Sergej Alejnikov, un sovietico di “compagnia” per Zavarov alla Juve

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La Juventus “sovietica” di Zavarov e Alejnikov

Trent’anni fa la Juventus, voltava pagina chiudendo un ciclo vincente cominciato negli anni Settanta sotto la guida di Giampiero Boniperti, allora Presidente della Vecchia Signora. Un ciclo caratterizzato da un decennio di trionfi in patria e in campo internazionale, grazie alla bravura di un allenatore come Giovanni Trapattoni e alla classe di un numero 10 come Michel Platini. Dal 1986, però, ci furono diversi cambiamenti: Trapattoni lasciò per andare all’ Inter, e due colonne come Scirea e lo stesso Platini appesero le scarpe al chiodo. Il vento della “rivoluzione” continuò a soffiare, anche negli anni successivi. Un vento che arrivava dall’Est, dall’Unione Sovietica per la precisione.

Un ucraino e un bielorusso per la nuova Juventus

Nell’estate del 1988, la società bianconera prelevò un giocatore dalla lontana Unione Sovietica. Un acquisto che suscitò molta curiosità, in quanto si trattava del primo giocatore sovietico in Serie A, il fantasista Oleksandr Zavarov. Arrivato dalla Dinamo Kiev del Colonnello Valerij Lobanovski (che lo paragonò addirittura a Maradona), Zavarov si trovò in una realtà totalmente diversa da quella sovietica e presto, complici alcune incomprensioni tecniche con l’allenatore Dino Zoff, arrivarono grossi problemi di ambientamento che ne limitarono il rendimento. Colui che doveva raccogliere l’eredità di Platini, non riuscì a lasciare il segno.

I problemi di adattamento e la fine della “JuventURSS”

Per non perdere un investimento di 7 miliardi di lire per tre anni(pagati alla Dinamo e al Ministero dello sport sovietico) e facilitare l’adattamento del fuoriclasse ucraino, la Juventus nell’estate successiva puntò su un altro calciatore sovietico, da affiancare al malinconico Zavarov: si trattava del bielorusso Sergej Alejnikov. Centrocampista più tattico rispetto a Zavarov, Alejnikov fa anch’egli fatica ad ambientarsi nel calcio italiano ed è considerato troppo lento e macchinoso. Tuttavia, la sua esperienza alla Juve durerà un anno in più rispetto a quella del compagno di squadra ucraino, con il quale alla fine non legherà molto. Zavarov andrà in Francia, al Nancy, dove resterà per cinque anni. Mentre Sergej sarà ceduto l’anno successivo al Lecce e resterà per tanti anni in Italia anche dopo aver smesso di giocare. Fu così che finì l’esperimento “JuventURSS”.

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