Gattuso: “Voglio un Milan coraggioso, speciale la sfida con Ancelotti”

24 Agosto 2018 - 16:24 di

L’allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della prima partita della sua squadra contro il Napoli.

Cosa ti ha insegnato Ancelotti?

Voi pensate che io e lui non ci assomigliamo dal punto di vista caratteriale, ma lui è cambiato da quando è diventato allenatore. In campo si trasformava, era grintoso, uno che non mollava mai. La parte del suo carattere che mi ha sempre sorpreso è la semplicità. Non ho mai sentito nessun giocatore  parlare male di lui, anche chi non giocava. Non raccontava bugie e ti parlava con il cuore. E’ difficile copiarlo nella gestione del gruppo, lui è un vero maestro.

Un giudizio su Higuain.

Andrè Silva ha già fatto tre gol in Spagna, non volevamo andasse via, ma era inutile tenerlo contro voglia. L’anno scorso abbiamo sbagliato molti gol con gli attaccanti, speriamo non succeda ad Higuain. Lui era una nostra priorità.

Quali sono i suoi pensieri dopo la preparazione estiva?

Ciò che mi fa stare tranquillo e sapere il modo in cui abbiamo lavorato. Nella testa dei calciatori c’è la consapevolezza di poter spingere, ma bisogna evitare di prendere gol stupidi. Dobbiamo migliorare su questo tipo di aspetti.

Sulle sconfitte.

Non è facile. Serve avere un’identità. Sono cambiati troppi allenatori nel Milan negli ultimi anni. Bisogna dare continuità al lavoro.

Cosa ne pensa delle parole di Sacchi, che ha parlato di Milan in lotta per lo scudetto?

Mi ha dato una mazzata dietro al collo. Siamo lontani, ma in prospettiva potremo arrivarci. Ad oggi, l’obiettivo è conquistare un posto in Champions League.

Come pensa di poter vincere a Napoli. Higuain le ha dato qualche consiglio?

Penso che solo con Higuain non vinciamo niente. Abbiamo bisogno di tutta la squadra. Lui è uno dei dieci più forti al mondo, ma la squadra deve riuscire a non subire e fare un buon lavoro in tutti i reparti.

Quanto è cambiato dopo la fine del raduno?

Sono l’uomo più felice al mondo, alleno una grande squadra in una grande società. Sono nato con la pressione, sono nato settimino. La vivo bene, c’è chi sta peggio di me. Possiamo essere più forti dello scorso anno, ma ci vorrà del tempo.

Conoscendo Ancelotti, avrà qualche vantaggio da sfruttare?

Il Napoli ha una sua identità, ci sono giocatori che giocano da anni insieme. Sta provando a cambiare qualcosa, ma per ora il Napoli assomiglia ancora a quello di  Sarri. Vendono pochi giocatori e i 91 punti fatto lo scorso anno non sono un caso.

Sullo sfida con Ancelotti?

Ieri mattina ci siamo sentiti, come facciamo spesso. Mi ha chiesto se volessi le mozzarelle. Tutti sanno quello che abbiamo condiviso. Per me è stato più di un allenatore. Il rapporto ovviamente è rimasto, ma domani ce la giocheremo.

Un commento su Bakayoko?

Lui preferisce giocare in un centrocampo a due. Mi ha sorpreso, pensavo fosse più lento ed è anche molto dinamico. Lavorando, credo possa migliorare tanto anche tecnicamente.

Per quanto riguarda Caldara?

Non si sa se domani giochi o meno. Viene da un calcio molto diverso dal nostro, ma ha grande mentalità e voglia di fare bene. Ci sarà da lavorare, ci vorrà tempo. Quando parli con lui capisci che è uno spanna sopra gli altri.

Che Milan vuole vedere domani?

Un Milan con grande personalità, che porti avanti il suo gioco con coraggio. Non voglio vedere una squadra che si abbassa alle prime difficoltà.