Luigi Garlando, firma autorevole de La Gazzetta dello Sport, ha recentemente espresso le sue opinioni su Thiago Motta e Cesc Fabregas, entrambi alla loro prima stagione in Serie A. Thiago Motta ha guidato il Bologna, mentre Cesc Fabregas ha iniziato la sua avventura con il Como, mostrando due approcci completamente diversi.
Fabregas: Un esempio di umiltà e desiderio di apprendere. Fabregas, nonostante la sua carriera da campione del mondo, ha dimostrato grande umiltà e desiderio di migliorarsi. “Alla fine di ogni partita, Fabregas va a cercare l’allenatore avversario e gli chiede consigli,” ha rivelato Garlando. Addirittura, l’anno scorso ha telefonato a Pioli per invitarlo a cena e chiedergli ulteriori suggerimenti. Questa apertura all’apprendimento ha caratterizzato l’approccio di Fabregas alla Serie A, facendo di lui un esempio per molti giovani calciatori.
Thiago Motta: Talento e presunzione. Dall’altra parte, Garlando ha sottolineato come Thiago Motta, nonostante il buon campionato disputato la scorsa stagione, sembri già convinto di conoscere tutto. “Thiago non ammette errori anche quando sono palesi. Al momento c’è una differenza di disponibilità e umiltà,” ha affermato Garlando. Questo atteggiamento può aver influito negativamente sui rapporti con alcuni giocatori, creando tensioni all’interno dello spogliatoio.
Possibili miglioramenti. Secondo Garlando, l’incontro-scontro con la Juventus potrebbe rappresentare un’opportunità di crescita per Thiago Motta. “Forse, andando a sbattere, Thiago può crescere, perché bravo è bravo,” ha commentato il giornalista. Tuttavia, è necessario che Motta cambi atteggiamento e mostri maggiore apertura e umiltà, come ha fatto Fabregas, per migliorare ulteriormente come allenatore.