Il progetto delle seconde squadre in Italia nasce nel 2018, dopo la mancata qualificazione al Mondiale di Russia. La creazione di questo progetto fu affidata all’ex difensore Alessandro Costacurta, nominato subcommissario della FIGC, e all’allora presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, con lo scopo di creare compagini fondamentali nell’ottica della promozione del calcio giovanile.
La prima società ad aderire all’iniziativa è stata la Juventus, che il 3 agosto 2018 ha annunciato la nascita della propria seconda squadra, inizialmente denominata Juventus U23 e oggi conosciuta come Juventus Next Gen, iscritta al campionato di Serie C.
Il costo delle seconde squadre
Nel dibattito sulle seconde squadre, uno dei punti centrali è la sostenibilità economica del progetto. La normativa FIGC prevede che ogni club di Serie A che iscrive una seconda squadra in Serie C versi alla Lega Pro un contributo straordinario di 720.000 euro, da integrare in base al numero complessivo di seconde squadre ammesse: l’extra è di 480.000 euro se ce n’è una sola, 240.000 con due, 120.000 con tre e si azzera a partire da quattro.
Attualmente i progetti di seconde squadre sono quattro: Juventus Next Gen, Atalanta U23, Inter U23 e Milan Futuro. La retrocessione del Milan Futuro in Serie D ha fatto sì che le seconde squadre effettivamente iscritte alla Serie C siano tre, comportando per ciascun club il versamento di un contributo complessivo di 840.000 euro a stagione.
A queste somme vanno aggiunti i costi di gestione sportiva e infrastrutturale: gli ingaggi dei giocatori, stimati tra 500 mila e 1 milione di euro l’anno; le spese per strutture e impianti, che si aggirano intorno ai 200–300 mila euro; e la manutenzione ordinaria, con costi tra i 50 e i 100 mila euro. Complessivamente, il costo annuo per il mantenimento di una seconda squadra si aggira tra i 3-4 milioni di euro: un investimento importante, che i club puntano ad ammortizzare attraverso la crescita e il player trading.
Il caso Soulé
Uno degli esempi di talento più puri emersi dalle seconde squadre è sicuramente quello di Matias Soulé. Dopo il suo debutto, con Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus, il 30 novembre 2021 nella gara contro la Salernitana, Soulé è riuscito a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nelle stagioni successive, fino al passaggio, nel luglio 2024, alla Roma di Daniele De Rossi. Il suo arrivo, però, è stato più complicato del previsto, con poche presenze e un rendimento discontinuo fino al cambio in panchina e all’arrivo di Ranieri, con il quale ha ritrovato continuità, chiudendo la stagione con 5 gol e 5 assist.
Con l’arrivo in estate di Gasperini, la centralità del giovane argentino nel progetto giallorosso è stata definitivamente certificata. Le prime giornate della nuova stagione hanno confermato le aspettative.
Grazie anche al talento di Soulé, la Roma si è ormai consolidata come seria contendente allo scudetto, come è possibile notare dai pronostici dei siti sportivi e bookmaker NetBet.
Il futuro delle seconde squadre
Il caso Soulé dimostra come il progetto delle seconde squadre, pur essendo ancora in una fase di assestamento, stia iniziando a produrre risultati tangibili. Lo stesso percorso, con tempistiche e sviluppi diversi, è stato compiuto da giocatori come Fagioli, Huijsen o Yildiz, cresciuti nella Juventus Next Gen prima di affacciarsi stabilmente al calcio di vertice. Questo modello consente ai club di formare calciatori già pronti e inseriti in un’idea di gioco definita, facilitandone l’inserimento nelle prime squadre e rendendo più funzionale la gestione delle liste giovani nelle competizioni UEFA. Il successo di questo modello dipenderà, infine, dalla volontà di nuovi club di investire e dai possibili cambiamenti normativi della FIGC.