Paolo Barison – Il destino crudele dello sfortunato “Bisonte”

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Paolo Barison: il “Bisonte” ferito dal destino

Anche nel calcio ci sono uomini e calciatori con i quali il destino sembra esigere un credito, un credito che prima o poi riscuote e spesso in maniera molto forte. Ciò che è purtroppo accaduto allo sfortunato Paolo Barison, poderosa ala sinistra che ha militato in diverse squadre di Serie A tra gli anni ’60 e ’70.

Un’ala sinistra dal fisico possente e con il fiuto per il gol

Nato a Vittorio Veneto (provincia di Treviso) nel 1936, Paolo Barison comincia la sua carriera da calciatore nella squadra della sua città, per poi approdare al Venezia in Serie C nel 1954. La sua prima esperienza importante sarà con la maglia del Genoa dal 1957 a 1960, squadra nella quale si mette in mostra realizzando 30 reti in 71 presenze. Un’esperienza conclusa male a causa di un tentativo di combine nel 1959-60 in un Genoa-Atalanta, nel quale Barison aveva segnato il vantaggio rossoblù che poi furono beffardamente sconfitti, alla faccia del tentativo di “aggiustare” la partita in loro favore. Dopo l’addio al Grifo, passò al Milan, dove rimase per tre anni vincendo lo scudetto nel ’62 e la Coppa dei Campioni nel ’63. Poi giocò con Sampdoria, Roma, Napoli, Ternana e Bellaria.

Lo “scandalo rosa” con Altafini ai tempi del Napoli

José Altafini ai tempi del Napoli.

Se quella con il Milan è stata, insieme a quella con la Roma nella quale fu convocato per la prima volta in Nazionale, è stata l’esperienza più esaltante della sua carriera, quella con il Napoli segnerà la sua vita nella maniera più brutale. Nel 1965, l’attaccante italo-brasiliano José Altafini lasciò il Milan per accasarsi nella città partenopea dove divenne un idolo della piazza. Tanto che, due anni dopo, fece approdare in azzurro il suo amico Barison. Fu in quel momento che cominciò una storia che avrebbe segnato per sempre la loro amicizia e la loro vita. Infatti Altafini, sposato con una brasiliana, perse la testa per la signora Annamaria Galli, moglie del suo amico Barison. Nacque un “triangolo” che fece scalpore nell’Italia dell’epoca, specie quando la signora Annamaria (che era anche madre di tre figli) lasciò il marito per stare con Altafini che sposò nel 1973.

La fine della carriera da calciatore e la tragica morte

Per lo sfortunato “Bisonte”, come veniva soprannominato per la sua forza fisica, comincia un lento declino. Nel 1974, dopo un’esperienza nel campionato americano con i Toronto Metros, chiude la carriera da calciatore in Serie D con il Levante Genova. Una breve esperienza da allenatore con il Milan nel ’76 (al posto di Trapattoni) e con la Pro Patria, per poi entrare in FIGC lavorando contemporaneamente come osservatore per il Torino, all’epoca allenato dal suo amico Gigi Radice. Ed è qui che il destino presenterà il suo conto salato. Il 17 aprile 1979 Paolo Barison e Gigi Radice viaggiavano verso Torino sull’Autostrada dei Fiori, nei pressi di Andora (Savona) con la Fiat 130 di Radice. Un autoarticolato sulla corsia opposta sbanda e invade la carreggiata prendendo in pieno la macchina di Barison e Radice. L’allenatore del Torino si salverà, mentre Paolo Barison muore a soli 43 anni.

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