La prima volta della Bosnia con l’Italia

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Bosnia-Italia: un’altra sfida in una nazione dove il calcio conta molto

Bosnia Italia si affronteranno stasera per le qualificazioni a Euro 2020. Lo stadio “Bilino Polje” di Zenica ospiterà una gara che conta poco per la classifica, ma che in passato ebbe risvolti oltre il calcio. Come accadde la prima volta che le due squadre s’incontrarono.

Il primo storico incontro tra la Bosnia e l’Italia: una partita oltre il calcio

6 novembre 1996. L’Italia di Arrigo Sacchi affronta la Bosnia-Erzegovina, nazionale appena nata dopo la dissoluzione della Jugoslavia e le macerie lasciate dal conflitto che portò a quella dissoluzione. Una partita amichevole, il cui significato andava oltre il calcio. Si giocò allo stadio “Asim Ferhatović Hase”meglio conosciuto come stadio di “Koševo“dal quartiere di Sarajevo su cui sorge. Un luogo simbolico per i bosniaci. Sulla collina antistante c’era un cimitero che accoglieva i resti di migliaia di vittime della guerra che aveva insanguinato il paese. E per i tifosi di Sarajevo è una partita sentita, nonostante l’orario insolito delle 13,30.

La prima volta della Bosnia e l’ultima di Sacchi con gli azzurri

Il calcio, però, sembrava passare in  secondo piano. Gli azzurri passarono il loro tempo a Sarajevo rendendo visita ai nostri soldati impegnati nel mantenere la pace nei Balcani. Niente allenamenti, niente schemi prima della partita. I bosniaci ne approfittarono per testare diversi giovani, tra cui un certo Salihamidžić. E sarà proprio il diciannovenne a mandare in vantaggio la Bosnia dopo 4′ minuti. Chiesa (Enrico) pareggiò i conti all’undicesimo. Al 43′, invece, Bolić riportò in vantaggio i padroni di casa. Il risultato non cambierà nel secondo tempo. Gli azzurri persero, ma fecero felice Sarajevo nella prima sfida contro l’Italia. Sarà invece l’ultima sulla panchina della Nazionale per Sacchi che lascerà all’indomani della partita e il 3 dicembre tornerà al Milan.

Foto: Wikipedia.org

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