Marco Osio, il primo e unico giocatore italiano a militare in Brasile

Osio Brasile
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Marco Osio, ex giocatore del Parma, è l’unico italiana nella storia del calcio ad avere militato in Brasile. Seppur per una sola stagione, è riuscito a incidere il suo nome nel successi di una società gloriosa come il Palmeiras. Qui, ha incrociato tanti campioni come Cafù, Rivaldo, Djalminha o Zago.

GLI INIZI E I SUCCESSI COL PARMA

Marco Osio, classe 1966, sarà il primo giocatore a militare in Brasile. Ma andiamo con ordine. Sul finire degli anni 70 è una giovane promessa del settore giovanile del Torino. Gli osservatori granato lo hanno pescato nelle Marche, regione di origine del ragazzo. In Piemonte, Osio arriva fino alla prima squadra, disputando 6 partite in due campionati di serie A con la maglia del Torino. Al fine di fargli “fare le ossa”, come era abitudine dire al tempo, i granata lo mandano in prestito all’Empoli, che si accinge a disputare il primo, storico, campionato di serie A. Curiosamente, sarà proprio un colpo di testa di Osio a regalare i primi tre punti, all’esodio, ai toscani contro l’Inter (1-0).

Le buone prestazioni in Toscana attirano le attenzioni di una società molto ambiziosa come il Parma, che milita in B. In Emilia Romagna, il centrocampista marchigiano mette le tende e incrocia, sulla propria strada, due allenatori niente male come Arrigo Sacchi e Zdenek Zeman. Nel campionato 89-90, gli emiliani conquistano la prima promozione della propria storia e, ancora una volta, Osio scrive il proprio nome nel destino di un club. E’ lui, infatti, a sbloccare il derby decisivo con la Reggiana, che vale l’aritmetico passaggio nel massimo campionato.

L’escalation del Parma è sensazionale e la squadra, guidata da Nevio Scala, conquista una Coppa Italia nel 91-92 ai danni della Juventus. Anche un questo caso è Osio l’uomo della provvidenza, visto che il suo gol ribalta la sconfitta dell’andata. A Parma viene così soprannominato “Il Sindaco”. L’ultima grande notte la vive nel 1993, quando il suo Parma conquista la Coppa delle Coppe battendo l’Anversa a Wembley. Osio è in campo, da titolare, nel 5-3-2 di Scala.

OSIO E LA STORICA ESPERIENZA IN BRASILE

Dopo un biennio infruttuoso al Torino, Osio riceve una proposta molto particolare dal Brasile. A chiamarlo, è il Palmeiras, squadra fondata da immigrati italiani e che sta vivendo un periodo d’oro nel calcio carioca. E’ Ottobre e il 29enne si trova di fronte a un vero e proprio bivio: fare un qualcosa che nessun altro italiano aveva mai fatto prima (e dopo). Ne parla con la moglie e i due decidono di tentare l’affascinante avventura. In quegli anni il Palmeiras è una società praticamente satellite del Parma, essendo a sua volta sponsorizzato dalla Parmalat di Callisto Tanzi. Questo rapporto crea un canale tra le due società, che porterà anche ad alcuni affari. Osio, dopo la sua difficile esperienza bis al Torino, si sta allenando a Parma con i Crociati di Collecchio, altro club di proprietà di Tanzi.

Costui, a Ottobre, gli fa la clamorosa proposta. Osio accetta e vola in direzione San Paolo. Tutto bellissimo, tranne un piccolo particolare. In Brasile, anzichè lui, aspettavano Dino Baggio. Se l’equivoco passa quasi del tutto inosservato agli occhi dei compagni e dei tifosi, affascinati dall’avere un italiano in squadra, l’allenatore la prende decisamente meno bene.  Alberto Carlos, il mister di quella squadra, si oppone da subito a quell’acquisto e non lo tiene in considerazione, anzi nemmeno lo conosce. L’esperienza di Marco Osio in Brasile sembra già agli sgoccioli ma gli scarsi risultati portano la società a esonerare Alberto Carlos. Sulla panchina dei verdi di Brasile, arriva un certo Wanderlei Luxemburgo e la storia cambia.

Il tecnico, uno dei più vincenti del calcio brasiliano, butta subito dentro Osio, come titolare. In tutto, dall’arrivo del nuovo allenatore, saranno venti le partite disputate in campionato dal marchigiano, con un gol all’attivo. Arriva anche un trofeo, ossia il campionato paulista del 1996. Al termine della stagione, però, la moglie di Marco è ormai prossima al parto del loro primogenito e i due decidono di fare ritorno in Italia. Qui la sua carriera si avvia ad un lento declino, con le ultime esperienze nelle categorie minori con le maglie di Saronno, Pistoiese, Faenza e Crociati Parma. Successivamente, Marco Osio ha intrapreso la carriera di allenatore.

UN PALMEIRAS FORTISSIMO

Ma che squadra era quel Palmeiras? Basti pensare che il primo ricordo nitido che ha Marco Osio della sua esperienza in Brasile riguarda un certo Marcos Cafù. Già, uno dei terzini più forti della storia, che è un giovane leader di quella formazione. Successivamente, Cafù finirà al centro di un intrigo di mercato, con il Parma che, pur avendo una prelazione su di lui, decide di prendere Amaral e lasciarlo alla Roma. Tutti sanno com’è andata poi. Ma, tornando alla nostra vicenda, Osio, appena arrivato, viene immediatamente invitato da Cafù per una grigliata a casa sua.

Qui, a modo di conoscere tutti i compagni, e che compagni. In difesa, oltre a “Pendolino” Cafù, c’è anche Zago, altro futuro giallorosso. A centrocampo ecco Flavio Conceicao, sulla trequarti c’è un futuro pallone d’oro come Rivaldo. Quando quest’ultimo andrà via (anche in questo caso “bocciato” dal Parma”) verrà sostituito da un altro campione niente male come Djalminha. Infine Muller, un ex Torino che prende subito Osio sotto la propria custodia e lo aiuta nel rapido ambientamento. Aiutato anche dal fatto che la maggior parte dei tifosi conosceva l’italiano, Osio vive un’esperienza meravigliosa. Negli ultimi anni si è parlato diverse volte di un possibile approdo di Mario Balotelli nel campionato carioca. Ad oggi, però, in attesa che le indiscrezioni su Super Mario si concretizzino, l’unico italiano ad aver giocato in Brasile resta Marco Osio…

 

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