0 Commenta
0

Inter, Chivu spiega perché ha escluso Frattesi e Calhanoglu dal Mondiale per Club

Inter, Chivu spiega perché ha escluso Frattesi e Calhanoglu dal Mondiale per Club

L’Inter ha deciso di rimandare in Italia Hakan Calhanoglu e Davide Frattesi alla vigilia dell’ottavo di finale contro il Fluminense, scelta che ha sollevato domande tra tifosi e stampa. Cristian Chivu, allenatore nerazzurro, ha chiarito le motivazioni in conferenza stampa, spiegando che si è trattato di una decisione preventiva, “per evitare rumore attorno alla squadra”. Calhanoglu è stato fermato da un problema al soleo, mentre Frattesi ha lasciato gli USA per eseguire esami più approfonditi a Milano legati a un infortunio che si trascina da Barcellona.

Chivu ha inoltre sottolineato come la rosa sia stata integrata “con qualche giovane” proprio in vista di eventuali imprevisti. Una gestione attenta anche dal punto di vista comunicativo: “Abbiamo deciso di mandarli in vacanza per preservare la serenità del gruppo,” ha detto il tecnico. Il timore era quello di alimentare voci di mercato e polemiche, specie attorno al futuro di Calhanoglu, sempre più accostato al Galatasaray. Il turco, intanto, ne ha approfittato per partecipare a un matrimonio a Istanbul, alimentando ulteriori indiscrezioni.

Inter-Fluminense a rischio rinvio, Chivu: “Decisione entro mezzogiorno”

La sfida contro il Fluminense al Mondiale per Club potrebbe slittare a causa dell’allerta fulmini prevista a Charlotte, dove si disputerà il match. L’allenatore rumeno ha dichiarato che una decisione dovrà arrivare entro le 12 ora locale, per non compromettere la preparazione atletica della squadra. “Rimanere due ore chiusi dentro lo stadio non è l’ideale,” ha spiegato, facendo riferimento al regolamento FIFA che impone l’interruzione automatica alla prima scarica elettrica entro un raggio di 13 km.

Le condizioni meteo potrebbero quindi stravolgere i piani nerazzurri, che stanno lavorando per farsi trovare pronti al massimo della condizione fisica e mentale. Dopo i casi simili già registrati in questa edizione del torneo, come quello tra Benfica e Chelsea, la prudenza resta alta. La squadra ha cambiato sede rispetto alla costa ovest, dove le temperature erano più fresche, e sta cercando ora di adattarsi velocemente.

Chivu ha ribadito che l’obiettivo è onorare la maglia dell’Inter e rappresentare al meglio il club a livello internazionale. Tuttavia, le incognite legate a meteo e infermeria obbligano lo staff a prendere decisioni rapide e coordinate per restare competitivi. Tutti i riflettori sono puntati sulle prossime ore, che potrebbero decidere il destino del match e della corsa nerazzurra nel torneo.

Prev Post

Rivoluzione AIA, Rocchi lascia il ruolo delle designazioni arbitrali: scelto il sostituto

Next Post

Mondiale per Club, la classifica dei fatturati squadra per squadra: i dati di Inter e Juventus

Rivoluzione AIA, Rocchi lascia il ruolo delle designazioni arbitrali: scelto il sostituto

Rivoluzione AIA, Rocchi lascia il ruolo delle designazioni arbitrali: scelto il sostituto

Daniele Orsato è sempre più vicino alla guida delle designazioni arbitrali della Serie A, in un piano progressivo che lo vedrà inizialmente operare come designatore per la Serie C. Dopo mesi di riflessioni e offerte rifiutate, l’ex arbitro internazionale avrebbe finalmente accettato la proposta del presidente AIA Antonio Zappi, in una svolta che segna una tappa decisiva nella riorganizzazione dell’associazione arbitrale italiana.

Orsato, già impegnato nello scouting di giovani talenti, è pronto a un ruolo dirigenziale più operativo, con l’obiettivo dichiarato di subentrare a Gianluca Rocchi alla fine del suo mandato, previsto per il 2026. Secondo le indiscrezioni, l’intesa prevede che Maurizio Ciampi – attuale responsabile della Lega Pro – venga ricollocato tra i vice designatori della CAN A e B, facilitando così l’inserimento graduale di Orsato in una posizione centrale.

