0 Commenta
0

Il PSG non sbaglierà più di proposito il calcio d’inizio: Luis Enrique spiega la motivazione

Il PSG non sbaglierà più di proposito il calcio d’inizio: Luis Enrique spiega la motivazione

Luis Enrique ha annunciato che il Paris Saint-Germain non utilizzerà più la tattica del calcio d’inizio sbagliato di proposito, una mossa che aveva sorpreso molti durante la finale di Champions League contro l’Inter. Il pallone calciato direttamente in fallo laterale nei primi secondi non era un errore, ma una strategia studiata per disorientare l’avversario. Tuttavia, l’allenatore spagnolo ha deciso di abbandonare questa scelta tattica perché ormai diventata prevedibile, soprattutto dopo che l’Atlético Madrid è riuscito a neutralizzarla al Mondiale per Club.

“Le squadre si adattano a te. Non c’è niente di magico nel calcio. O smetti di essere prevedibile, o sei morto,” ha dichiarato Luis Enrique in conferenza stampa, spiegando la necessità di rinnovare costantemente il proprio approccio. Il tecnico ha anche ammesso che l’idea non era originale: “Abbiamo copiato il Lione. Non vi dirò perché lo facevamo, ma cambieremo.” Una confessione che ha sorpreso i media, rivelando come anche le innovazioni più curiose possano nascere da ispirazioni altrui.

Il PSG cerca nuove soluzioni: imprevedibilità e adattamento al centro del progetto tecnico

Il calcio d’inizio “sbagliato” era diventato un tratto distintivo del PSG di Luis Enrique, ma ora il club parigino punta a rinnovarsi per restare competitivo ai massimi livelli. La decisione di cambiare strategia arriva in un momento cruciale della stagione, con la semifinale del Mondiale per Club contro il Bayern Monaco alle porte. Luis Enrique vuole sorprendere gli avversari con nuove soluzioni tattiche, evitando che il PSG venga incasellato in schemi troppo leggibili.

L’allenatore spagnolo ha sempre fatto dell’innovazione e dell’adattamento i pilastri del suo calcio, e questa scelta conferma la sua volontà di restare al passo con i tempi. Dopo il triplete conquistato nella stagione precedente, il PSG punta a consolidare la propria identità con un gioco moderno e dinamico, capace di evolversi in base alle esigenze del momento.

Il cambio di rotta sul calcio d’inizio è solo il primo passo di una trasformazione più ampia, che coinvolge l’intera filosofia di gioco. Luis Enrique ha ribadito che il successo non si costruisce su formule fisse, ma sulla capacità di reinventarsi. Un messaggio chiaro per i suoi giocatori e per gli avversari: il PSG non sarà mai prevedibile.

Prev Post

Cristiano Ronaldo assente ai funerali di Diogo Jota: la motivazione è da non credere

Next Post

[VIDEO] Le urla in diretta di Davies mentre vede l’infortunio shock di Musiala in PSG-Bayern

Cristiano Ronaldo assente ai funerali di Diogo Jota: la motivazione è da non credere

Cristiano Ronaldo assente ai funerali di Diogo Jota: la motivazione è da non credere

L’assenza di Cristiano Ronaldo ai funerali di Diogo Jota e del fratello André Silva ha sollevato un’ondata di critiche e interrogativi, soprattutto perché il fuoriclasse portoghese è il capitano della Nazionale e aveva espresso pubblicamente il suo dolore per la tragedia. A Gondomar, città natale dei due fratelli, erano presenti tutti i compagni di squadra, compresi Ruben Neves e Joao Cancelo, che hanno fatto ritorno dagli Stati Uniti per portare la bara. L’unico grande assente è stato proprio CR7, la cui mancata partecipazione ha fatto discutere tifosi e media.

Secondo quanto riportato da fonti spagnole, Ronaldo si trovava in vacanza a Maiorca con la famiglia a bordo del suo yacht Azimut Grande, e avrebbe avuto impegni commerciali già fissati, tra cui l’inaugurazione di un museo a lui dedicato a Hong Kong il 7 luglio. Tuttavia, nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dal diretto interessato, alimentando ulteriormente il malcontento. La sua assenza è stata definita “inspiegabile” da molti, considerando il ruolo simbolico che ricopre nel calcio portoghese.

La spiegazione ufficiosa: evitare di oscurare il lutto con la propria presenza

Secondo quanto riportato dal Mirror, Cristiano Ronaldo avrebbe scelto consapevolmente di non partecipare al funerale per non attirare l’attenzione mediatica su di sé, temendo che la sua presenza potesse distogliere l’attenzione dal dolore della famiglia Jota. Una decisione presa, pare, per rispetto e discrezione, anche se non comunicata pubblicamente. CR7 avrebbe espresso le sue condoglianze in forma privata, spiegando le ragioni della sua assenza direttamente ai familiari.

