Perugia Calcio, che fine hanno fatto gli stranieri del 1998-99?

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Il Perugia Calcio di Gaucci, una squadra che stravolse il calcio tra gli anni ’90 e gli anni 2000

Il Perugia Calcio  ha vissuto uno dei momenti più alti della sua ultracentenaria storia a cavallo tra gli anni ’90 e gli anni 2000, sotto la guida del vulcanico patron Luciano Gaucci. I Come accadde ad esempio nella stagione 1998-99. Stagione che vide i grifoni salvarsi all’ultima giornata, sotto la guida di Ilario Castagner e, successivamente di Vujadin Boškov. In quel Perugia Calcio che si salvò in maniera rocambolesca nonostante la sconfitta casalinga nell’ultima giornata contro il Milan, c’erano diversi calciatori stranieri. Hidetoshi Nakata, Milan Rapaić, Zé Maria Hilário furono i giocatori più iconici ma ci furono anche meteore dal sapore esotico scopriamo che fine hanno fatto.

Martín Rivas

Difensore uruguaiano classe 1977, arrivò dall’Inter per giocare con continuità nella stagione 1998-99. Tornerà poi in nerazzurro per un’altra annata da comprimario. Ha concluso la carriera nel 2010 nel suo Uruguay. 

Juan Carlos Docabo

Portiere argentino classe 1970, scese in campo soltanto una volta in due anni a Perugia subendo due gol. Nel 2000-2001 fece anche un cameo con la maglia della Viterbese, prima di concludere la carriera nel suo paese.

Tomislav Erceg

Croato come Rapaić, si trovò decisamente di passaggio nel cuore dell’Italia. Un attaccante giramondo che però a Perugia solo quattro presenze prima di tornare all’Hajduk Spalato nel mercato invernale. Oggi è un agente di calciatori, tra cui anche il connazionale Kalinić.

Aleksandar Kocić

Non poteva mancare un serbo nella comunità slava del Perugia Calcio annata 1998-99. Anche lui portiere, arrivò al Perugia nel 1996-97, ma nell’ottobre del ’97 fu girato in prestito ad Empoli dove un’infortunio al menisco compromise il prosieguo della sua esperienza italiana.

Emerson Pereira da Silva

Centrocampista, nulla a che vedere con l’omonimo brasiliano che giocò con Roma, Juventus Milan. Per lui solo due presenze in biancorosso, prima di tornare in Brasile per poi concludere la carriera in Messico nel 2004, a soli 31 anni.

Iván Kaviedes

Lo straniero più iconico di quel Perugia dopo Nakata. Ecuadoregno giramondo, Kaviedes rimase famoso soprattutto per la sua maglia numero 9 abbinata al soprannome “Nine”. Non mancò qualche intemperanza come la lite con Zé Maria per la quale fu costretto a lasciare il ritiro, approfittandone per una “vacanza premio” in Sud America.

Mika Lehkosuo

Centrocampista finlandese, fu uno dei tanti finnici del nostro campionato a non lasciare tracce fino al mitico Hetemaj. Oggi allena l’Helsinki.

Paulo da Silva Barrios

È l’unico calciatore di quella squadra ancora in attività. Difensore classe 1980, ebbe esperienze anche con le maglie del Venezia e del Cosenza. Attualmente gioca nel suo Paraguay, e con la nazionale paraguayana ha partecipato ai Mondiali 2006 e 2010, oltre alla Coppa America nel 2007 e nel 2015.

Massimo Lombardo

Centrocampista svizzero, ma di chiare origini italiane fu al centro di un intrigo di mercato. Il Grasshoppers, proprietario del suo cartellino, chiese infatti a Gaucci una somma per portarlo in Italia nonostante il giocatore fosse in scadenza. Ebbe ragione il patron del Perugia ad opporsi: dopo una stagione complicata, Lombardo tornò in Svizzera.

FOTO: Associazione Calcio Perugia 1998-99 Wikipedia.

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