cinque minuti dopo il primo episodio, l’Inter protesta nuovamente. Frattesi cade in area dopo un contatto con Scalvini, che nel tentativo di contendere il pallone colpisce la gamba del centrocampista nerazzurro.

Manganiello lascia proseguire, ritenendo il contatto troppo lieve per assegnare un calcio di rigore. Il VAR valuta l’azione ma non ravvisa un “chiaro ed evidente errore”, condizione necessaria per richiamare l’arbitro al monitor.

Secondo Marelli, si tratta di un episodio “soggettivo”, dove la dinamica non presenta elementi sufficienti per ribaltare la decisione di campo. L’interpretazione, però, non convince l’Inter, che vede nel mancato rigore un’occasione potenzialmente decisiva per ribaltare il risultato.

La somma dei due episodi — un gol subito e un rigore non concesso — ha portato a un clima di forte tensione, culminato nell’espulsione di Chivu e nel silenzio stampa nerazzurro. La società ritiene che le decisioni arbitrali abbiano influito pesantemente sull’esito del match, alimentando un malcontento che proseguirà nei prossimi giorni.

Prev Post

Leao furioso al momento del cambio: Allegri prova ad abbracciarlo ma lui si divincola

Next Post

Inter in emergenza: Chivu squalificato e Kolarov a rischio stop. Chi guiderà la squadra a Firenze?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leao furioso al momento del cambio: Allegri prova ad abbracciarlo ma lui si divincola

Il portoghese non accetta la sostituzione in Lazio-Milan: reazione di rabbia, bottigliette lanciate e gelo con il tecnico

Leao furioso al momento del cambio: Allegri prova ad abbracciarlo ma lui si divincola

Leao furioso al momento del cambio: Allegri prova ad abbracciarlo ma lui si divincola

La scintilla al 66’: Leao rifiuta il cambio e respinge il gesto di Allegri

La tensione è esplosa al minuto 66 di Lazio-Milan, quando Rafael Leao ha reagito con evidente frustrazione alla decisione di Massimiliano Allegri di sostituirlo. Il portoghese ha impiegato diversi secondi prima di lasciare il campo, mentre Maignan provava a calmarlo uscendo addirittura dalla porta per parlargli.

Nel momento in cui Allegri ha tentato un gesto di vicinanza, Leao si è divincolato dicendo “lasciami su”, come riportato da DAZN. Una volta raggiunta la panchina, l’attaccante ha sfogato la sua rabbia scagliando via alcune bottigliette d’acqua, un gesto che ha immediatamente attirato l’attenzione di telecamere e tifosi.

Secondo la ricostruzione, Leao voleva restare in campo per aiutare il Milan a cercare il pareggio, soprattutto dopo l’ingresso di un attaccante centrale che avrebbe potuto liberargli spazi più congeniali. Allegri, però, aveva un’altra lettura del match e ha deciso di richiamarlo in panchina, scelta che ha scatenato la reazione del numero 10 rossonero.

Bottigliette lanciate e nervi tesi: la situazione rientra dopo pochi minuti

Il doppio cambio operato da Allegri — Leao e Pulisic fuori, Fullkrug e Nkunku dentro — ha sorpreso molti, soprattutto per la prestazione opaca del portoghese. La reazione di Leao, però, è stata la parte più inattesa della serata, con il giocatore che ha mostrato un nervosismo insolito per il suo carattere.

Una volta seduto in panchina, Leao ha continuato a manifestare la sua frustrazione, lanciando bottigliette e scuotendo la testa più volte. La scena ha creato un clima pesante attorno alla panchina rossonera, già sotto pressione per il risultato sfavorevole.

Pochi minuti dopo, però, le telecamere lo hanno inquadrato più tranquillo: segno che la rabbia era legata soprattutto alla sensazione di non aver dato il massimo e al desiderio di incidere nel finale. Dall’esterno, la vicenda sembra già rientrata, ma resta un episodio che farà discutere, soprattutto in vista dei prossimi impegni del Milan.

Prev Post

Fabregas attacca Gasperini: gesto antisportivo dopo Como-Roma

Next Post

Inter-Atalanta, moviola sotto accusa: perché arbitro e VAR hanno lasciato correre sui contatti contestati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Fabregas attacca Gasperini: gesto antisportivo dopo Como-Roma

Il tecnico del Como critica il collega per non avergli stretto la mano: “Serve rispetto, siamo un esempio per i giovani”

Fabregas attacca Gasperini: gesto antisportivo dopo Como-Roma

Fabregas attacca Gasperini: gesto antisportivo dopo Como-Roma

Tensione dopo il match: Fabregas deluso dal comportamento di Gasperini

La sfida tra Como e Roma non si è conclusa al triplice fischio. Cesc Fabregas ha espresso forte disappunto per il mancato saluto di Gian Piero Gasperini, un gesto che lo spagnolo ha definito “antisportivo” e contrario ai valori che un allenatore dovrebbe trasmettere.
Secondo Fabregas, il rispetto tra colleghi è fondamentale, indipendentemente dal risultato o dalle tensioni della partita. “Anche quando sono arrabbiato o penso che l’arbitro abbia sbagliato, vado sempre a stringere la mano all’avversario”, ha spiegato, sottolineando come questo rituale rappresenti un principio imprescindibile.

