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Girelli incanta con un gol alla Del Piero agli Europei contro il Portogallo: il video della prodezza

Girelli incanta con un gol alla Del Piero agli Europei contro il Portogallo: il video della prodezza

Cristiana Girelli ha illuminato la serata con una prodezza tecnica che ha ricordato le magie di Alessandro Del Piero, ma il suo capolavoro non è bastato all’Italia per conquistare la qualificazione ai quarti di finale degli Europei femminili. La sfida contro il Portogallo si è conclusa sull’1-1, un risultato che costringe le Azzurre a giocarsi tutto nell’ultima gara contro la Spagna. Il gol della capitana azzurra, un destro a giro perfetto sotto l’incrocio, ha illuso le ragazze di Soncin, che hanno poi subito la reazione delle lusitane nel finale.

La partita è stata intensa, combattuta e ricca di emozioni, con un gol annullato dal VAR, un’espulsione e numerose occasioni da entrambe le parti. L’Italia ha dominato il primo tempo, mostrando personalità e qualità nel palleggio, ma non è riuscita a chiudere il match. Il pareggio del Portogallo è arrivato dopo un’azione confusa e un rimpallo fortunoso, che ha punito le Azzurre proprio quando sembravano in controllo. Il VAR aveva già annullato un primo gol lusitano per fuorigioco, ma il secondo tentativo è stato letale.

Soncin fiducioso nonostante l’amarezza: “Il destino è ancora nelle nostre mani”

Il commissario tecnico Andrea Soncin ha espresso amarezza per il risultato, ma anche fiducia nelle possibilità di qualificazione, sottolineando come la squadra abbia dimostrato carattere e qualità. “A due minuti dalla fine eravamo qualificati, ma il destino è ancora nelle nostre mani,” ha dichiarato ai microfoni Rai. Il prossimo ostacolo sarà la Spagna, campione in carica e favorita del torneo, ma l’Italia si presenterà alla sfida con la consapevolezza di poter mettere in difficoltà chiunque.

Soncin ha elogiato l’atteggiamento delle sue giocatrici e ha chiesto di affrontare la Spagna con coraggio e determinazione, senza rinunciare alla propria identità di gioco. “Non dobbiamo difenderci, ma fare la nostra partita,” ha ribadito, convinto che le Azzurre abbiano le armi per sorprendere anche le avversarie più forti. Il gol di Girelli resta il simbolo di una squadra che non vuole arrendersi, e che cercherà fino all’ultimo minuto di conquistare un posto tra le migliori d’Europa.

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Al via la Champions League 2025/26: tutte le date dalle qualificazioni alla finale di Budapest

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Al via la Champions League 2025/26: tutte le date dalle qualificazioni alla finale di Budapest

Al via la Champions League 2025/26: tutte le date dalle qualificazioni alla finale di Budapest

La Champions League 2025/26 è pronta a partire con una nuova edizione ricca di novità e appuntamenti chiave, a partire dai turni di qualificazione fino alla finale in programma alla Puskás Aréna di Budapest il 30 maggio 2026. La 71ª edizione della massima competizione europea per club vedrà coinvolte 36 squadre nella fase campionato, con quattro italiane già qualificate: Napoli, Inter, Atalanta e Juventus.

Le qualificazioni inizieranno l’8 luglio 2025 e si concluderanno con gli spareggi di fine agosto, che assegneranno gli ultimi sette posti disponibili. Le date da segnare sono:

  • Primo turno: 8/9 e 15/16 luglio
  • Secondo turno: 22/23 e 29/30 luglio
  • Terzo turno: 5/6 e 12 agosto
  • Spareggi: 19/20 e 26/27 agosto

I sorteggi per queste fasi si terranno rispettivamente il 21 luglio (terzo turno) e il 4 agosto (spareggi), mentre il sorteggio della fase campionato è fissato per il 28 agosto 2025, subito dopo la conclusione degli spareggi.

Fase campionato e calendario completo: tutte le date da settembre a gennaio

La fase campionato della Champions League 2025/26 prenderà il via il 16 settembre e si concluderà il 28 gennaio 2026, con otto giornate distribuite su quattro mesi. Le date ufficiali sono:

  • 1ª giornata: 16–18 settembre
  • 2ª giornata: 30 settembre–1° ottobre
  • 3ª giornata: 21/22 ottobre
  • 4ª giornata: 4/5 novembre
  • 5ª giornata: 25/26 novembre
  • 6ª giornata: 9/10 dicembre
  • 7ª giornata: 20/21 gennaio
  • 8ª giornata: 28 gennaio (in contemporanea)

Al termine della fase campionato, 24 squadre accederanno alla fase a eliminazione diretta, con i playoff previsti per il 17/18 e 24/25 febbraio 2026. Il sorteggio di questa fase si terrà il 30 gennaio 2026, mentre quello per ottavi, quarti, semifinali e finale è in programma il 27 febbraio.

