Carletto Mazzone e quella corsa spassionata sotto la Curva Sud

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BUON COMPLEANNO MAZZONE

Oggi, 19 Marzo, è il compleanno di Carletto Mazzone. Un allenatore che, pur allenando quasi sempre in provincia, ha fatto la storia del calcio italiano. Amato per i suoi modi schietti, stimato per i suoi lavori, quasi sempre egregi. Un allenatore passionale, sanguigno che, nel corso della sua lunghissima e bella carriera, si è costernato anche di tanto episodi particolari. Tutto o quasi si sa di come prese Totti sotto la sua protezione quando era solo un ragazzino. Oppure di come convinse Roberto Baggio a firmare per il Brescia, con tanto di clausola di rescissione in caso di esonero del tecnico. Celebre e immortale è, invece, la sua corsa contro i tifosi dell’Atalanta, al termine di un rocambolesco derby finito 3-3 col suo Brescia. Insulti a iosa che piovevano dal settore ospiti, il suo Brescia accorciò le distanze a pochi minuti dal termine e Mazzone promise quello che poi avrebbe fatto poco dopo. Al pareggio delle Rondinelle, scattò come una molla e, a pugno chiuso, si involò verso la tifoseria avversaria, trattenuto a stento da un collaboratore, per lo più divertito e sbigottito. Ma, in occasione del suo 83esimo compleanno, è di un’altra leggendaria e ancor più romantica corsa di Mazzone che vogliamo parlarvi.

IL DERBY DEL 1994

E’ il 27 Novembre del 1994 e a Roma va in scena il derby capitolino. Sulla carta, non c’è partita. La Lazio di Zeman è un vero e proprio squadrone e chiuderà la stagione al secondo posto, unica a insidiare davvero la Juventus. I biancocelesti sono una formazione votata totalmente all’attacco, come è vocazione del loro tecnico. Rifileranno 8 gol alla Fiorentina, 7 al Foggia, 4 al Milan, batteranno la Juve a Torino e così via. La Roma di Mazzone, invece, è una squadra ostica da affrontare, tutto cuore e grinta. E’ reduce da una stagione, quella precedente, del tutto negativa, la prima con Carletto in panca. Nonostante le critiche, il tecnico romano è stato riconfermato come allenatore della squadra che ama fin da bambino.

Durante tutta la settimana di avvicinamento, la stampa non fa che inneggiare la superiorità della rosa della Lazio. Il Corriere dello Sport, addirittura, confronta l’11 titolare delle due squadre e il verdetto è impietoso. Secondo il giornale romano, infatti, tutti e 11 i giocatori della Lazio risultano superiori. Un esito che la dice lunga sulla differenza tecnica tra le due squadre anche se, in fondo, risulta anche fin troppo severo. I giallorossi, infatti, hanno tra le loro fila comunque degli ottimi giocatori: c’è Aldair, uno dei migliori difensori del mondo e vincitore del Mondiale col Brasile e ci sono le due punte sudamericane Balbo e Fonseca. Un duo micidiale, sul quale la Roma poggerà le proprie fortune nei seguenti due campionati, illuminato dalle giocate di capitan Giannini e, sempre più spesso, dal giovane Totti. La Lazio, invece, impostata sull’abituale 4-3-3 del boemo, ha tantissima qualità e presenta in prima linea un bomber scatenato: Beppe Signori. 

 

LA CORSA SOTTO LA SUD

Un altro fatto rende molto particolare il derby in programma: sarà, infatti, trasmetto in diretta su Rai 3 al fine di limitare eventuali disordini fuori dallo stadio, visto il clima teso che si respira. In uno stadio gremito, reso splendido dalle coreografie delle due tifoseria, Lazio e Roma sono pronte alla battaglia. Dopo soli 2  minuti, i giallorossi sono già in vantaggio con un colpo di testa di Balbo su cross perfetto di Fonseca. La partita è durissima, spezzettata dai continui falli e dalle tante mischie che si accendono. Tra i protagonisti c’è anche il portiere della Roma, Giovanni Cervone, che oltre a difendere egregiamente i suoi pali, è sempre in prima fila nelle varie risse. Al 25′, dopo una confusa reazione laziale, la Roma raddoppia con una splendida azione sulla destra. Il cross di Moriero è raccolto da un romanista doc come Massimiliano Cappioli, che insacca sotto la traversa. Tutti i giallorossi festeggiano sotto la curva sud. Nella ripresa la Roma dilaga e fa tris con un colpo di testa di Daniel Fonseca, servito da capitan Giannini. La Lazio terminerà l’incontro in 10, la Roma controllerà fino alla fine per poi esplodere al fischio finale.

Carletto Mazzone non trattiene più l’emozione, la tensione avuta per tutta la settimana e, più in generale, le grandi pressioni che comportano l’essere allenatore della propria squadra. E’ finalmente il momento di festeggiare e il sor Carletto si toglie i panni dell’allenatore e torna a vestire quelli del tifoso. Più precisamente dell’ultras della sua Roma. Ed è proprio con i suoi tifosi che Mazzone vuole ricongiungersi. Una corsa emozionante verso la Curva Sud, indicando il tre, simbolo dei gol realizzati e dei punti conquistati. Tre, come saranno anche gli anni trascorsi su quella panchina.  Quel 27 Novembre, Mazzone toccò il punto più alto della sua carriera da allenatore. Una carriera che, forse, avrebbe meritato qualche altra chance del genere.

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