Serie A, una situazione così non si viveva dalle due guerre mondiali

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La Serie A ai tempi del Coronavirus

Continuano a far discutere le polemiche legate al rinvio di alcune partite di Serie A negli ultimi due turni causa Coronavirus. Sì è parlato anche dell’ipotesi di una sospensione delle attività sportive nazionali paventata da un Decreto del Governo che potrebbe fermare i campionati di calcio per un mese. Si creerebbe così una situazione che non si era verificata nemmeno in tempi ancor più bui nella storia d’Italia.

La Serie A ai tempi della Grande Guerra

Per vedere una situazione simile a quella che si è creata in questi giorni nel massimo campionato di calcio, bisogna fare un salto indietro nel tempo a cento anni fa. Il campionato di Prima Categoria (come si chiamava all’epoca) 1914/1915 sta per concludersi con l’ultima giornata prevista per domenica 23 maggio. Proprio in quella domenica l’Italia entra nel primo conflitto mondiale, causando la sospensione immediata del campionato da parte della FIGC. I dirigenti federali non fecero i conti con la durezza della guerra e quel turno non venne mai disputato. Il campionato fu assegnato postumo al Genoa tra mille polemiche. Tuttavia, l’attività calcistica non si fermò del tutto grazie ad una serie di tornei organizzati dai Comitati regionali, come la Coppa Federale 1915-16.

La Serie A ai tempi della Seconda Guerra Mondiale

Scenario più lineare nel corso del secondo conflitto mondiale. L’Italia entrò in guerra nel giugno 1940. Il campionato di Serie A (nel frattempo diventato a girone unico) continuò regolarmente fino alla stagione 1942-43. La caduta del fascismo il 25 luglio del ’43 e il successivo Armistizio dell’8 settembre cambiarono tutto. Il Paese fu diviso in due: al Nord la Repubblica Sociale Italiana, organizzò il Campionato Alta Italia 1944. A vincerlo fu la formazione dei Vigili del Fuoco La Spezia, tra mille difficoltà dovute all’occupazione tedesca. Nella stagione successiva, furono organizzati diversi tornei regionali che, come il campionato Alta Italia 1944 non furono riconosciuti ufficialmente dalla Federazione dopo la guerra.

Il Coronavirus rischia di arrivare lì dove le guerre si sono fermate

Se dovesse essere confermata la misura ipotizzata nel Decreto varato dal Governo si verificherebbe una situazione mai vista nella storia della Serie A. Una situazione delicata, visto anche il calendario che prevede anche manifestazioni sportive internazionali (vedasi Euro 2020) e diventerebbe un problema recuperare tutte le gare perse in un mese. Ergo, la soluzione più plausibile e di buon senso sarebbe giocare il resto delle partite a porte chiuse. L’annullamento dei campionati creerebbe ulteriori problemi.

FOTO: Lega Serie A, Facebook.

 

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