Il gesto, però, non è stato compreso da tutti, e ha generato un acceso dibattito in patria. Luís Vilar, noto commentatore della CNN Portogallo, ha dichiarato: “Essere capitano significa dare l’esempio. In momenti difficili, bisogna esserci, senza esitazioni”. Le parole hanno trovato eco tra i tifosi, che si aspettavano un segnale forte da parte del loro leader.

Anche la sorella di Ronaldo è intervenuta sui social per difendere il fratello, ricordando che in passato, ai funerali del padre, molti lo avevano criticato ingiustamente. La vicenda ha messo in luce quanto sia delicato il ruolo pubblico di una figura come Cristiano Ronaldo, divisa tra responsabilità mediatica e scelte personali.

Prev Post

Vlahovic al Milan, ha avuto altri contatti con Allegri: vestirà rossonero ad una sola condizione

Next Post

Il PSG non sbaglierà più di proposito il calcio d’inizio: Luis Enrique spiega la motivazione

Vlahovic al Milan, ha avuto altri contatti con Allegri: vestirà rossonero ad una sola condizione

Vlahovic al Milan, ha avuto altri contatti con Allegri: vestirà rossonero ad una sola condizione

Dusan Vlahovic potrebbe sorprendere tutti e approdare al Milan, ma solo a una condizione: la spalmatura del suo ingaggio da 12 milioni di euro a stagione. L’attaccante serbo, ormai fuori dal progetto tecnico della Juventus, ha avuto nuovi contatti con Massimiliano Allegri, alimentando le voci su un possibile trasferimento in rossonero. Il Milan valuta seriamente l’operazione, ma solo se il giocatore accetterà di ridurre l’impatto economico del suo contratto, dilazionando l’ingaggio su più stagioni.

La Juventus, attraverso il direttore generale Comolli, ha già comunicato a Vlahovic di non rientrare nei piani futuri, e anche Igor Tudor, dopo avergli dato fiducia, ha preferito puntare su Kolo Muani. La cessione del serbo è diventata una priorità per i bianconeri, che vogliono liberare spazio salariale e reinvestire su un attaccante più funzionale al progetto, come Osimhen o lo stesso Kolo Muani, se il PSG dovesse aprire a uno sconto.

Milan interessato ma cauto: Vlahovic solo con ingaggio rivisto, Lucca l’alternativa

Il Milan ha aperto un canale di dialogo con l’entourage di Vlahovic, ma resta prudente. L’idea è quella di valutare un’operazione in prestito con diritto o obbligo di riscatto, oppure a titolo gratuito con pagamento dell’ingaggio da parte del club rossonero. Tuttavia, la condizione imprescindibile è che il giocatore accetti una spalmatura dell’ingaggio, rendendo l’operazione sostenibile per le casse milaniste.

Nel frattempo, il Milan si tutela sondando alternative come Lorenzo Lucca dell’Udinese, che sembra vicino al Napoli ma resta un’opzione concreta. La dirigenza rossonera non vuole farsi trovare impreparata e valuta ogni scenario, anche in attesa dell’incontro tra Vlahovic e Comolli previsto per la prossima settimana, che potrebbe chiarire definitivamente il futuro del serbo.

Il Milan rappresenta per Vlahovic una chance per restare in Italia e rilanciarsi in un club ambizioso, ma la palla è ora nelle mani del giocatore e del suo entourage. Se accetterà di rivedere le sue pretese economiche, l’ipotesi rossonera potrebbe trasformarsi in realtà già entro la fine del mercato estivo.

Prev Post

Calciomercato Inter, spunta uno scambio con il Genoa: trattativa avanzata con Marotta

Next Post

Cristiano Ronaldo assente ai funerali di Diogo Jota: la motivazione è da non credere

Calciomercato Inter, spunta uno scambio con il Genoa: trattativa avanzata con Marotta

Calciomercato Inter, spunta uno scambio con il Genoa: trattativa avanzata con Marotta

Foto: sito ufficiale Inter

L’Inter è pronta a rivoluzionare la propria rosa e valuta uno scambio con il Genoa che coinvolgerebbe Koni De Winter e Valentin Carboni, due profili giovani e promettenti che potrebbero trovare nuova linfa in contesti diversi. Dopo l’addio di Inzaghi, l’eliminazione dal Mondiale per Club e le tensioni interne tra Lautaro, Calhanoglu e la dirigenza, il club nerazzurro è entrato in una fase di profondo restyling, con Cristian Chivu chiamato a guidare una squadra rinnovata.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’Inter è alla ricerca di un difensore giovane ma già pronto, e De Winter rappresenta il profilo ideale: titolare nelle ultime due stagioni con il Genoa, ha mostrato solidità e margini di crescita. Dall’altra parte, il club rossoblù ha bisogno di fantasia e qualità in attacco, e Valentin Carboni, rientrato da un lungo infortunio, potrebbe essere il rinforzo giusto per la squadra di Alberto Gilardino.

