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Gol Annullato Mkhitaryan, in Premier League Sarebbe Stato valido: la regola dei 5 centimetri

Gol Annullato Mkhitaryan, in Premier League Sarebbe Stato valido: la regola dei 5 centimetri

La semifinale di Champions League tra Barcellona e Inter ha regalato spettacolo e polemiche. Uno degli episodi più discussi riguarda il gol annullato a Henrikh Mkhitaryan, che avrebbe portato i nerazzurri in vantaggio per 4-3. La decisione del VAR ha evidenziato un fuorigioco millimetrico, ma in Premier League la rete sarebbe stata convalidata grazie a una regola di “tolleranza” adottata nel campionato inglese.

Il Fuorigioco Millimetrico di Mkhitaryan

Durante il match, Mkhitaryan ha segnato un gol al termine di un contropiede fulmineo. Il VAR ha rilevato un fuorigioco di pochi millimetri, con la punta del piede del centrocampista armeno leggermente oltre la rotula dell’ultimo difensore blaugrana. Secondo il regolamento UEFA, questa posizione è considerata irregolare, portando all’annullamento della rete.

La Regola di Tolleranza della Premier League

A differenza della Champions League e della Serie A, la Premier League ha introdotto un margine di tolleranza di 5 centimetri per evitare annullamenti eccessivamente rigidi. Questo sistema utilizza linee più spesse per la ricostruzione dell’azione, concedendo un “beneficio del dubbio” agli attaccanti. Se la stessa situazione si fosse verificata in Inghilterra, il gol di Mkhitaryan sarebbe stato considerato valido.

L’Obiettivo della Regola Inglese

La Premier League ha adottato questa modifica per preservare il buon senso e garantire maggiore fluidità al gioco. Negli ultimi anni, il VAR ha generato numerose polemiche per decisioni basate su frazioni di millimetro, penalizzando spesso gli attaccanti. L’introduzione di questa tolleranza mira a evitare situazioni in cui un’unghia o la punta di un piede possano determinare l’annullamento di un gol.

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La recente sfida tra Barcellona e Inter in Champions League ha riacceso il dibattito su una regola che, fino al 2021, avrebbe potuto favorire i nerazzurri. Thierry Henry, ex stella del calcio francese, ha espresso il suo disappunto per l’abolizione della regola dei gol in trasferta, sottolineando come questa modifica penalizzi squadre capaci di segnare più reti fuori casa.

La Regola dei Gol in Trasferta: Cosa Prevedeva?

Fino alla stagione 2021-22, la UEFA adottava una regola che premiava le squadre capaci di segnare più gol in trasferta. In caso di parità nel punteggio complessivo tra andata e ritorno, la squadra con più reti fuori casa veniva dichiarata vincitrice. Questo criterio ha spesso influenzato le strategie di gioco, spingendo le squadre a cercare di segnare in trasferta per ottenere un vantaggio significativo.

Il Caso Inter: Cosa Sarebbe Successo con la Vecchia Regola?

Se la regola fosse ancora in vigore, l’Inter avrebbe avuto un vantaggio concreto dopo il 3-3 maturato al Camp Nou. I nerazzurri, infatti, avrebbero potuto pareggiare 0-0, 1-1 o 2-2 nella gara di ritorno a San Siro, ottenendo automaticamente la qualificazione alla finale. Tuttavia, con l’abolizione della regola, la partita di ritorno partirà da una situazione di perfetta parità, senza alcun beneficio per la squadra che ha segnato di più in trasferta.

Thierry Henry: “Come Può Non Essere un Vantaggio?”

Durante il post-partita negli studi della CBS, Thierry Henry ha espresso il suo disappunto per questa modifica regolamentare. Parlando con Jamie Carragher e Micah Richards, l’ex attaccante ha dichiarato: “Come puoi segnare tre gol fuori casa senza avere un vantaggio?” Henry ha sottolineato come questa regola fosse fondamentale per premiare le squadre capaci di imporsi lontano dal proprio stadio.

