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Giro d’Italia 2018 : Simon Yates vince a Sappada e allunga in classifica generale . Crolla Fabio Aru

Di Redazione MCN - il 20 Maggio 2018

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Simon Yates ha vinto oggi la tappa conclusiva della seconda settimana del Giro d’Italia 2018, da Tolmezzo a Sappada. Sono stati 176 chilometri molto intensi, falcidiati da freddo e pioggia, con la maglia rosa della Mitchelton-Scott che è riuscita a trovare il momento giusto per sferrare un attacco che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti di questa edizione. Yates ha infatti attaccato a 18 chilometri dal traguardo sulle prime rampe del Costalissoio, sfruttando il momento giusto per mettersi alle spalle di 40” Miguel Angel Lopez (Astana), Tom Dumoulin (Sunweb), Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida), Richard Carapaz (Movistar) e Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), che non hanno trovato l’accordo necessario per andare a riprenderlo. Ancora peggio è andata a Chris Froome (Sky), andato in difficoltà poco prima dell’attacco di Yates a causa del forcing in discesa di Lopez, e giunto poi al traguardo a 1’33” dalla maglia rosa. Alza invece bandiera bianca Fabio Aru (UAE Team Emirates), che soffre fin dalle prime rampe del Passo di Sant’Antonio e arriva al traguardo con quasi 20 minuti di ritardo.

Yates, al terzo successo di tappa in questo Giro, affronterà la cronometro di martedì con 2’11” di vantaggio su Dumoulin, che potrebbero non bastare per tenere la maglia rosa, 2’28” su Pozzovivo e 2’37” su Pinot. Non cambia di fatto niente di rilevante nelle posizioni della top ten, ad eccezione del nuovo cedimento di Froome, che scende dal quinto al settimo posto.

Gli scatti in cerca della fuga giusta cominciano praticamente subito dopo il via, con Andrea Vendrame e Mattia Cattaneo (Androni – Sidermec), Alessandro De Marchi (BMC), Manuele Boaro (Bahrain – Merida), Louis Meintjes (Dimension Data), Gianluca Brambilla e Jarlinson Pantano (Trek – Segafredo) che ci provano dopo sei chilometri. Nel giro di pochi chilometri, però, vengono ripresi dando il là agli attacchi di Lammertink, Neilands e poi di Ten Dam, Visconti, Plaza, Andreetta e Masnada

Al chilometri 23 ci provano ancora De Marchi, Visconti, Andreetta, Nieve, Conti ed Henao, ma non c’è collaborazione e quindi se ne vanno De Marchi e Visconti, poi raggiunti da Conti. Il terzetto prova a tenere un buon ritmo in testa e viene recuperato da Luis Léon Sanchez, Dupont e Cattaneo. Il gruppo però non lascia fare e, nonostante gli allunghi di Hermans, Plaza, Meintjes, Carthy, Goncalves e Brambilla, va a riprendere tutti al chilometro 40.

Tutto da rifare quindi, con De Marchi ed Hermans che ci riprovano verso il Passo della Mauria, con anche Aru alle loro spalle che prova a testarsi, ma il gruppo chiude anche in questa occasione. Si susseguono ulteriori scatti, ma il tentativo più interessante si forma grazie a Neilands, Denz, Dayer Quintana e Jauregui che riescono a guadagnare un buon vantaggio nella discesa del Passo della Mauria, i quali vengono raggiunti da Bonifazio, Brambilla, De Marchi, Lutsenko, Modolo, Ballerini, Masnada, Nibali, Visconti, Ciccone, Barbin, Sbaragli, Van der Sande, Bewley, Cherel, Ladagnous, Stybar, Lammertink, Mori e Ulissi.

Questi 24 uomini procedono di buon accordo, ma la EF-Drapac si incarica fin da subito dell’insreguimento, impedendo loro di guadagnare un vantaggio rassicurante. Dopo la vittoria di Ballerini al Traguardo Volante di Cortina, sul Passo Tre Croci, come prevedibile, il gruppone di testa si sgretola. Giulio Ciccone è il più attivo e riesce a scrollarsi di dosso tutti tranne Cherel, Denz, Neilands e Dayer Quintana. Nel frattempo, si esaurisce il lavoro nel gruppo maglia rosa della EF-Drapac con l’attacco del loro capitano Michael Woods (EF-Drapac), che si lancia verso la testa della corsa. Ciccone, Cherel, Quintana e Denz transitano per primi in cima al Passo Tre Croci, con il canadese distanziato di 58” e il gruppo Maglia Rosa di due minuti esatti.