La scelta è guidata dalla volontà del nuovo presidente AIA di circondarsi di figure fidate e carismatiche, capaci di imprimere un cambio di passo alla governance arbitrale. Orsato, noto per il suo temperamento deciso e il forte senso di autorevolezza in campo, dovrà ora dimostrare di saper trasmettere lo stesso impatto anche in ambito tecnico e gestionale.

Nuovo ciclo in vista: cambia lo staff, Rocchi verso il passo indietro

Con l’arrivo di Orsato, lo staff dei designatori subirà un importante rinnovamento, con nomi noti pronti ad affiancarlo: Gava, Borriello, Carbone e Giallatini sono tra i profili in lizza per comporre la sua futura squadra. Alcuni, come Carbone e Giallatini, vantano una lunga collaborazione in campo con l’ex arbitro veneto, fattore che favorirebbe coesione e continuità tecnica.

Gianluca Rocchi, attuale designatore per la Serie A e B, ha manifestato disponibilità a farsi da parte se richiesto, pur volendo confermare collaboratori stimati come Nicola Pinzani, apprezzato dai club e corteggiato da alcune società di Serie A. Tuttavia, la linea di Zappi punta a un controllo più diretto sulle nomine, in modo da modellare l’AIA su criteri nuovi e manageriali.

Anche sul fronte organizzativo si procede spediti: fissate le date dei raduni estivi delle commissioni arbitrali, con la CAN C che aprirà il calendario dal 30 luglio al 5 agosto, seguita da Serie A-B, Dilettanti e Calcio a 5. In questo scenario, Orsato potrebbe debuttare in un ruolo chiave già entro poche settimane, dando ufficialmente il via alla transizione. La sua personalità forte sarà una risorsa cruciale, ma anche una sfida da calibrare nel contesto dirigenziale.

Prev Post

Ex Inter arrestato: il motivo e di chi si tratta

Next Post

Inter, Chivu spiega perché ha escluso Frattesi e Calhanoglu dal Mondiale per Club

Ex Inter arrestato: il motivo e di chi si tratta

Ex Inter arrestato: il motivo e di chi si tratta

Paul Ince è stato arrestato nel Cheshire dopo un incidente con la sua Range Rover, avvenuto nei pressi dell’Heswall Golf Club, dove l’ex calciatore aveva condiviso foto poco prima. Secondo quanto comunicato dalla polizia locale, il veicolo ha colpito uno spartitraffico centrale, facendo scattare l’intervento degli agenti intorno alle 17:00. L’ex capitano della Nazionale inglese è stato identificato e trattenuto con l’accusa di guida in stato d’ebbrezza, per poi essere rilasciato su cauzione con obbligo di comparizione davanti ai giudici venerdì a Chester.

La notizia ha generato forte risonanza nel mondo del calcio, dove Ince è ancora una figura di grande rilievo. Con 53 presenze in Nazionale e trascorsi con club di prestigio come Manchester United, Liverpool e Inter, Ince rappresenta uno dei volti iconici del calcio degli anni ’90. Durante la sua permanenza all’Inter (1995-1997), inizialmente deludente, riuscì a ritagliarsi un ruolo chiave grazie alla guida del connazionale Roy Hodgson, pur non venendo poi confermato dal club nerazzurro.

Oggi Ince, 57 anni, non ricopre incarichi tecnici dopo l’ultima esperienza sulla panchina del Reading nel 2023, e la sua carriera da allenatore include anche passaggi a Macclesfield, MK Dons, Blackburn Rovers, Notts County e Blackpool. L’episodio ha riacceso i riflettori su di lui in un momento in cui era lontano dalla scena mediatica. Il caso sarà ora valutato in sede giudiziaria, ma intanto solleva interrogativi sulla gestione dell’immagine da parte di ex atleti di spicco, spesso ancora al centro dell’attenzione pubblica.