La UEFA e la Decisione di Abolire la Regola

La UEFA ha deciso di eliminare la regola dei gol in trasferta per rendere le competizioni più equilibrate. Secondo l’organo calcistico europeo, la regola favoriva eccessivamente le squadre ospiti, penalizzando quelle che giocavano in casa nel ritorno. Tuttavia, la decisione continua a generare polemiche, con molti esperti che ritengono che il calcio abbia perso un elemento strategico importante.

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Caos Mkhitaryan, polemiche di Zazzaroni sul fuorigioco: “Questo non è calcio”

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La semifinale d’andata di Champions League tra Barcellona e Inter ha regalato emozioni forti, ma anche controversie. Il gol annullato a Henrik Mkhitaryan per fuorigioco millimetrico ha riacceso il dibattito sull’uso del VAR, con il direttore de Il Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, che ha espresso tutto il suo disappunto: “Questo non è calcio.”

Il Gol di Mkhitaryan e la Decisione del VAR

Sul parziale di 3-3, a un quarto d’ora dalla fine, Mkhitaryan era riuscito a segnare un gol che avrebbe potuto cambiare le sorti del match. Tuttavia, il VAR ha evidenziato un fuorigioco di pochi millimetri, segnando l’ultima parte dello scarpino dell’armeno in posizione irregolare. Questa interpretazione “chirurgica” della regola ha sollevato polemiche, con molti addetti ai lavori che ritengono il VAR eccessivamente rigido.

Zazzaroni Contro il VAR: “Si Castiga il Calcio”

Il giornalista Zazzaroni non ha usato mezzi termini nel criticare l’annullamento del gol, ribadendo la sua posizione sull’utilizzo tecnologico nel calcio: “In uno sport di movimento, la cancellazione di un gol per un’unghia o la punta di uno scarpino è inaccettabile. Il fuorigioco dovrebbe punire il vantaggio dell’attaccante sul difensore, non distruggere il gioco.” Il suo messaggio, pubblicato su Instagram, ha subito raccolto migliaia di reazioni, dimostrando quanto il tema sia sentito dagli appassionati.

Il Paradosso del Fuorigioco Millimetrico

Negli ultimi anni, il calcio ha vissuto una trasformazione radicale grazie alla tecnologia. L’introduzione del fuorigioco semiautomatico ha aumentato la precisione nelle decisioni arbitrali, ma ha anche generato situazioni paradossali in cui frazioni di millimetro determinano l’annullamento di gol spettacolari. Questo episodio con Mkhitaryan ha riacceso il dibattito su una possibile revisione delle regole, per garantire un equilibrio tra giustizia e spettacolo.

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La separazione tra Thiago Motta e la Juventus non è stata una semplice conseguenza dei risultati deludenti. Dietro l’addio del tecnico italo-brasiliano si cela una serie di retroscena, che rivelano difficoltà nel rapporto con i giocatori e una gestione dello spogliatoio da rivedere. L’episodio emblematico è rappresentato dal confronto acceso con il giovane talento Yildiz, simbolo delle tensioni interne.

Lo Scontro tra Thiago Motta e Yildiz

Uno degli episodi più discussi riguarda il rapporto fra Thiago Motta e il gioiello turco della Juventus, Kenan Yildiz. Durante gli allenamenti, il giovane calciatore sarebbe stato bersaglio di commenti duri da parte dell’allenatore, come riportato dal giornalista Sabatini: “Ma chi ti credi di essere? Non sei mica Messi,” avrebbe detto Motta in risposta a un atteggiamento considerato poco umile da parte del giocatore. Questo confronto avrebbe segnato una frattura tra il tecnico e il giovane talento, finendo per minare ulteriormente il clima nello spogliatoio.

