Paolo Maldini ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Rai 2 nel corso della trasmissione Dribbling. Il dirigente milanista ha iniziato facendo il punto sul momento del Milan che ha chiuso il 2020 al primo posto in classifica:
“Questo Milan mi rende felice per la maniera di giocare e di essere, per il suo coraggio. Il segreto del cambiamento è stato credere in quello che si fa, abbiamo aspettato i giocatori. Questa squadra doveva ricostruire una base, non riusciva a ripartire. Il discorso fatto all’inizio è stato portato avanti anche nella stagione successiva e ora si vedono i risultati dopo 18 mesi. Non ritenevo questa cosa necessaria per la mia vita, sono rimasto 9 anni fuori dal calcio ma con l’idea di non tornare necessariamente. Al contempo, continuavo a dirmi che se fosse successo me la sarei goduta”.
Cosa significa avere a che fare con i giovani? “Significa dare il tempo necessario per adattarsi. Chi non l’ha provato sulla propria pelle fa fatica a capirlo. Non tutti i club danno lo stesso stress e il Milan è un club che ti toglie tanto; se un giocatore funziona tanto altrove non vuol dire che funzioni anche al Milan”.
Come vivi il rapporto con Daniel Maldini: “Vive ancora a casa con noi, ma a Milanello ci salutiamo in modo normalissimo, come accadeva a me con mio padre. Siamo tranquilli perché il calcio è uno sport democratico, lui è qui perché vale. A lui tante cose danno fastidio, erano le stesse cose che davano fastidio a me quando mi parlava mio padre. Alla fine le persone che ti sono vicine quando ti dicono le cose sono quelle che ti fanno più male”.
Da 65 anni un Maldini nel Milan: E’ un qualcosa di speciale, oltre che una lunga appartenenza io e mio papà abbiamo avuto la fortuna di conquistare tanti successi. Auguro a Daniel successi simili”.
Hai creduto molto in Pioli: “Pioli ha tante caratteristiche di grande allenatore, c’è un rapporto molto aperto e ci diciamo tutto”.
Quel gol dopo sei secondi di Leao? “E’ una cosa praticamente irripetibile ma se non la provi non succederà mai. Lavorare, lavorare forte quando si entra nel cancello di Milanello è un piccolo segreto da portarsi sempre dietro”.
Un aneddoto sul rapporto con Sacchi? “Ancora adesso mi ricordo gli incubi tornando a casa per il lavoro fisico e lui a distanza di 30 anni mi ha mandato un messaggio scusandosi. Ma non era una cosa negativa, anzi, se sono diventato un perfezionista è anche grazie a lui”.
Come sta Ibrahimovic? “Ibrahimovic affronta tutto di petto ed era arrabbiato perché vicino al rientro. Ma i problemi fisici in era Covid riguardano tutti i giocatori, anche perché giochiamo ogni 3 giorni”.
Che calciomercato sarà? “Sarà un calciomercato creativo, alla ricerca di qualche opportunità. Questa squadra ha dimostrato di poter essere competitiva”.
Aspettative per il 2021? “Un ritorno alla normalità. A questa squadra, invece, auspico di non smettere di sognare. Io sono molto pratico e realista ma i sogni a volte ti permettono di arrivare dove non pensavi di arrivare”.
Arriverà un vice Ibrahimovic? “Abbiamo Ibrahimovic e tante alternative, Rebic, Leao, Colombo e ha giocato anche Daniel. Abbiamo giovani nei quali crediamo, li abbiamo fatti giocare e siamo primi in classifica”.
Fonte: TMW
Foto: SportLive Profilo Twitter
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