Un pagamento extra di 100 milioni di dollari promesso da BeIN Sports alla FIFA potrebbe aver influenzato l’assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar, secondo quanto emerso dall’inchiesta condotta dai magistrati francesi Serge Tournaire e Virginie Tilmont. Il contratto, firmato l’11 novembre 2010 da Nasser Al-Khelaifi, prevedeva che in caso di vittoria del Qatar, la FIFA avrebbe ricevuto un contributo non rimborsabile per i costi di produzione.
Il primo acconto di 6 milioni di dollari è stato versato il 30 dicembre 2010, pochi giorni dopo il voto del comitato esecutivo FIFA. I giudici stanno esaminando la correlazione tra questo pagamento e il cambio di posizione di Michel Platini, allora presidente UEFA, che inizialmente era contrario al Qatar ma poi votò a favore.
L’inchiesta punta a chiarire se Platini fosse a conoscenza del bonus prima del voto, come suggerito da Jérôme Valcke, ex segretario generale FIFA, che ha dichiarato che i membri del comitato erano “naturalmente” informati. Anche Sepp Blatter, Ricardo Teixeira, Jack Warner e Julio Grondona sarebbero stati al corrente, secondo fonti vicine al dossier.
I giudici francesi hanno analizzato tutti i contratti televisivi dell’epoca, e nessuno, tranne quello con Al-Jazira (poi BeIN), conteneva una clausola simile. Questo rende il caso ancora più sospetto e solleva dubbi sulla trasparenza dell’assegnazione del torneo.
Michel Platini e il voto decisivo: il ruolo della UEFA sotto la lente della giustizia francese
Il voto di Michel Platini è considerato cruciale per l’assegnazione dei Mondiali al Qatar, e i giudici francesi stanno cercando di capire se sia stato influenzato dal bonus previsto nel contratto con BeIN Sports. Secondo l’inchiesta, la certezza del suo voto favorevole era parte integrante della strategia del Qatar, che puntava a convincere anche altri membri UEFA.
Nel febbraio 2011, la FIFA ha versato 2 milioni di franchi svizzeri a Platini, su ordine di Sepp Blatter, un pagamento che i magistrati stanno esaminando per verificarne la natura. Platini ha sempre negato di conoscere il bonus, ma le testimonianze raccolte indicano che diversi membri del comitato esecutivo ne erano consapevoli.
Il contratto con Al-Jazira è stato firmato da Blatter e Valcke quattro giorni dopo l’approvazione legale interna, e rappresenta un’anomalia rispetto agli accordi con altri broadcaster internazionali. Nessun altro contratto prevedeva un bonus legato all’esito del voto, né per i Mondiali 2018 né per quelli del 2022.
A fine 2010, i membri del comitato FIFA ricevettero anche un bonus di 200.000 dollari, ufficialmente per il successo del Mondiale in Sudafrica. Tuttavia, le coincidenze temporali e le somme in gioco alimentano i sospetti di corruzione, anche se Valcke ha negato ogni intento illecito, dichiarando: “Il Qatar ha tanti soldi, approfittiamone”.
L’inchiesta francese potrebbe riscrivere la storia dell’assegnazione dei Mondiali, mettendo in discussione la legittimità del voto e il ruolo di figure chiave come Platini e Blatter. Il caso resta aperto, con nuovi documenti e testimonianze attesi nei prossimi mesi.