La carriera e il declino di un ex protagonista del calcio internazionale

Paul Ince ha avuto un impatto significativo nel calcio europeo, diventando uno dei centrocampisti più completi e grintosi della sua generazione. Il suo periodo d’oro al Manchester United tra il 1989 e il 1995 gli ha permesso di conquistare due Premier League, due FA Cup e una Coppa di Lega, oltre alla celebre Coppa delle Coppe. Dopo il passaggio all’Inter, tornò in patria per vestire la maglia del Liverpool, proseguendo poi la carriera con Middlesbrough e Wolves.

Il passaggio da calciatore ad allenatore non ha replicato lo stesso successo. Il suo percorso in panchina è stato caratterizzato da brevi esperienze e risultati alterni, senza mai raggiungere stabilità o traguardi significativi nei club allenati. L’episodio dell’arresto arriva in un momento in cui sembrava essersi allontanato dal panorama calcistico attivo, gettando nuove ombre sul futuro professionale e personale dell’ex centrocampista.

La vicenda ha suscitato discussioni anche sui social, dove molti fan si sono divisi tra chi lo sostiene e chi lo critica per il comportamento poco responsabile. Alcuni utenti hanno sottolineato l’importanza di dare l’esempio, soprattutto per chi ha ricoperto ruoli da leader in Nazionale e nei top club. Resta ora da attendere l’esito della comparizione a Chester per capire quali saranno le conseguenze, anche in termini d’immagine e reputazione.

Prev Post

Messi sconsolato e nervoso ad ogni gol del PSG all’Inter Miami: il dato della superiorità dei francesi

Next Post

Rivoluzione AIA, Rocchi lascia il ruolo delle designazioni arbitrali: scelto il sostituto

Messi sconsolato e nervoso ad ogni gol del PSG all’Inter Miami: il dato della superiorità dei francesi

Messi sconsolato e nervoso ad ogni gol del PSG all’Inter Miami: il dato della superiorità dei francesi

Il Paris Saint-Germain ha dominato l’Inter Miami con un primo tempo da record, eliminando la squadra statunitense dal Mondiale per Club e lasciando Leo Messi a bocca asciutta. La formazione di Luis Enrique ha impresso un ritmo insostenibile sin dal fischio d’inizio, chiudendo la pratica con quattro reti nei primi 45 minuti, frutto di una prestazione superiore sotto ogni aspetto tecnico e fisico. Messi, visibilmente frustrato a ogni gol subito, è stato inquadrato più volte dalla regia FIFA, soprattutto in occasione del quarto gol di Hakimi, quando la regia ha scelto di mostrare in primo piano la sua espressione delusa, sottolineando la resa dell’ex campione del Barcellona.

Il dato più emblematico è stato fornito dalle statistiche: nel primo tempo, il PSG ha segnato più gol (4) di quanti passaggi offensivi sia riuscita a completare l’Inter Miami nel terzo campo avversario (3). Questo squilibrio ha evidenziato la totale superiorità dei campioni d’Europa in carica, che hanno spazzato via ogni resistenza della squadra allenata da Mascherano. In campo, il contributo di Joao Neves (autore di una doppietta), l’autorete di Avilés e la zampata finale di Hakimi hanno permesso ai francesi di archiviare l’incontro già all’intervallo.

Un secondo tempo di controllo, ma Messi resta l’unico a provarci

Nella ripresa, con il risultato in cassaforte, il PSG ha abbassato l’intensità, limitandosi a gestire il possesso palla senza rischi. Luis Enrique ha scelto di preservare energie in vista del prossimo impegno, rinunciando a nuove accelerazioni. Nonostante il crollo generale dell’Inter Miami, Lionel Messi è emerso come il migliore tra i suoi, cercando di creare occasioni e coinvolgere i compagni, seppur invano. Le sue giocate hanno dato un barlume di dignità alla squadra, ma non sono bastate contro un avversario tanto dominante.

La partita disputata al Mercedes-Benz Stadium ha confermato la distanza tra club europei d’élite e franchigie della MLS. La prestazione difensiva della squadra americana è stata insufficiente, incapace di reagire all’ondata offensiva parigina, mentre in attacco è mancata lucidità e precisione. I dati raccolti confermano che, al netto del divario tecnico, l’Inter Miami ha subito una vera lezione di calcio moderno e intensità.