Il tecnico del Como ha raccontato di essersi avvicinato come sempre per il saluto finale, ma di aver visto Gasperini allontanarsi senza voltarsi. “Mi intristisce vedere un collega andare via senza salutare”, ha aggiunto, ricordando che il calcio è osservato da milioni di giovani e che gli allenatori hanno la responsabilità di dare l’esempio.
Fabregas ha poi ammesso di aver commesso errori in passato, ma proprio per questo ritiene essenziale mantenere un comportamento corretto, soprattutto in un momento delicato per la società e per l’ambiente.

Analisi della partita: “Abbiamo reagito da grande squadra”

Dopo aver affrontato il tema del fair play, Fabregas ha analizzato la prestazione del Como. “La qualità e la varietà dei giocatori che ho a disposizione sono fondamentali”, ha dichiarato, evidenziando come la squadra sia stata capace di ribaltare il risultato grazie a una reazione immediata nella ripresa.

Il tecnico ha spiegato che il punteggio del primo tempo non rispecchiava l’andamento della gara: “Non era un risultato meritato”, ha affermato, sottolineando come il rigore della Roma avesse cambiato momentaneamente l’inerzia.
Nella seconda parte di gara, però, il Como ha alzato il ritmo, mostrando carattere e determinazione. “Una partita può cambiare in cinque minuti, e oggi lo abbiamo dimostrato”, ha aggiunto.

Sulla corsa Champions, Fabregas ha mantenuto un profilo prudente: “Siamo quarti, ma non siamo ancora qualificati”, ricordando che il campionato è lungo e che le sfide contro le squadre di Gasperini sono sempre battaglie tattiche di alto livello.
Infine, ha riconosciuto quanto il calcio italiano lo abbia fatto crescere come allenatore, definendo l’esperienza in Serie A un percorso di continua evoluzione.

Prev Post

Juventus, mossa a sorpresa: Spalletti anticipa l’Inter e punta il colpo che Chivu aveva scelto

Next Post

Leao furioso al momento del cambio: Allegri prova ad abbracciarlo ma lui si divincola

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Juventus, mossa a sorpresa: Spalletti anticipa l’Inter e punta il colpo che Chivu aveva scelto

Scambio con la Fiorentina: l’operazione che può cambiare il mercato estivo e ribaltare gli equilibri tra le big.

Juventus, mossa a sorpresa: Spalletti anticipa l’Inter e punta il colpo che Chivu aveva scelto

Juventus, mossa a sorpresa: Spalletti anticipa l’Inter e punta il colpo che Chivu aveva scelto

Inter in tensione dopo il pari con l’Atalanta: la rincorsa scudetto si complica

Il weekend di Serie A ha lasciato un segno profondo in casa nerazzurra. Il pareggio contro l’Atalanta ha generato un’ondata di polemiche, con l’Inter che si è sentita penalizzata da alcune decisioni arbitrali di Manganiello e Gariglio.
L’espulsione di Cristian Chivu, arrivata nel momento più delicato della gara, ha ulteriormente acceso gli animi, diventando il simbolo di una squadra che sta vivendo una fase di forte nervosismo.

La rincorsa al Milan si fa ora più complicata, e il posticipo serale assume un peso enorme: i nerazzurri sperano che il gioco di Sarri possa frenare i rossoneri e mantenere viva una corsa scudetto che sembra sempre più in salita.
In questo clima di tensione, ogni dettaglio diventa fondamentale: dalla gestione emotiva del gruppo alla capacità di reagire immediatamente sul campo.

Proprio mentre l’Inter prova a ritrovare equilibrio, arriva una notizia di mercato che rischia di peggiorare ulteriormente l’umore dell’ambiente: la Juventus si sta muovendo per un giocatore che Chivu aveva indicato come obiettivo prioritario per la prossima stagione.

Juventus in pressing: Spalletti vuole Dodô e prepara lo scambio che taglia fuori l’Inter

Dall’altra parte, la Juventus vive un momento di entusiasmo dopo il successo contro l’Udinese, ma è soprattutto sul mercato che i bianconeri stanno preparando una mossa destinata a far discutere.
Luciano Spalletti ha individuato in Dodô il rinforzo ideale per la fascia destra, un profilo dinamico, tecnico e perfetto per il suo sistema di gioco.

Il direttore sportivo Marco Ottolini sta lavorando a uno scambio che coinvolgerebbe Dodô e Michele Di Gregorio, portiere bianconero in uscita.
La Fiorentina, consapevole che l’estate rappresenta una delle ultime occasioni per monetizzare il cartellino del brasiliano, sarebbe pronta a valutare seriamente la proposta.

Le valutazioni dei due giocatori sono simili, e l’operazione potrebbe chiudersi con un piccolo conguaglio economico a favore dei viola, stimato tra i 2 e i 3 milioni.
Per la Juventus sarebbe un colpo strategico: Dodô garantirebbe qualità, intensità e profondità, caratteristiche fondamentali per il calcio offensivo di Spalletti.

Per l’Inter, invece, sarebbe un duro colpo: Dodô era considerato il profilo perfetto per rinforzare la fascia destra, e la sua eventuale partenza verso Torino rappresenterebbe una doppia beffa, tecnica e psicologica.

Se l’affare dovesse concretizzarsi, la Juventus si assicurerebbe un vantaggio importante nella costruzione della rosa, sottraendo ai rivali un obiettivo chiave e consolidando la propria crescita in vista della prossima stagione.

Prev Post

Espulsione Kalulu, frecciata di Cosmi a Chiellini e la Juve: “Io quello che non era calcio l’ho vissuto”

Next Post

Fabregas attacca Gasperini: gesto antisportivo dopo Como-Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *