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Il nuovo Brescia ripartirà dalla Serie C: una squadra si trasferirà al Rigamonti e cambierà nome

Il nuovo Brescia ripartirà dalla Serie C: una squadra si trasferirà al Rigamonti e cambierà nome

Dopo la fine ufficiale del Brescia Calcio, la città lombarda è pronta a ripartire grazie al trasferimento della FeralpiSalò, che disputerà la Serie C allo stadio Rigamonti con una nuova denominazione. Il progetto è guidato da Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia e patron della Feralpi, che ha avviato le pratiche per dare vita a una nuova società calcistica che raccolga l’eredità storica del club biancazzurro.

Il 17 luglio 2025 potrebbe diventare una data simbolica per il calcio bresciano, esattamente come lo fu il 17 luglio 1911, quando nacque il Foot Ball Club Brescia. La coincidenza temporale rafforza l’idea di una rinascita, con l’obiettivo di riportare la squadra tra i professionisti e, nel tempo, ai vertici del calcio italiano. La FIGC ha già ricevuto la manifestazione d’interesse per il cambio di sede e denominazione, mentre il Comune di Brescia si occuperà della manutenzione estiva dello stadio Rigamonti.

A2A, la multiutility controllata dai Comuni di Brescia e Milano, ha già espresso il proprio sostegno al progetto, probabilmente con una sponsorizzazione. Pasini sta inoltre coinvolgendo altri imprenditori locali per costruire una struttura societaria solida e ambiziosa, capace di garantire sostenibilità economica e competitività sportiva.

Un progetto ambizioso per onorare la storia del Brescia Calcio

L’obiettivo dichiarato è quello di recuperare anche il marchio storico del Brescia Calcio, per mantenere un legame diretto con la tradizione sportiva della città. La nuova società, pur nascendo dalla FeralpiSalò, intende rappresentare Brescia in tutto e per tutto, sia a livello simbolico che operativo. Il cambio di denominazione è ancora in fase di definizione, ma l’intenzione è chiara: dare continuità a una storia lunga 114 anni, interrotta solo formalmente.

Entro il 12 luglio dovrà essere presentata tutta la documentazione necessaria, inclusa una delibera ufficiale del club, mentre il 15 luglio scadrà il termine per eventuali modifiche ai dati di iscrizione. Il giorno successivo sarà dedicato alla valutazione delle richieste da parte della FIGC, e il 17 luglio potrebbe arrivare il via libera definitivo.

Il trasferimento della FeralpiSalò al Rigamonti rappresenta una soluzione concreta per non disperdere il patrimonio sportivo e affettivo della città, offrendo ai tifosi una nuova squadra da sostenere, ma con radici ben piantate nel passato. Tra suggestioni storiche e strategie societarie, Brescia si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia calcistica.

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Perché Massimiliano Allegri ha fatto fuori Adli dal suo nuovo Milan

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Perché Massimiliano Allegri ha fatto fuori Adli dal suo nuovo Milan

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Yacine Adli è stato ufficialmente escluso dal progetto tecnico del Milan per la stagione 2025/2026 da Massimiliano Allegri, che ha deciso di non inserirlo nella rosa della prima squadra. Il centrocampista francese, rientrato dal prestito alla Fiorentina, è stato aggregato al Milan Futuro, la formazione Under 23 rossonera che parteciperà alla Serie D, un trattamento già riservato in passato a giocatori come Origi e Ballo-Touré.

Nonostante una stagione positiva con la maglia viola — 35 presenze, 5 gol e 7 assist — Adli non rientra nei piani del nuovo allenatore, che ha ricevuto mandato dalla dirigenza di ricostruire la squadra dopo l’annata fallimentare senza qualificazione europea. Il motivo dell’esclusione è legato principalmente al mercato: il Milan vuole cedere il giocatore per evitare di perderlo a parametro zero nel 2026, ma finora non è arrivata nessuna offerta concreta.

Il club ha ricevuto manifestazioni d’interesse da parte di squadre del Qatar, ma resta da capire se il giocatore accetterà una destinazione così lontana dal calcio europeo. La scelta di farlo allenare con l’Under 23 è un segnale forte, volto a spingere il calciatore verso una decisione rapida sul suo futuro.

Un trattamento che divide i tifosi: Adli da leader a esubero in pochi mesi

La decisione di Allegri ha sorpreso molti tifosi, che consideravano Adli un punto di riferimento nello spogliatoio e un giocatore in crescita, soprattutto dopo l’ottima stagione alla Fiorentina. Il centrocampista era diventato un beniamino della tifoseria rossonera, ma il mancato rinnovo e la volontà del club di monetizzare hanno cambiato radicalmente il suo status.

Il Milan ha già adottato questa strategia con altri giocatori fuori dal progetto, come Origi, che fu aggregato all’Under 23 senza mai scendere in campo, e Ballo-Touré, che accettò poi l’offerta del Le Havre. Adli rischia ora di vivere una stagione ai margini, a meno che non accetti una cessione o un rinnovo con condizioni favorevoli al club.

Anche Devis Vasquez, portiere rientrato dal prestito all’Empoli, è stato inserito nel gruppo del Milan Futuro, segno che la società sta usando la squadra Under 23 come strumento per gestire gli esuberi. La situazione di Adli resta delicata: da protagonista in Serie A a escluso dal progetto in poche settimane, con un futuro ancora tutto da scrivere.

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Svolta definitiva Vlahovic-Juventus, incontro imminente con gli agenti del giocatore: la soluzione per l’addio

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Svolta definitiva Vlahovic-Juventus, incontro imminente con gli agenti del giocatore: la soluzione per l’addio

Svolta definitiva Vlahovic-Juventus, incontro imminente con gli agenti del giocatore: la soluzione per l’addio

Dusan Vlahovic è sempre più ai margini del progetto tecnico della Juventus e un incontro imminente con i suoi agenti potrebbe segnare la svolta definitiva. Il club bianconero ha convocato il procuratore Ristic per discutere il futuro dell’attaccante serbo, che non rientra nei piani di Igor Tudor. Nonostante in passato l’allenatore croato lo avesse elogiato pubblicamente, le prestazioni deludenti e l’atteggiamento poco convincente hanno spinto la società a considerare soluzioni drastiche, tra cui la risoluzione consensuale del contratto.

Vlahovic ha un ingaggio da 12 milioni di euro a stagione fino al 2026, cifra considerata insostenibile dalla nuova dirigenza. Il suo scarso impiego al Mondiale per Club, dove Tudor ha preferito Kolo Muani, ha confermato la perdita di centralità nel progetto. Inoltre, il like social a Bellingham dopo la sconfitta contro il Real Madrid e il rifiuto al Fenerbahçe hanno incrinato ulteriormente i rapporti, facendo perdere la pazienza alla società.

La Juventus potrebbe proporre una buonuscita o un rinnovo-ponte per spalmare l’ingaggio, consentendo al giocatore di trasferirsi in prestito e rilanciarsi in vista dei Mondiali 2026. Tuttavia, l’ipotesi di una rottura definitiva resta sul tavolo, con il rischio concreto che Vlahovic venga messo fuori rosa se non si troverà un accordo.

Il piano della Juve in attacco: David, Sancho e Osimhen per il dopo Vlahovic

La Juventus si sta già muovendo per costruire un nuovo reparto offensivo senza Vlahovic, e ha messo nel mirino profili di alto livello. L’arrivo di Jonathan David è già stato definito, mentre si lavora su due fronti: il possibile acquisto di Jadon Sancho e la trattativa con il PSG per trattenere Kolo Muani, già protagonista al Mondiale per Club. In parallelo, resta viva la suggestione Victor Osimhen, anche se i costi dell’operazione sono elevatissimi.

La strategia della dirigenza è chiara: liberarsi di un ingaggio pesante e puntare su giocatori più funzionali al gioco di Tudor, con maggiore continuità e affidabilità sotto porta. Vlahovic, che non ha mai realmente convinto a Torino, rischia così di diventare un caso spinoso da gestire, soprattutto se dovesse decidere di restare fino alla scadenza del contratto.

Il club spera di replicare l’epilogo positivo visto con Federico Chiesa, ceduto al Liverpool dopo una fase di esclusione tecnica. Ma nel caso del serbo, la situazione appare più complessa, anche per la volontà del giocatore di non accettare destinazioni considerate di secondo piano. L’incontro con gli agenti sarà decisivo per capire se ci sarà una via d’uscita condivisa o se si andrà verso un muro contro muro.

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Nuovo CT per l’Italia U21: addio di Nunziata imminente, la scelta della FIGC

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Nuovo CT per l’Italia U21: addio di Nunziata imminente, la scelta della FIGC

Nuovo CT per l’Italia U21: addio di Nunziata imminente, la scelta della FIGC

Silvio Baldini è tra i nomi più caldi per diventare il nuovo commissario tecnico dell’Italia Under 21, nel caso in cui la Federazione decidesse di non confermare Carmine Nunziata. Dopo l’impresa con il Pescara, culminata con la promozione in Serie B ai rigori contro la Ternana, il tecnico toscano è tornato sotto i riflettori come profilo ideale per guidare gli Azzurrini, grazie alla sua esperienza e alla capacità di lavorare con i giovani.

La FIGC sta valutando attentamente il futuro della panchina dell’Under 21, e Baldini rappresenta una figura di rottura rispetto al passato recente. Nonostante la promozione ottenuta, il Pescara non lo ha confermato per la Serie B, lasciando il tecnico libero di accettare nuove sfide. La Nazionale giovanile potrebbe essere la destinazione perfetta per un allenatore che ha già dimostrato di saper costruire gruppi solidi e competitivi, anche in contesti difficili.