Il PSG, invece, ha offerto una dimostrazione di forza impressionante, un messaggio chiaro alle rivali nel torneo. Ora il club francese si prepara ai quarti di finale con ritrovata fiducia, mentre Messi e compagni escono ridimensionati e con molte riflessioni da fare.

Prev Post

Vlahovic sta bloccando il mercato della Juventus: può finire fuori rosa, la situazione con la società

Next Post

Ex Inter arrestato: il motivo e di chi si tratta

Vlahovic sta bloccando il mercato della Juventus: può finire fuori rosa, la situazione con la società

Vlahovic sta bloccando il mercato della Juventus: può finire fuori rosa, la situazione con la società

Il futuro di Dusan Vlahovic alla Juventus è ormai appeso a un filo, e la sua situazione rischia di paralizzare l’intero mercato in entrata del club bianconero. L’attaccante serbo, pagato oltre 80 milioni nel 2022, ha ancora un anno di contratto e guadagnerà 12 milioni nella stagione 2025/26, un peso insostenibile per le casse juventine senza una strategia chiara. Il club ha cercato di cederlo in questa finestra estiva, ma nessuna offerta ritenuta accettabile è finora arrivata, eccezion fatta per quella del Fenerbahçe, rifiutata dal giocatore.

Vlahovic ha declinato anche l’ipotesi di un rinnovo con ingaggio spalmato, irrigidendo i rapporti con la dirigenza. In mancanza di una svolta, la Juventus potrebbe decidere di escluderlo dalla rosa, come già successo con Chiesa nella scorsa estate. Intanto, la mancata uscita del serbo congela l’arrivo di nuovi attaccanti, bloccando le trattative per Jonathan David e Kolo Muani, entrambi obiettivi concreti per il reparto offensivo della prossima stagione.

Il paradosso è che un singolo giocatore rischia di compromettere un intero piano tecnico ed economico. La Juventus, infatti, ha bisogno di liberare spazio salariale e incassare per finanziare le operazioni in entrata. Se Vlahovic continuerà a opporsi, il club dovrà fare scelte drastiche, con conseguenze potenzialmente gravi sulla competitività futura. La situazione è tesa, e l’immobilismo mette pressione a entrambe le parti.

Juve pronta a ripartire con David, Kolo Muani e Conceiçao: serve spazio a bilancio

Con un addio di Vlahovic, la Juventus sbloccherebbe circa 12 milioni a bilancio, risorse fondamentali per investire su nuovi innesti offensivi. Jonathan David è considerato la priorità, ma anche Randal Kolo Muani è nei radar bianconeri. Col PSG sono in corso contatti per un possibile prestito del francese fino al 2026, mentre per Chico Conceiçao si punta a rivedere al ribasso la valutazione di 30 milioni fissata dal Porto.

Il club sta esplorando tutte le soluzioni per garantire un attacco competitivo, ma senza l’uscita di Vlahovic le trattative restano in stand-by. Il mercato dipende direttamente da quella che si è trasformata in una vicenda spigolosa e mediatica, con l’entourage del serbo che non mostra segnali di apertura né sul fronte cessioni né su quello del rinnovo. Ogni giorno di stallo pesa sulle strategie estive.

Dal primo luglio, indipendentemente dagli sviluppi legati al Mondiale per Club, la Juventus dovrà prendere una direzione chiara, valutando se insistere con Vlahovic o rimuoverlo dal progetto tecnico. Nel frattempo, l’area sportiva è pronta a muoversi con rapidità per non compromettere la pianificazione stagionale. Il rebus Vlahovic si intreccia dunque con le ambizioni di rilancio del club, sempre più legate a scelte strategiche tempestive.

Prev Post

Roma, operazione plusvalenze last minute: tre giovani verso Sassuolo e Torino

Next Post

Messi sconsolato e nervoso ad ogni gol del PSG all’Inter Miami: il dato della superiorità dei francesi