Nel corso della discesa, Denz prova a pilotare Cherel in una fuga a due, ed è Quintana il primo a portarsi su di loro a cavallo dei 50 chilometri dall’arrivo. Al loro inseguimento restano, in questa fase, i soli Visconti e Ciccone. Vista l’impossibilità di rientrare sulla testa della corsa, a 40 chilometri dal traguardo Woods si rialza e si fa riprendere dal gruppo della maglia rosa, guidato dalla Mitchelton-Scott. Prima dell’inizio del Passo di Sant’Antonio, tutti i fuggitivi superstiti (gli ultimi sono Masnada, De Marchi, Neilands e Ulissi) vengono ripresi dal gruppo, ad eccezione del terzetto di testa più Ciccone e Visconti, i quali riescono a rientrare su di loro a 37 chilometri dal traguardo.

Le prime rampe del Passo di Sant’Antonio sanciscono ancora una volta le difficoltà di Fabio Aru, che rallenta vistosamente meditando il ritiro, mentre Quintana è il primo a staccarsi dal quintetto al comando, seguito poi da Visconti e Cherel. A due chilometri dalla vetta, la Sunweb sale in cattedra con Sam Oomen, aumentando di nuovo il ritmo del gruppo maglia rosa. Ciccone e Denz riescono a transitare per primi in cima alla salita, posta a 29 chilometri dal traguardo, ma il gruppo è ormai vicinissimo con un ritardo di poco superiore ai 30 secondi. In dicesa, Denz prova a forzare la situazione staccando Ciccone lungo i difficili tornanti che portano ai piedi del Costalissoio.

Il tedesco inizia quindi la salita verso il Bosco dei Giavi con 40” di vantaggio sul gruppo maglia rosa, forte di 22 unità allo scollinamento, ma ulteriormente sfoltito da una bella azione in discesa di Miguel Angel Lopez. Sulle prime rampe, è George Bennett a rompere gli indugi, ma il leggero distacco accumulato in discesa da Froome, sprona la maglia rosa a provare un coraggioso attacco. Dopo aver ripreso Denz insieme a Lopez, il britannico scatta di nuovo. Pozzovivo, Dumoulin, Lopez, Carapaz e Pinot sono i suoi diretti inseguitori, ma in cima pagano 18 secondi di ritardo, mentre il gruppetto con Chris Froome oltre un minuto.

Lungo la successiva discesa, Yates spinge al massimo e sulla successiva salita verso Sappada continua ancora a guadagnare, forte della scarsa collaborazione tra gli inseguitori, dove Dumoulin non trova appoggio dai compagni di avventura. La situazione si sblocca a quattro chilometri dall’arrivo, quando Carapaz attacca insieme a Pozzovivo, Lopez e Pinot, riuscendo a mandare in crisi il campione uscente, ormai sfinito e deconcentrato. I quattro riescono a guadagnare anche quasi 20 secondi su Dumoulin a 2500 metri dall’arrivo, ma non c’è accordo neanche in questo caso e così il neerlandese riesce a rientrare e a sprintare per il terzo posto alle spalle di Lopez. Intanto è Simon Yates a vincere la tappa e a guadagnare, abbuono compreso, altri 51” sui diretti avversari.

La classifica generale dopo la quindicesima tappa

1GBR YATES Simon Philip MITCHELTON – SCOTT 65h 57’ 37” 0’ 00”
2 NED DUMOULIN Tom TEAM SUNWEB 65h 59’ 48” 02’ 11”
3 ITA POZZOVIVO Domenico BAHRAIN – MERIDA 66h 0’ 05” 02’ 28”
4 FRA PINOT Thibaut GROUPAMA – FDJ 66h 0’ 14” 02’ 37”
5 COL LOPEZ MORENO Miguel Angel ASTANA PRO TEAM 66h 02’ 04” 04’ 27”
6 ECU CARAPAZ Richard MOVISTAR TEAM 66h 02’ 24” 04’ 47”
7 GBR FROOME Chris TEAM SKY 66h 02’ 29” 04’ 52”
8 NZL BENNETT George TEAM LOTTO NL – JUMBO 66h 03’ 11” 05’

9 ESP BILBAO LOPEZ DE ARMENTIA P. ASTANA PRO TEAM 66h 03’ 36” 05’ 59”
10 AUT KONRAD Patrick BORA – HANSGROHE 66h 03’ 50” 06’ 13”

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