Yildiz, nonostante il suo grande potenziale, è progressivamente sparito dalle gerarchie della squadra. Motta ha giustificato le sue scelte parlando di meritocrazia, ma la situazione ha lasciato perplessi tifosi e osservatori. “Non vuol dire che non ha fatto bene, ma qualcun altro ha meritato di più di lui,” ha dichiarato il tecnico in una delle sue ultime conferenze stampa.

Tensioni Crescenti nello Spogliatoio

Le problematiche non si sono limitate al caso Yildiz. Anche altri giocatori, come Danilo e Dusan Vlahovic, hanno manifestato malumori, contribuendo a un clima sempre più difficile. Vlahovic, in particolare, è stato relegato in panchina dopo essere stato uno dei protagonisti nei mesi precedenti, causando perplessità tra tifosi e addetti ai lavori. L’assenza di un saluto collettivo al tecnico da parte della squadra, con l’eccezione di Bremer e Mbangula, è stata un chiaro segnale delle tensioni interne.

Secondo indiscrezioni, un giocatore avrebbe confidato ad un amico: “Non lo sopportiamo, ma è un sentimento condiviso da tutti nello spogliatoio.” Questo spiffero, emerso dalla Continassa, evidenzia il deterioramento delle relazioni tra Motta e il gruppo squadra.

Le Parole di Sabatini su Allegri e la Juventus

Nel contesto delle critiche a Thiago Motta, Sabatini ha anche affrontato il tema della gestione complessiva del club, tirando in ballo Massimiliano Allegri e le polemiche che hanno accompagnato la sua esperienza. “La vicenda dei fuori rosa è stata quanto di più autolesionistico si potesse fare,” ha sottolineato, criticando alcune scelte dirigenziali che avrebbero compromesso l’equilibrio interno.

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Con l’arrivo di Igor Tudor alla guida tecnica della Juventus, si prospettano cambiamenti significativi nell’assetto tattico dei bianconeri. Dopo aver abbandonato il 4-2-3-1 consolidato con Thiago Motta, Tudor intende portare una nuova visione, introducendo moduli innovativi e soluzioni strategiche per valorizzare i talenti della squadra.

Vlahovic e Kolo Muani: Una Convivenza Possibile?

Uno dei nodi principali della nuova Juventus riguarda il rapporto tra Dusan Vlahovic e Randal Kolo Muani, due punte di alto livello che fino ad ora si sono alternate in campo. Con il passaggio al modulo 3-4-1-2, Tudor punta a schierarli insieme con maggiore frequenza, superando il dualismo che ha caratterizzato la loro stagione. Un’alternativa potrebbe essere il 3-4-2-1, con Kolo Muani arretrato sulla trequarti per sfruttare al meglio la sua tecnica.

La decisione di impiegare Vlahovic in modo continuativo non riguarda solo motivi tattici: il club ha bisogno di mettere in mostra il serbo in questa ultima parte di stagione per attrarre eventuali acquirenti in vista del mercato estivo. Senza un rinnovo, infatti, la sua cessione sembra inevitabile, ma l’obiettivo è massimizzarne il valore di mercato.

Nico Gonzalez: Da Trequartista a Esterno a Tutto Campo

Un altro giocatore destinato a ricoprire un ruolo diverso è Nico Gonzalez, che Tudor intende utilizzare come esterno a tutto campo, in linea con quanto visto nella nazionale argentina. Questo spostamento tattico dovrebbe migliorare la fluidità del gioco bianconero, offrendo una maggiore versatilità offensiva e difensiva.

L’Impronta di Tudor: Difesa a Tre e Moduli Dinamici

Il passaggio alla difesa a tre è già una certezza con Tudor in panchina, una scelta che si allinea al suo stile adottato lo scorso anno con successo. L’idea è quella di costruire una squadra compatta e capace di adattarsi rapidamente alle situazioni di gioco, sfruttando la profondità della rosa e riscoprendo giocatori che finora non hanno trovato molto spazio.

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