Le condizioni dello scambio: prestito per Carboni, De Winter subito a disposizione di Chivu

L’Inter non intende perdere il controllo su Carboni, considerato uno dei talenti più puri del vivaio nerazzurro. Per questo motivo, l’eventuale trasferimento al Genoa avverrebbe in prestito secco o con diritto di riscatto e contro-opzione a favore dell’Inter, una formula che garantirebbe al club milanese la possibilità di riportarlo a casa in futuro. L’operazione è vista come un’opportunità per dare continuità al giovane argentino, che a Genova avrebbe più spazio e meno pressioni.

De Winter, invece, arriverebbe subito a Milano per rinforzare la difesa, soprattutto in vista della possibile partenza di Bisseck. Il belga è considerato un elemento affidabile, già abituato alla Serie A e con caratteristiche ideali per il gioco di Chivu. L’Inter ha sondato anche Frendrup e Leoni del Parma, ma i costi elevati hanno spinto la dirigenza a virare con decisione su De Winter.

Lo scambio tra Inter e Genoa rappresenta un’operazione intelligente per entrambe le società, che puntano a valorizzare i propri asset tecnici senza esborsi eccessivi. La trattativa è in fase avanzata e potrebbe chiudersi nei prossimi giorni, con la benedizione di due club che hanno già condiviso numerosi affari lungo l’asse Milano-Genova.

Prev Post

L’UE mette la Piracy Shield sotto esame: richieste delle modifiche sul sistema anti pirateria

Next Post

Vlahovic al Milan, ha avuto altri contatti con Allegri: vestirà rossonero ad una sola condizione

L’UE mette la Piracy Shield sotto esame: richieste delle modifiche sul sistema anti pirateria

L’UE mette la Piracy Shield sotto esame: richieste delle modifiche sul sistema anti pirateria

Ieri è stato approvato il decreto legge sulla pirateria online, ma è una stronz*ta pazzesca: ecco come aggirarlo.

La Commissione Europea ha chiesto ufficialmente all’Italia di modificare il sistema Piracy Shield, ritenendo che alcune sue disposizioni violino il Digital Services Act (DSA). In una lettera inviata al Ministro degli Esteri Antonio Tajani, Bruxelles ha riconosciuto gli sforzi italiani nella lotta alla pirateria online, ma ha espresso forti perplessità su alcuni aspetti del provvedimento. In particolare, gli articoli 8, 8-bis, 9-bis e 10 del testo normativo sono stati giudicati non conformi ai requisiti procedurali previsti dal DSA, sia dal punto di vista linguistico che giuridico.

Il sistema Piracy Shield, introdotto nel 2023 e gestito da AGCOM, consente il blocco di un sito entro 30 minuti dalla segnalazione, con la possibilità per il soggetto colpito di presentare reclamo entro cinque giorni. Tuttavia, la Commissione ritiene che questo meccanismo non garantisca sufficienti tutele contro blocchi errati o sproporzionati, mettendo a rischio diritti fondamentali come la libertà di espressione e l’accesso all’informazione.

Le richieste di Bruxelles: più garanzie e responsabilità condivisa nella lotta alla pirateria

Tra le modifiche richieste, la Commissione UE propone l’obbligo di allegare una relazione tecnica dettagliata per ogni ordine di blocco, al fine di giustificare l’intervento e garantire trasparenza. Inoltre, i “flagger” — ovvero i soggetti che segnalano le violazioni — dovranno agire con maggiore rigore nella raccolta delle prove, consultando preventivamente AGCOM in caso di dubbi. Queste misure mirano a evitare abusi e a tutelare i contenuti leciti da blocchi ingiustificati.

Bruxelles sottolinea anche che la responsabilità nella lotta alla pirateria non può ricadere esclusivamente sulle piattaforme digitali, ma deve essere condivisa con tutti gli attori coinvolti, inclusi i fornitori di servizi tecnici. Il rischio, secondo la Commissione, è che Piracy Shield si trasformi in uno strumento eccessivo, capace di compromettere l’equilibrio tra protezione dei diritti e libertà fondamentali.

L’Italia dovrà notificare a Bruxelles la versione definitiva del provvedimento, dimostrando di aver recepito le osservazioni e di aver introdotto le garanzie necessarie. Solo così il sistema potrà essere considerato conforme al Digital Services Act e pienamente legittimo nel contesto normativo europeo.

Prev Post

L’ultima telefonata di Diogo Jota poco prima dell’incidente mortale: con chi ha parlato

Next Post

Calciomercato Inter, spunta uno scambio con il Genoa: trattativa avanzata con Marotta