La finale della Champions League 2025/26 si giocherà il 30 maggio 2026 a Budapest, in uno degli stadi più moderni d’Europa. Il vincitore, oltre al trofeo, otterrà anche un posto garantito nella fase campionato della Champions League 2026/27, salvo qualificazione tramite il campionato nazionale.

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Frey difende Donnarumma e attacca Neuer: “Parole irrispettose, dimentica cosa fece con Higuain”

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Girelli incanta con un gol alla Del Piero agli Europei contro il Portogallo: il video della prodezza

Frey difende Donnarumma e attacca Neuer: “Parole irrispettose, dimentica cosa fece con Higuain”

Frey difende Donnarumma e attacca Neuer: “Parole irrispettose, dimentica cosa fece con Higuain”

Sebastien Frey ha preso le difese di Gianluigi Donnarumma dopo lo scontro con Musiala durante PSG-Bayern al Mondiale per Club, criticando duramente le dichiarazioni di Manuel Neuer. L’ex portiere di Fiorentina, Parma e Inter ha commentato l’episodio, sottolineando come l’intervento di Donnarumma fosse privo di cattiveria e assolutamente regolare. “Gigio ha cercato la palla, non poteva fermarsi. Non c’è stata alcuna intenzione di far male,” ha dichiarato Frey, aggiungendo che l’infortunio di Musiala è stato una tragica conseguenza di un’azione di gioco.

Frey ha poi puntato il dito contro Neuer, accusandolo di aver mancato di rispetto a un collega con le sue parole a caldo, rilasciate subito dopo l’eliminazione del Bayern. “Capisco la delusione, ma puntare il dito contro un altro portiere non è accettabile. Se lui accusa Gigio, io potrei ricordargli l’uscita su Higuain nella finale del Mondiale 2014,” ha affermato Frey, riferendosi al celebre episodio in cui Neuer colpì l’attaccante argentino con il ginocchio alla testa senza subire sanzioni.

Solidarietà tra portieri e dinamiche di gioco: Frey spiega perché Donnarumma non ha colpe

Secondo Frey, tra portieri dovrebbe esistere una forma di solidarietà professionale, soprattutto in situazioni delicate come quella accaduta a Musiala. “Non è stato un intervento pericoloso, ma un’uscita bassa in cui il portiere ha preso anche l’attaccante. Fa parte del gioco,” ha spiegato, ricordando anche un episodio personale in cui, durante un Parma-Milan, colpì involontariamente Tomasson causandogli la frattura di alcune costole.

L’ex portiere ha anche elogiato Thibaut Courtois per aver difeso pubblicamente Donnarumma, definendolo “il più forte al mondo tecnicamente” e lodando la sua classe nel prendere posizione. Frey ha ribadito che non esistono regole non scritte sulle uscite, ma solo il buonsenso e la consapevolezza che certi contatti sono inevitabili.

Infine, ha sottolineato come Donnarumma meriti un posto nella top 5 del Pallone d’Oro, pur riconoscendo che i portieri raramente vengono premiati. “Per me il favorito è Dembélé, ma Gigio ha fatto una stagione straordinaria,” ha concluso. Un’analisi lucida e appassionata, che rilancia il dibattito sul ruolo dei portieri e sulla correttezza tra colleghi.

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“Hanno cercato di doparmi”, accuse pesanti: il club lo denuncia

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“Hanno cercato di doparmi”, accuse pesanti: il club lo denuncia

“Hanno cercato di doparmi”, accuse pesanti: il club lo denuncia

Allan Saint-Maximin ha lanciato accuse gravissime contro il Fenerbahçe, sostenendo che durante la sua esperienza in Turchia gli siano state iniettate sostanze non autorizzate, con l’intento – secondo il giocatore – di alterare le sue prestazioni. Le dichiarazioni sono arrivate durante un’intervista sul canale YouTube di Zack Nani, in cui l’attaccante francese ha raccontato dettagli scioccanti della sua stagione in prestito dal club saudita Al-Ahli.