Non è esclusa la permanenza di Nunziata, ma la sensazione è che la Federazione voglia imprimere una svolta al progetto tecnico, anche in vista della necessità di rilanciare il movimento giovanile italiano, dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali della Nazionale maggiore. Baldini, con il suo stile diretto e la sua passione, potrebbe essere la figura giusta per dare nuova linfa al gruppo.

Un tecnico di esperienza e carisma: Baldini pronto a raccogliere la sfida azzurra

Silvio Baldini ha alle spalle una carriera lunga e variegata, con esperienze in Serie A e B su panchine prestigiose come Empoli, Palermo, Catania, Parma e Lecce, ma è negli ultimi anni che ha riscoperto la sua vocazione più autentica: lavorare con i giovani e costruire squadre identitarie. Dopo un lungo stop, è tornato nel 2017 alla guida della Carrarese, per poi passare da Palermo, Perugia, Crotone e infine Pescara.

La sua capacità di motivare e responsabilizzare i calciatori più giovani è uno dei motivi principali per cui la FIGC lo sta prendendo in considerazione, in un momento storico in cui la Nazionale Under 21 è chiamata a diventare il serbatoio principale della selezione maggiore. Baldini potrebbe incontrare nei prossimi giorni Rino Gattuso e Gigi Buffon a Coverciano, per discutere della linea tecnica da seguire e allinearsi con il progetto federale.

Il suo profilo rappresenta una scelta di rottura ma anche di coerenza con l’obiettivo di rilanciare il calcio italiano partendo dalle fondamenta, puntando su un allenatore che ha dimostrato di saper ottenere risultati con risorse limitate e grande spirito di gruppo. La decisione definitiva potrebbe arrivare a breve, ma l’ipotesi Baldini prende sempre più quota.

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Pavard gioca a padel da infortunato con Theo Hernandez: scoppia la bufera, l’Inter valuta provvedimenti

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Pavard gioca a padel da infortunato con Theo Hernandez: scoppia la bufera, l’Inter valuta provvedimenti

Pavard gioca a padel da infortunato con Theo Hernandez: scoppia la bufera, l’Inter valuta provvedimenti

Benjamin Pavard è finito al centro di una nuova polemica in casa Inter dopo la diffusione di una foto che lo ritrae mentre gioca a padel in Sardegna, nonostante fosse ufficialmente infortunato. Il difensore francese, reduce da un problema alla caviglia che lo aveva costretto a lasciare il Mondiale per Club dopo la prima partita contro il Monterrey, era stato rispedito a Milano per sottoporsi alle cure mediche, ma è stato immortalato in vacanza insieme a Theo Hernandez, scatenando la rabbia dei tifosi e l’irritazione della società.

Lo scatto, circolato rapidamente sui social, mostra Pavard a torso nudo dopo una partita di padel, in apparente buona forma fisica. Un’immagine che stride con la sua indisponibilità dichiarata e che ha sollevato dubbi sulla reale entità dell’infortunio. La società nerazzurra starebbe valutando la possibilità di convocare il giocatore per un chiarimento formale, mentre il malumore tra i sostenitori cresce, alimentato anche dalle recenti tensioni interne allo spogliatoio.

Il caso Pavard arriva in un momento delicato per l’Inter, già scossa dallo sfogo pubblico di Lautaro Martinez e dalle frizioni con Calhanoglu. La gestione dell’infortunio del difensore francese, unita alla sua esposizione mediatica, rischia di compromettere ulteriormente il clima in vista della nuova stagione.

Infortunio, polemiche e caos Inter: il caso Pavard si inserisce in un’estate turbolenta

Il problema alla caviglia di Pavard si trascina dalla finale di Champions League persa contro il PSG, quando fu costretto a uscire al 53° minuto. Dopo un recupero parziale, era tornato in campo al Mondiale per Club, ma si è fermato nuovamente al 58° minuto della gara contro il Monterrey, venendo poi escluso dalle successive tre partite e rimandato in Italia per le cure.

La foto in Sardegna ha riacceso le polemiche sulla gestione degli infortuni e sulla disciplina interna, in un contesto già segnato da numerose assenze: oltre a Pavard, anche Calhanoglu, Frattesi e Bisseck erano stati costretti a lasciare il torneo. La società ha tenuto una riunione con Chivu e la squadra per fare chiarezza, ma il clima resta teso e frammentato, con la necessità di ricompattare il gruppo prima del raduno ufficiale.

Pavard, che ha saltato gran parte della fase finale del Mondiale per Club, potrebbe ora dover affrontare conseguenze disciplinari, se la società riterrà il suo comportamento non conforme alle indicazioni mediche. Il caso rappresenta l’ennesimo grattacapo per l’Inter, che dovrà gestire con attenzione comunicazione, spogliatoio e immagine pubblica in un’estate già ricca di tensioni.

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Il fisioterapista di Diogo Jota vuole la verità: “Non ci sto, ho letto cose spiacevoli”

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