Il caso Sulemana-Dumfries: il contatto che ha portato al gol dell’Atalanta
La sfida tra Inter e Atalanta ha acceso un dibattito infuocato attorno alla moviola. Il primo episodio contestato arriva all’81°, quando Sulemana scatta in profondità e Dumfries finisce a terra dopo un contatto. L’olandese perde l’equilibrio, la palla resta giocabile e l’azione porta al pareggio firmato da Krstovic.
L’arbitro Manganiello, posizionato a pochi metri, porta il fischietto alla bocca ma decide di lasciar correre. Il VAR — con Gariglio e Chiffi — effettua un check di oltre tre minuti, senza però richiamare il direttore di gara all’on‑field review.
Secondo l’interpretazione arbitrale, il contatto tra i due giocatori non è sufficiente per configurare un fallo: la mano di Sulemana sulla schiena di Dumfries viene considerata “appoggiata” e non una spinta, mentre il lieve tocco sul piede non viene ritenuto determinante.
Anche l’ex arbitro Marelli, intervenuto a DAZN, ha confermato la scelta: “Il contatto non è falloso, Manganiello fa bene a lasciar giocare”. Una valutazione che ha però alimentato la rabbia dell’Inter, convinta che l’episodio abbia inciso in modo decisivo sull’esito della partita.
Il rigore negato a Frattesi: perché il VAR non è intervenuto sul contatto con Scalvini
Cinque minuti dopo il primo episodio, l’Inter protesta nuovamente. Frattesi cade in area dopo un contatto con Scalvini, che nel tentativo di contendere il pallone colpisce la gamba del centrocampista nerazzurro.
Manganiello lascia proseguire, ritenendo il contatto troppo lieve per assegnare un calcio di rigore. Il VAR valuta l’azione ma non ravvisa un “chiaro ed evidente errore”, condizione necessaria per richiamare l’arbitro al monitor.
Secondo Marelli, si tratta di un episodio “soggettivo”, dove la dinamica non presenta elementi sufficienti per ribaltare la decisione di campo. L’interpretazione, però, non convince l’Inter, che vede nel mancato rigore un’occasione potenzialmente decisiva per ribaltare il risultato.
La somma dei due episodi — un gol subito e un rigore non concesso — ha portato a un clima di forte tensione, culminato nell’espulsione di Chivu e nel silenzio stampa nerazzurro. La società ritiene che le decisioni arbitrali abbiano influito pesantemente sull’esito del match, alimentando un malcontento che proseguirà nei prossimi giorni.