“Hanno cercato di doparmi, iniettandomi cose insensate. Ho vissuto situazioni folli al Fenerbahçe,” ha dichiarato Saint-Maximin, aggiungendo che il club non ha mostrato alcuna empatia nemmeno quando suo padre era in fin di vita. Il calciatore ha parlato di un ambiente tossico, definendo la sua esperienza come una “guerra psicologica”, e ha sottolineato come le difficoltà personali abbiano influito pesantemente sulle sue prestazioni in campo. Nonostante tutto, ha voluto esprimere rispetto per José Mourinho, definendolo “un allenatore eccezionale” che ha cercato di aiutarlo.

Il Fenerbahçe risponde con fermezza: “Accuse false, tuteleremo la nostra reputazione”

Il Fenerbahçe ha reagito con sdegno alle parole di Saint-Maximin, annunciando ufficialmente l’intenzione di intraprendere azioni legali contro il giocatore, accusandolo di aver diffuso una “falsa rappresentazione dei fatti” riguardo al trattamento ricevuto per un problema di salute. In una nota pubblicata sui social, il club ha definito le dichiarazioni “un tentativo di danneggiare la reputazione della società”.

“Eserciteremo tutti i nostri diritti legali contro qualsiasi dichiarazione fuorviante o distorta,” si legge nel comunicato, che sottolinea come il club abbia sempre agito nel rispetto della salute e del benessere dei propri tesserati. La vicenda ha scatenato un’ondata di reazioni sui social, dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene il giocatore e chi difende l’onorabilità del club turco.

Le accuse di Saint-Maximin arrivano dopo un calo evidente nelle sue prestazioni nella seconda parte della stagione, periodo in cui Mourinho lo aveva pubblicamente rimproverato per la scarsa partecipazione agli allenamenti. Il caso è destinato a far discutere ancora a lungo, anche per le implicazioni legali e sportive che potrebbe avere, soprattutto in relazione ai regolamenti antidoping e alla tutela dei diritti degli atleti.

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Svelato il motivo dell’assenza di Cristiano Ronaldo al funerale di Diogo Jota: è un trauma mai superato

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Svelato il motivo dell’assenza di Cristiano Ronaldo al funerale di Diogo Jota: è un trauma mai superato

Svelato il motivo dell’assenza di Cristiano Ronaldo al funerale di Diogo Jota: è un trauma mai superato

L’assenza di Cristiano Ronaldo al funerale di Diogo Jota ha sollevato un’ondata di polemiche, ma ora emerge la verità: un trauma emotivo legato alla morte del padre nel 2005 lo ha segnato profondamente, tanto da impedirgli di partecipare a qualsiasi cerimonia funebre da allora. Il cinque volte Pallone d’Oro, che aveva appena vinto la Nations League con Jota, ha scelto di non presenziare alla veglia e al funerale del compagno di nazionale, scatenando reazioni contrastanti tra tifosi e media.

Molti si sono chiesti perché Ronaldo, che si trovava in vacanza a Maiorca, non abbia preso il suo jet privato per raggiungere Gondomar, dove si è svolta la cerimonia. Le immagini del campione rilassato in barca hanno alimentato le critiche, ma la sorella Katia e il giornalista Vitor Pinto hanno chiarito che la decisione è legata a un dolore profondo e personale. Dalla morte del padre José Dinis Aveiro, avvenuta mentre Ronaldo era in ritiro con la nazionale in Russia, il fuoriclasse portoghese ha scelto di non partecipare più a funerali, per non rivivere quel trauma devastante.

Un dolore silenzioso e un impegno concreto: Ronaldo vicino alla famiglia Jota lontano dai riflettori

Cristiano Ronaldo ha comunque espresso il suo cordoglio in forma privata, garantendo alla famiglia di Diogo Jota supporto continuo e discreto, anche quando i riflettori si spegneranno. Secondo quanto riferito da fonti vicine al giocatore, Ronaldo ha assicurato che non farà mancare nulla ai figli e ai familiari del compagno scomparso, offrendo aiuto concreto attraverso Jorge Mendes e i suoi canali personali.

Il gesto di non partecipare al funerale non è stato dettato da indifferenza o paura di oscurare la cerimonia, come ipotizzato inizialmente, ma da una scelta intima e dolorosa, maturata nel tempo. “È il suo modo di affrontare la perdita,” ha spiegato Pinto, sottolineando che Ronaldo ha sempre manifestato affetto e vicinanza in modo riservato.

La vicenda ha riacceso il dibattito sul ruolo pubblico delle celebrità nei momenti di lutto, ma ha anche mostrato il lato umano di un campione spesso percepito come distante. In un momento di dolore collettivo, Ronaldo ha scelto il silenzio e la solidarietà concreta, rimanendo fedele a un dolore che lo accompagna da vent’anni.

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