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Il destino beffardo di Leslie Lievesley e del Grande Torino

Di Mattia Di Battista - il 3 Maggio 2019

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Il 4 maggio di settant’anni fa si consumava la Tragedia di Superga nella quale perì il Grande Torino, la squadra che aveva fatto sognare una tifoseria, una città e una nazione intera che stavano uscendo dalla miseria e dalla distruzione lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale.  27 vite , tra dirigenti allenatori e giornalisti, compresi i quattro membri dell’equipaggio, spezzate su quell’aereo che cadde nei pressi della Basilica di Superga.

Una formazione del Grande Torino.

Leslie Lievesley, l’inglese che contribuì a plasmare il Grande Torino

Tra i protagonisti di quella meravigliosa epopea calcistica, c’era anche un’inglese sconosciuto ai più. Il suo nome era Leslie Lievesley.  La sua storia è tra le meno conosciute tra quelle di quella incredibile squadra sconfitta solo dal fato. Nato nel 1911, Lievesley aveva giocato da calciatore, nel ruolo di difensore, militando in diverse squadre tra le quali il Manchester United e il Crystal Palace. La sua carriera, però, s’interrompe nel 1939 con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, a causa del quale Leslie si arruola nelle file della Royal Air Force.

Una carriera da allenatore tra Olanda e Italia

Terminata la guerra, Leslie Lievesley decide di cominciare la carriera da allenatore, ma non nel suo Paese. Nel 1946, infatti, accetta la proposta di diventare allenatore di una squadra olandese, l’Heracles Almelo e, l’anno successivo diventa preparatore atletico della Nazionale olandese. Le sue qualità di manager non passano inosservate nemmeno in Italia, dove per un breve periodo coadiuva il selezionatore della Nazionale Vittorio Pozzo, per poi approdare al Torino.

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Vittorio Pozzo, allenatore del Torino e dell’Italia, grande amico di Lievesley.

Il Grande Torino e il fatale appuntamento con il destino

La sua amicizia con Pozzo, si rivelerà prolifica per il Torino e per il calcio italiano. La squadra granata, infatti, era dominatrice assoluta della Serie A avendo vinto già tre scudetti consecutivi tra il 1945 e il 1948. Il Toro era diventato il Grande Torino. Leslie Lievesley approda nella società torinista nel 1948, dapprima come allenatore delle giovanili, e poi in prima squadra come collaboratore dell’allenatore Egri Erbstein. Il fato, però, sta per compiere una tragica beffa nei suoi confronti e di quella squadra che stava facendo sognare l’Italia intera. Già nell’aprile del 1948, di ritorno da un torneo giovanile internazionale, l’aereo che riportava la squadra di Lievesley impattò con un’ala l’hangar dell’aeroporto, fortunatamente senza conseguenze. Un anno e un mese dopo, il destino si ripresenta e non lascia scampo. La storia del Grande Torino e di Leslie Lievesley finisce in un piovoso pomeriggio del 4 marzo 1949 sulla collina di Superga che domina la città di Torino. Il giorno in cui morì un pezzo di storia del nostro calcio.

 

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